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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato dal patronato Inas Cisl il proprio bilancio sociale

SINDACATI E PATRONATI

 

Annamaria Furlan (Cisl): “La grande sfida sarà quella di individuare, per i nuovi bisogni, i nuovi servizi da offrire ai cittadini, in modo da poter tutelare i più deboli e bisognosi mettendo sempre al centro i diritti della persona”

 

ROMA – Welfare: un futuro fondato su previdenza o assistenza? Alla domanda hanno provato a rispondere questa mattina istituzioni, enti e fondi previdenziali, politica e sindacato, in occasione della tavola rotonda organizzata, per la presentazione del proprio bilancio sociale, dal patronato Inas Cisl.

Ad aprire il dibattito – moderato dal giornalista Franco Adriano – ci ha pensato il presidente dell’istituto, Domenico Pesenti, illustrando la rilevanza della questione, con scelte che riguardano il sostegno agli anziani e alle nuove generazioni, nonché il giusto riconoscimento di prestazioni di supporto per le categorie più svantaggiate, e chiedendosi se “varrebbe la pena versare ulteriori soldi per la previdenza quando qualcuno ci propone un sistema di assistenza per tutti”

Per Anna Giacobbe, della Commissione Lavoro pubblico e privato, “la separazione tra i due ambiti è fondamentale per l’equilibrio del sistema, ma il meccanismo contributivo per le pensioni non basta, serve la previdenza complementare”, ha detto.

Una visione condivisa da Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione, per cui “la pensione integrativa è ormai una scelta obbligatoria e bisogna impegnarsi ad ampliarne le adesioni, ferme al 25%”.

Uno sguardo di prospettiva lo ha fornito il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, secondo il quale la soluzione al dibattito su previdenza e assistenza sta nel “buon lavoro e nella buona istruzione, strumenti che creano opportunità e riducono l’esigenza di interventi assistenziali”.

Al di là della discussione sui futuri orientamenti del welfare, l’idea condivisa è quella della necessità di soggetti di intermediazione tra cittadini e enti previdenziali, qualificati come il patronato: per Giuseppe Lucibello, direttore generale dell’Inail, si aprono oggi nuove possibilità di sinergia, a partire dal confronto su prevenzione, formazione e reinserimento in azienda dei disabili da lavoro.

Come ha spiegato – in apertura dell’incontro – Antonio Graniero, vicepresidente Inas, “non servono solo pin, Spid o risponditori automatici: le persone hanno bisogno di un contatto umano, di qualcuno che le ascolta come fa l’Inas”.

“Attraverso l’organizzazione sindacale in tutte le sue forme – ha sottolineato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan – facciamo sentire meno sole le persone; da anni facciamo sussidiarietà per coprire le lacune e le assenze dello Stato. Per questo, a dispetto dello scarso riconoscimento da parte di istituzioni e media, dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che facciamo. La straordinaria professionalità degli operatori dell’Inas Cisl viene ogni giorno riconosciuta da migliaia di cittadini, ma sono anni che aspettiamo una regolamentazione da parte delle istituzioni… La grande sfida sarà quella di individuare, per i nuovi bisogni, i nuovi servizi da offrire ai cittadini, in modo da poter tutelare i più deboli e bisognosi mettendo sempre al centro i diritti della persona”, ha concluso Furlan . (Inform)

 

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