AICCRE
ROMA – “Senza sforzi concertati da parte dell’Unione europea ed i suoi Stati membri su come finanziare le azioni necessarie da intraprendere, i governi locali e regionali non saranno in grado di affrontare la crisi dei rifugiati. ” Questo è il messaggio che il segretario generale del CCRE (Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa), Frédéric Vallier , ha lanciato in vista del Consiglio europeo. ” La crisi dei rifugiati ha già spinto il quadro finanziario pluriennale dell’UE per il periodo 2014-2020 ai suoi limiti “, afferma Vallier . “Sulla base delle tendenze attuali , il numero di rifugiati che dovrebbe arrivare in Europa continuerà ad aumentare. Di conseguenza, il bilancio dell’UE dovrà destinare ulteriori 30 miliardi di euro per affrontare questa crisi”.
Il Segretario generale del CCRE, in precedenza, in una riunione con i deputati europei, il 16 febbraio scorso, aveva presentato alcune proposte per trovare soluzioni urgenti alla mancanza di finanziamenti: la creazione di un prestito obbligazionario europeo temporaneo e specifico per finanziare il trasferimento dei rifugiati oppure la creazione di prestiti senza interessi da parte della BEI per costruire alloggi e aumentare le infrastrutture locali.
Per quanto riguarda le regole del Patto di stabilità e di crescita, Vallier – riferisce Europa Regioni, newsletter dell’AICCRE, Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – ha chiesto una maggiore flessibilità per gli enti locali, che hanno “risorse insufficienti e ospitare un così alto numero di rifugiati”. Ha anche sottolineato che “solo gli Stati membri coinvolti nel meccanismo di trasferimento per i rifugiati dovrebbero beneficiare di queste nuove risorse”. Dal gennaio 2015, più di 710.000 profughi sono entrati in Europa ed i comuni hanno sostenuto costi imprevisti. In molti casi, questi sono costi che non sono né rimborsati o sono spese che sono solo parzialmente coperte dai governi centrali. (Inform)