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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato in Consiglio regionale della Toscana il libro di Giuseppe Celata

 MEMORIA 

 

“E poi la salvezza. Storie di ebrei italiani strappati alla Shoah”

 

FIRENZE – “A me sembra che il senso del libro di Giuseppe celata sia racchiuso in due “s”: quelle delle parole solidarietà e speranza”. Lo ha detto Pier Andrea Vanni, giornalista e sindaco di Sorano (Grosseto), intervenendo alla presentazione del libro di Giuseppe Celata “E poi la salvezza. Storie di ebrei italiani strappati alla Shoah (1943-1945)” (Edizioni Medicea Firenze) che si è svolta nella sala Affreschi di Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale della Toscana. Vanni ha parlato di “solidarietà forte e autentica” di coloro che si adoperarono per la salvezza degli ebrei, una solidarietà messa in atto “a rischio della propria vita”. Ed ha aggiunto che “in quei momenti bui, certamente nei cuori di chi fu salvato e di chi salvò c’era senz’altro la speranza di tempi migliori”. Vanni ha ricordato che alcune delle vicende del libro, “narrate con passione e senso della misura”, si sono svolte proprio “a Sorano e nel suo territorio comunale, così come nel vicino territorio di Pitigliano”. E quelle vicenda, ha sottolineato, rappresentano al meglio una comunità in cui “il senso della condivisione tra ebrei e cristiani” era fortemente radicata. “Questo libro”, ha concluso, “racconte storie delle nostre comunità, della nostra gente e di un mondo spesso dimenticato perché periferico e ci rivela che la solidarietà è un principio di vita che si impara sul campo, vivendo gli uni a fianco agli altri”. Ugo Caffaz, della Comunità ebraica di Firenze, è partito con una riflessione a proposito del recentissimo libro “Contro il giorno della memoria” di Elena Lowental per affermare che “le sue conclusioni sono sbagliate. Non è vero che la memoria non serve e non porta con sé nessuna speranza”. Il libro di Celata, ha aggiunto, “per fortuna va nel senso opposto”. Caffaz ha ricordato che nel dopoguerra “c’era la volontà e l’istinto a dimenticare”, sia negli ebrei che negli aguzzini che in chi si era adoperato per salvare delle vite. Poi, finalmente, si “cominciato a coltivare la memoria di quella tragedia” e ha sottolineato che “la memoria aiuta, anche se da sola non basta, perché è l’antidoto al ripetersi di un simile orrore”. L’autore, Giuseppe Celata, ha definito il suo libro “un omaggio alla memoria delle vittime della Shoah e la documentazione del coraggio di coloro che si adoperarono per salvare gli ebrei”. Le testimonianze raccolte, ha precisato, “sono state rese in forma di racconto, senza commenti”. Celata ha ricordato che a Firenze c’è la conferma che ad adoperarsi per la salvezza degli ebrei ci fu la Chiesa, attraverso il vesco Dalla Costa, mentre nelle campagne e nei piccoli centri la salvezza fu opera di contadini, fattori, segretari comunali e iscritti ai partiti antifascisti. “Ogni vicenda di salvezza”, ha poi aggiunto, “è una storia a sé, ma emerge che chi salvò delle vite aveva la consapevolezza di compiere un atto di giustizia contro le indicazioni folli e criminali di chi li governava”. E quelle storie, ha concluso, “dimostrano che un attimo di umanità tornò laddove era stata cancellata”. Incontrando l’autore a margine della presentazione, il Presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci ha voluto ricordare l’impegno dell’assemblea legislativa toscana in occasione delle celebrazioni del Giorno della Memoria (celebrazioni nelle quali rientrava anche la presentazione del libro di Giuseppe Celata), teso soprattutto “a favorire momenti di incontro con la memoria storica di quella tragedia” nonché “a conoscere pagine di ordinaria solidarietà, come quelle narrate nel libro di Celata, dove l’evento straordinario dell’aiuto alla popolazione di origine ebraica, nell’Italia della persecuzione nazifascista, viene vissuto dai protagonisti di simili eroici atti come un qualcosa di normale. Segno di un’umanità da riscoprire, e, soprattutto, speranza nella natura stessa dell’uomo”. (lm/Inform))

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