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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Si è svolta alla Farnesina la cerimonia del giuramento alla Repubblica di 46 nuovi funzionari diplomatici, Tajani:  la vostra è una straordinaria avventura al servizio dei cittadini

FARNESINA

 

ROMA – Si è svolta nei giorni scorsi alla Farnesina, alla presenza del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, la cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica di 46 giovani funzionari diplomatici, vincitori del concorso per Segretari di Legazione. La cerimonia sancisce l’ingresso formale nei ruoli dei nuovi diplomatici. Il giuramento di fedeltà alla Repubblica si colloca al termine di un corso di formazione della durata di nove mesi intitolato al diplomatico Boris Biancheri Chiappori, già Segretario Generale della Farnesina. Il corso Biancheri segna inoltre il più alto tasso di presenza femminile tra i vincitori del concorso nella storia della Repubblica, con il 46% dei nuovi diplomatici costituito da donne. Oltre al Ministro Tajani, sono intervenuti il Segretario Generale della Farnesina,  Riccardo Guariglia, e i due capo-corso Filippo Cutrera e Simona Esposito. Nel suo intervento Riccardo Guariglia ha definito Biancheri come un modello per i giovani neoassunti dopo il primo dei concorsi completati dopo la riforma della Farnesina in vigore da inizio 2026. “State per vivere uno dei momenti della nostra carriera: il giuramento di fedeltà alla Repubblica”, ha rilevato Guariglia rivolgendosi ai giovani presenti in sala che hanno ultimato una formazione svolta sul campo. “Un lavoro splendido e complesso al servizio del Paese, dei cittadini e delle imprese”, ha definito Guariglia quello del diplomatico “all’insegna di una diplomazia sempre più attenta anche alla crescita del Paese” che beneficia della valorizzazione di ambiti come sport e tecnologia. “Non vogliamo solo rappresentare l’Italia nel mondo ma sostenere concretamente le tante eccellenze italiane, dal settore produttivo al mondo della cultura”, ha aggiunto Guariglia sottolineando come  “essere diplomatici significhi possedere uno spiccato senso del dovere e una convinta dedizione al servizio dello Stato”. Il Segretario generale ha anche evidenziato i molteplici aspetti che caratterizzano il lavoro del diplomatico. Ha poi preso la parola il Ministro Antonio Tajani che ha spiegato che per i giovani diplomatici si tratta dell’inizio di una straordinaria avventura e di una fase della vita nella quale “sarete al servizio dei cittadini”.  Il Ministro si è rivolto al neo diplomatici sollecitandoli a prestare sempre attenzione alla tutela dei connazionali ovunque siano nel mondo. Il Ministro ha anche parlato dell’importanza che la diplomazia e della grande responsabilità che deriva dal compito di rappresentare l’Italia nel mondo. Tajani ha poi ricordato che è stato grazie al lavoro della diplomazia se si è riusciti a riportare a casa migliaia di italiani dalle aree del conflitto in Medio Oriente. “I diplomatici hanno dimostrato di essere sempre all’altezza della situazione”, ha aggiunto Tajani rivolgendo un pensiero alla memoria del compianto Ambasciatore Attanasio. Il Ministro ha poi rilevato l’importanza dell’Italia come Paese manufatturiero e dalla forte vocazione all’export che rappresenta circa il 40% del nostro Pil. “Toccherà a voi continuare a promuovere la qualità del prodotto nazionale: le Ambasciate saranno sempre più trampolino di lancio per l’internazionalizzazione e export”, ha spiegato Tajani menzionando la creazione della Direzione Generale per la crescita nell’abito della riforma della Farnesina in vigore dall’inizio del 2026. “Siate umili perché c’è sempre qualcosa da conoscere e imparare. Tenete sempre alto l’onore del Paese e dei cittadini italiani che rappresentate”, ha aggiunto Tajani rivolgendosi alla platea di giovani. “Lo spirito di servizio è importante” , ha proseguito il Ministro sottolineando l’importanza degli ideali che hanno portato alla scelta di questa carriera. A seguire è intervenuto il capo-corso Filippo Cutrera che ha espresso gratitudine per le persone che hanno accompagnato lui e i suoi compagni di corso in questo percorso verso la professione. “Una scelta che è prima di tutto di servizio: verso il prossimo, la comunità e verso il pubblico.   Parole che non hanno solo un valore simbolico ma che rappresentano l’impegno ad assumere una responsabilità concreta”, ha rilevato Cutrera auspicando che il corpo diplomatico sia sempre più inclusivo. La Capo Corso Simona Esposito ha ricordato come  “si celebri un momento non solo formale ma un passaggio di vita: un atto di responsabilità che ci accompagnerà per sempre”. Esposito ha anche segnalato un pensiero di Calamandrei quando sosteneva che la Costituzione è una macchina che ha bisogno ogni giorno del combustibile per andare avanti. “La diplomazia è un’arte esigente e richiede rigore e dedizione”, ha spiegato Esposito precisando che la diplomazia è quanto mai importante in un momento di crisi come quello attuale. “Costruiamo ponti quando altri alzano muri”, ha rilevato Esposito che ha aggiunto: “la nostra classe diplomatica è la prima nella storia della Repubblica a sfiorare la parità di genere, un risultato che parla del cammino iniziato 80 anni fa quando le donne furono determinanti nell’avvio della vita politica dell’Italia post-bellica”.  (Inform)

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