CULTURA
Seguirà un dibattito con la regista
AMBURGO (Germania) – Nell’ambito della rassegna “A Sud – Calabria”, iniziata il 2 dicembre scorso con la proiezione in streaming del film “Un paese di Calabria” di Shu Aiello e Catherine Catella seguita da un dibattito online con le due registe, lunedì 7 dicembre a partire dalle ore 18:00 l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo proietterà in streaming il film di Francesca Olivieri “Arbëria”(2018-2019) con Caterina Misasi e Brixhilda Shqalsi.
La proiezione in streaming di 80 minuti, visibile dalle ore 18:00 alle ore 24:00 del 7 dicembre 2020, sarà in lingua arbëreshë e italiana con sottotitoli in tedesco. Alle ore 19:00 avrà luogo online sulla piattaforma Zoom un dibattito con la regista Francesca Olivieri. Modererà e tradurrà l’incontro la giornalista e critica letteraria Maike Albath. Per accedere al dibattito sulla piattaforma Zoom, che deve essere installata sul proprio dispositivo, basta digitare questo link: https://zoom.us/j/99339931072#success
Il numero di posti nella “sala cinema digitale” è limitato. É necessario registrarsi gratuitamente attraverso la piattaforma eventbrite: https://bit.ly/3o8ejBY per essere sicuri di poter assistere alla visione del film. Una volta registrati si riceverà a partire dalle ore 16:00 del giorno della proiezione il “biglietto” d’accesso.
La rassegna “A Sud – Calabria” gode del patrocinio della Regione Calabria.
Il film d’esordio di Francesca Olivieri, nata in Piemonte ma di origini Arbëreshë, “Arbëria”, è un omaggio alla sua cultura di origine di cui vi sono tracce in alcuni comuni lucani come San Costantino Albanese, in provincia di Potenza, che conserva una forte identità. Arbëria, infatti, è la denominazione dell’insieme delle aree geografiche dell’Italia meridionale alla quale appartiene la minoranza etnico-linguistica degli arbëreshë. Gli arbëreshë sono originari dell’Albania e della Grecia, giunti in Calabria tra il XV ed il XVIII secolo, per sfuggire all’invasione ottomana delle loro terre d’origine. Non è dunque un caso che il film sia stato girato in Basilicata. Il film racconta il ritorno alle origini da parte di Aida, una giovane donna arbereshe intraprendente e autonoma che deve fare i conti con la propria identità sociale e culturale.
Aida, che ha lasciato da tempo il proprio paese in Calabria per diventare creatrice di moda in una grande città fa ritorno alle origini in seguito a un decesso. In famiglia viene accolta con un misto di affetto e diffidenza. Chi le è più vicino è la giovane nipote che è fidanzata ma anche dotata di uno spirito indipendente che la spinge a non sottomettersi alle imposizioni da qualsiasi parte provengano. Aida in lei rivede se stessa.
Se l’impianto narrativo è classico negli sviluppi, l’intento è più che apprezzabile. Olivieri riesce a farci accostare non solo alle sonorità di una lingua antica tuttora in uso e proveniente dalla stratificazione di cicli successivi di migrazioni ma ci offre anche, senza pedanteria, informazioni su quelli che i sussidiari scolastici di un tempo definivano ‘usi e costumi’.
La preparazione della festa patronale e il rito nuziale sono presentati con un’attenzione etnologicamente e filologicamente aderente anche ai particolari. Al termine della proiezione non saranno pochi coloro i quali vorranno saperne di più degli Arbëreshë. Per una docufiction opera prima questo è già un bel risultato.
“Arbëria” è stato riconosciuto “film d’essai” dalla Direzione Generale Cinema del Ministero deli Beni Culturali. Ha vinto il premio del pubblico al Dea Film Fest di Tirana ed è stato accolto con entusiasmo al Gallio Film Festival, al Foggia Film Festival, Altri Sguardi Film Festival di Milano, al Festival du cinéma Italien di Le Teil e di Montelimar, all’Italian film Festival di Cardiff, alla Quinzaine du cinéma Italien di Chambéry. Ad Arberia è stato dedicato un evento speciale nell’ambito delle “Giornate del cinema albanese” all’interno del Balkan Market.(Inform)