ESTERI
(Fonte immagine Facebook)
LONDRA – Il Consolato Generale d’Italia a Londra presenta, per la prima volta nel Regno Unito, le opere dell’artista Sophie Ko, attraverso due eventi espositivi, a cura di Elena Re, all’Istituto Italiano di Cultura di Londra e all’Estorick Collection of Modern Italian Art, con la collaborazione della Galleria de’ Foscherari di Bologna. Il Console Generale d’Italia a Londra, Domenico Bellantone, e il nuovo Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Francesco Bongarrà ,inaugureranno la mostra personale di Sophie Ko dal titolo “Geografia temporale” presso l’IIC . Attraverso un’ampia selezione di opere, le sale dell’Istituto Italiano di Cultura accoglieranno un’esposizione il cui intento è mettere in luce il cuore pulsante del lavoro dell’artista: la sua Geografia.
Si tratta di quadri che racchiudono la cenere di immagini bruciate, o pigmenti puri che talvolta l’artista stratifica con la polvere d’oro. Sono opere piene, il cui fascino deriva dalla resistenza che le immagini oppongono alla forza di gravità, cosi la materia contenuta nel quadro si trasforma nel tempo, in un processo che è un equilibrio instabile tra lenta distruzione e continua rinascita. L’ingresso alla mostra è libero, senza prenotazione. Sophie Ko (1981) vive e lavora a Milano. Al centro della ricerca dell’artista c’è il concetto di tempo che viene esplorato nella sua forte relazione simbolica con i materiali utilizzati – per lo più ceneri di immagini bruciate e pigmenti puri – e le immagini create. Il mutamento e l’instabilità dei materiali in relazione allo scorrere del tempo sono alcune delle costanti della sua ricerca artistica. Geografie temporali costituiscono l’esemplificazione di un’opera eternamente sospesa tra l’atto della creazione e quello della distruzione, in cui l’immagine è sottoposta a un continuo processo di modificazione attraverso il collasso lento e inesorabile della materia di cui è costituita. Concepita attraverso una negoziazione concettuale e formale tra scultura e pittura, questa serie di opere mette in scena “un legame fatto di peso, di pressione, di gravità e di distruzione del tempo sulle immagini, ma anche di formazione, di profondità, di ritorno e rinascita rispetto al trascorrere del tempo.” Metafore pregnanti della caducità e mutevolezza dell’esistenza, ci ricordano della traiettoria di vita che tracciamo, parallela a un movimento di collasso, lento ma persistente. Elena Re è critico d’arte e curatore indipendente. Lavora con istituzioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero. Approfondisce l’arte italiana attraverso progetti culturali, mostre, lectures e pubblicazioni. È interessata al pensiero che precede l’opera e a una visione transdisciplinare dell’arte. Le sue ricerche spaziano dalla fotografia concettuale, all’architettura radicale, all’idea del multiplo. (Inform)