direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Renato Zilio: “Marsiglia, capitale del mare”

MONDO SCALABRINIANO

 

Caput mundi. Marsiglia lo è stato per qualche giorno a fine marzo. Vi sono arrivati infatti i responsabili della « pastorale del mare » per il loro incontro mondiale. Non si è fatto a Roma, come di solito. Ma per la prima volta nel porto più grande del Mediterraneo, fondato dai greci nel VI secolo prima di Cristo. Il prossimo anno, sarà ancora più lontano, a Sidney.

« Andare alla periferia » è la parola d’ordine di papa Francesco. È stata presa sul serio dal Pontificio Consiglio della Pastorale del mare e dal suo segretario generale, Bruno Ciceri. Uomo concreto, milanese, dalle visioni grandi e strategiche e dalla lunga esperienza nei mari delle Filippine e di Taiwan, ancorato attualmente al Vaticano. Tuttavia, rimane animato da una incredibile passione per il mare, per i marittimi e i pescatori. « Il mare ce l’ho dentro » vi dirà sicuro.

Multiculturalità, apertura di spirito, capacità di adattamento, contatto diretto e caloroso, plurilinguismo : ecco gli ingredienti della vita di un cappellano di mare. Ve lo dirà lui, senza giri di parole. Ma vi sembrerà subito il suo autoritratto. Altre qualità possono essere il dialogo e lo spirito ecumenico o interreligioso : temi affrontati in questi giorni nella città mediterranea.

I responsabili della « pastorale del mare » già al loro arrivo a Marsiglia erano attesi da un imprevisto. Chissà, un segno del cielo. All’aeroporto venivano dirottati direttamente al porto della città. Attraccava, infatti, la crociera Costa con cinque morti a bordo, proveniente dall’attentato di Tunisi. Era stato richiesto via radio un capellano di mare. Si presentava, invece, l’intera equipe accompagnata dal vescovo indiano Joseph Kalathiparambil, responsabile delle migrazioni. Una celebrazione intensa, commovente. Cinque candele venivano accese sul ponte della nave, tra preghiere e canti. La vita non è che un soffio, il suo respiro come il click di una foto. Non lo dimenticheranno più i turisti di questa crociera.

La visita a Marsiglia, una città che sa di mare dalla testa ai piedi, si rivela stimolante per un’equipe di una quindicina di responsabili di ogni latitudine. Dalla suggestiva abbazia di St.Victor dei primi secoli fino a salire in alto, con uno sguardo che domina tutta la metropoli, al santuario di Notre Dame de la Garde. Ricco di antichi ex-voto – piccole barche sospese a mezz’aria sopra i fedeli – di recente ha saputo innalzare, pure, all’esterno, un monumento ai clandestini morti in mare: sembra un faro luminoso di compassione.

Due voci importanti dell’Institut de la Méditerranée intervengono presso i nostri visitatori su ecumenismo e dialogo con l’Islam : Remy Caucanas, il direttore e Colette Hamza. Qust’ultima ricorderà quanto importante, nonostante tutto, sia continuare il cammino di dialogo. Aggiungerà le parole di Christian de Chergé, priore martire di Tibhirine. Bisogna continuare a scavare nel pozzo del dialogo, non per « trovare l’acqua cristiana o quella musulmana, ma l’acqua di Dio ».

I responsabili pastorali provenienti da Americhe, Europa, Africa, Asia, Oceano indiano, Australia e Paesi del Golfo visitano, infine, la modernissima sede della CMA CGM, terza compagnia di trasporti al mondo. Con questa nuove sfide, nuovi servizi negli oceani, per un salto nel futuro. Come, pure, lo è la visita alla Maritime School ENSM, con i suoi allievi, futuri dirigenti nelle attività di mare. Sono essi che organizzano ogni anno la famosa processione nel mare alla Candelora, quando alle prime luci dell’alba arrivano al porto con un prezioso, antichissimo evangeliario. Ricorda suggestivamente che la fede cristiana arrivò in questa città via mare.

« Marsiglia non finirà mai di stupire » ammette Jean Philippe, vecchio pilota di navi, diacono, responsabile della pastorale del mare in questo porto. Lo è già lui, infatti, un’eccezione, in una realtà pastorale gestita generalmente da preti. Marie-Agnès, la moglie, vi dirà quanto ama appassionatamente questo mondo e le sue sfide. Un giorno, l’ha gridato anche al vescovo. Quando con il marito anche lei si è sentita consacrata. In fondo all’anima. (Renato Zilio, missionario scalabriniano /Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform