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Provincia autonoma di Bolzano: Bando 2018 per la mobilità internazionale

RICERCA E INNOVAZIONE

880.000 euro in tre anni per ricercatori di istituti altoatesini ed esteri. Domande entro il 31 ottobre 2018

Il presidente Arno Kompatscher : “Oltre che per riportare a casa i cervelli in fuga, il bando ha anche l’obiettivo di allargare l’orizzonte dei ricercatori locali, per consentire loro di importare pratiche e concetti innovativi e all’avanguardia al loro ritorno in Alto Adige. Si tratta inoltre di un’occasione per diffondere all’estero il potenziale di innovazione del territorio altoatesino”

BOLZANO – Bando 2018  per la mobilità internazionale di ricercatori e ricercatrici promosso dall’Ufficio ricerca scientifica della Provincia autonoma di Bolzano. Il bando – viene evidenziato dall’Amministrazione provinciale – può essere considerato una sorta di “progetto Erasmus” con gli enti altoatesini come punto di partenza o destinazione per gli studiosi di spicco di ogni settore e disciplina.

Disponibili 880.000 euro in tre anni per ricercatori di istituti altoatesini ed esteri. Si finanziano progetti di durata compresa fra 6 e 24 mesi. Le domande vanno presentate entro il 31 ottobre 2018.

Il bando ha i seguenti obiettivi: offrire alle ricercatrici e ai ricercatori operanti in Alto Adige l’occasione di acquisire competenze di ricerca fuori dal territorio Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino (outgoing researcher), attrarre in Alto Adige ricercatrici e ricercatori riconosciuti operanti fuori dal territorio Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino (incoming researcher), supportare l´ampliamento delle reti scientifiche degli enti di ricerca altoatesini e contribuire allo sviluppo e all’internazionalizzazione del panorama scientifico in Alto Adige e all’aumento delle competenze di ricerca in Alto Adige.

Gli enti di ricerca devono presentare un progetto di ricerca motivando la permanenza del ricercatore/ della ricercatrice nel luogo di ricerca previsto.

 “Oltre che per riportare a casa i cervelli in fuga, il bando – sottolinea il presidente Arno Kompatscher – ha anche l’obiettivo di allargare l’orizzonte dei ricercatori locali, per consentire loro di importare pratiche e concetti innovativi e all’avanguardia al loro ritorno in Alto Adige. Si tratta inoltre di un’occasione per diffondere all’estero il potenziale di innovazione del territorio altoatesino, come dimostra anche il successo degli esempi del passato”,

Iniziative simili negli scorsi anni hanno dato buoni risultati: è il caso di Andrea Andreoli, oggi ricercatore Unibz in Idrologia e idraulica agraria e forestale, che ha scelto Bolzano come destinazione per la propria esperienza internazionale mentre lavorava all’Universidad de Concepción in Cile. Dopo aver trascorso due anni all’Unibz, Andreoli è poi tornato stabilmente in Alto Adige nel 2017 come ricercatore a tempo determinato. “Si può dire che partecipare a questo bando ha cambiato la mia vita e la mia carriera accademica. L’attrazione di capitale umano avanzato viene considerata un valore e per questo viene promossa con bandi analoghi in molti Paesi del mondo”, spiega Andreoli. Un altro esempio in questo senso è la professoressa Sanja Baric, docente di Unibz specializzata nell’utilizzo della biologia molecolare al servizio dell’agricoltura: partita dal Centro Laimburg, Baric ha trascorso un anno all’università di Warwick in Inghilterra dove ha potuto collaborare con un gruppo specializzato in meta-genomica del suolo. Ora, grazie al suo lavoro a Unibz, riporta queste conoscenze ed esperienze sul territorio in diversi progetti come l’analisi genetica molecolare dei microrganismi fitopatogeni e fitoparassiti nei meleti e nei castagneti in Alto Adige. “Consentire al proprio settore di studio di progredire grazie alle nuove conoscenze apprese all’estero, instaurare nuovi contatti ponendo le basi per collaborazioni e partnership future, ma anche ampliare il proprio orizzonte culturale: sono questi i vantaggi che a mio avviso rendono il bando per l’internazionalizzazione un’opportunità preziosa per coloro che portano avanti, in Alto Adige o all’estero, un progetto di ricerca”, sintetizza Baric.

Per partecipare al nuovo bando occorre presentare un progetto di ricerca. Sono previsti importi generalmente compresi fra i 40.000 e i 170.000 euro all’anno (a seconda della durata del progetto di ricerca e del periodo da trascorrere all’estero). Saranno gli enti di ricerca altoatesini a presentare domanda e dovranno aiutare i ricercatori a svolgere la loro attività anche affiancando loro un tutor. “Vogliamo sostenere l’internazionalizzazione della ricerca altoatesina ed in particolare di giovani ricercatrici e ricercatori, che sono il target principale di questo bando. La scienza è di per sé internazionale e fare esperienza all’estero è essenziale per chi vuole fare ricerca. Siamo sicuri che di questa esperienza beneficeranno non solo i singoli ricercatori ma anche i nostri enti di ricerca, la cui attività scientifica è ormai sviluppata e in grado anche di attrarre menti giovani e brillanti sul nostro territorio”, spiega Vito Zingerle, direttore della Ripartizione Innovazione, Ricerca e Università. (Bando sul sito provincia.bz.it/innovazione-ricerca/innovazione-ricerca-universita/ ) (Inform)

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