AMBIENTE
ROMAA – Per la prima volta l’Italia ha una strategia a livello di Sistema Paese per quanto riguarda l’Artico. Il documento è stato elaborato da Farnesina, ministeri dell’Ambiente (Mattm) e dello Sviluppo economico (Mise), comunità scientifica e settore privato. Il testo riassume le origini, l’evoluzione e gli obiettivi della presenza nazionale in una regione sempre più al centro dell’attenzione della comunità internazionale. L’Italia, peraltro, si appresta a compiere il centenario della propria presenza nell’Artico, riconosciuta nel 2013 con l’ammissione ai lavori del Consiglio Artico in qualità di paese osservatore.
La nostra impronta, inaugurata dalle esplorazioni del Duca degli Abruzzi e del comandante Umberto Nobile, è andata progressivamente consolidandosi, grazie alla qualità e all’ampiezza delle attività dei centri di eccellenza scientifica e delle nostre imprese. A seguito di ciò l’Italia intende approfondire in materia ogni ambito di cooperazione, sia nella sfera multilaterale (nel Consiglio Artico, così come negli altri fori) sia a livello bilaterale, con i singoli Paesi artici. Sul piano interno il governo continuerà a sostenere i centri di ricerca nazionali impegnati nell’Artico e ad operare nel senso di una crescente sensibilizzazione nei confronti della società civile, in un’ottica di piena disponibilità a collaborare con cittadini ed enti interessati a meglio conoscere ed approfondire questa realtà. Ciò sulla base dei principi e degli obiettivi della politica ambientale dell’Unione Europea, con particolare riferimento al tema dello sviluppo sostenibile – vale a dire, la compatibilità e la relazione sinergica tra salvaguardia dell’ambiente, sviluppo economico ed esigenze specifiche delle popolazioni indigene. (Inform)