ITALIANI ALL’ESTERO
Nel primo numero un focus dedicato alle elezioni dei Comites e un’intervista al sottosegretario agli Esteri Mario Giro
Gli interventi del deputato Roberto Mania (Ctim), del direttore della nuova testata Francesco De Palo, di Carlo Ciofi (Ctim) e del senatore Aldo Di Biagio (PI)
ROMA – E’ stato presentato ieri pomeriggio presso la sala stampa della Camera dei deputati il nuovo mensile “Prima di tutto Italiani” , testata mensile online scaricabile, nata dalla volontà del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (Ctim). Nella presentazione del mensile si legge: “non sarà un’agenzia di stampa o un elenco di notizie e manifestazioni, ma incarnerà un esperimento diverso. Dare voce agli italiani che vivono all’estero innescando dibattiti, confronti, e proposte per unire ciò che la geografia divide grazie all’italianità”. Il primo numero del giornale è stato dedicato a un focus sulle elezioni dei nuovi Comites, con un’intervista al sottosegretario agli Esteri Mario Giro. Nel mensile si parla anche di lingua italiana come veicolo di appartenenza e identità oggi da esportare, del centenario della grande guerra e di made in Italy, l’oro italiano nei cinque continenti.
Alla presentazione hanno partecipato il deputato Roberto Menia, segretario generale del Ctim , Francesco De Palo, direttore responsabile del nuovo mensile, Carlo Ciofi, coordinatore della segreteria Ctim, e Aldo Di Biagio (PI) , senatore eletto nella ripartizione Europa.
Dopo il saluto del direttore Francesco De Palo che ha ricordato l’importanza di questa “avventura editoriale”, Roberto Menia ha affermato: “Questa iniziativa, è stata tramandata in qualche modo da Mirko Tremaglia, che noi ricordiamo come primo e unico ministro degli italiani nel mondo, ma soprattutto padre di quella legge che rese possibile ed effettivo un diritto costituzionalmente proclamato e che mai aveva avuto esercizio nella Repubblica italiana, ovvero quello di far votare gli italiani sparsi nel mondo. Questa testata – ha continuato Menia – cerca di essere più aperta possibile, conscia di un’identità profonda che ci portiamo dietro, ma immersa nel mondo globale, in un’Italia che sta in Europa”. Menia ha poi spiegato come “Prima di tutto italiani” sia in realtà una citazione: “Nazario Sauro era un volontario di Capo d’Istria, piccola città oggi in Slovenia, ma a 15 km da Trieste, splendido eroe irredento che prima di essere impiccato la notte del 10 agosto 1916 lasciò una lettera testamento a suo figlio Nino, il più grande, che si conclude così: ‘giura o Nino, e farai giurare ai tuoi fratelli quando avranno l’età per ben comprendere, che sarete sempre, ovunque e prima di tutto italiani!’. Quindi – ha proseguito Menia – non è gretto nazionalismo, è riscoperta di tante cose. Ci sono 60 milioni di italiani fuori dai confini, italiani, figli di italiani, nipoti di italiani, con radici italiane, c’è proprio un’altra Italia che produce, lavora, porta bellezza, porta arte. Noi pensiamo a queste persone che stanno sparse per il mondo e che prima di tutto continuano a portare dietro la fierezza della loro identità. E’ un patrimonio da valorizzare con la nostra cultura, con la nostra lingua, con la nostra imprenditoria, con tutta quella italianità di ritorno che deriva da questo”. Menia ha poi evidenziato come questo giornale cerchi di incrociare i pensieri, le spinte, quei tanti tasselli di italianità che partono dai posti più lontani, allo scopo di far crescere questa Italia, non banalmente nella retorica, ma culturalmente, economicamente, negli interscambi.
In questa occasione non poteva mancare un riferimento alle elezioni dei Comites. “Noi – ha continuato Menia – abbiamo voluto dedicare una pagina al voto dei Comites, perché come è noto l’attuale struttura dei Comites è vecchia di dieci anni, per cui avevamo salutato con favore il fatto che il Governo si fosse impegnato a rinnovare questi organi di rappresentanza, Quello che però ci ha sorpreso e ci fa paura è la modalità con cui questo avviene. Questa procedura secondo cui tu voti se prima ti preiscrivi ad una lista, in un contesto dai tempi brevissimi in cui milioni di italiani all’estero rischiano di non essere informati di quanto accade, porterà, secondo me le elezioni di dicembre ad un risultato disastroso. Se andrà bene voterà il 3%. Un risultato che potrebbe poi essere utilizzato come cavallo di Troia per mettere in discussione tutto il principio della rappresentanza degli italiani all’estero. Questo sarebbe inaccettabile. Si tratterebbe di una regressione di fronte a una grande conquista del nostro Paese”.
Riprendendo la parola Francesco De Palo, direttore responsabile della testata ha osservato – “Il 2014 è un anno particolare perché gli italiani … che hanno ripreso a viaggiare, non per piacere ma per cercare un lavoro, hanno cominciato a riallontanarsi dalla patria. Vi sono dunque nuove storie da raccontare come cento anni fa, agli inizi del Novecento, unite attraverso un filo dell’italianità… I nostri connazionali che fuori dal nostro Paese si fanno valere, non solo con storie imprenditoriali, con storie sociali, con storie d accoglienza, ma anche con intuizioni umane… Sulle nostre pagine – ha continuato De Paolo – non vedrete il resoconto di manifestazioni, sagre o festeggiamenti, si quella è una parte di quello che si fa fuori dall’Italia, noi vogliamo fare dibattito, vogliamo far sì che le idee sorgano attraverso lo scontro, l’incontro e il confronto aspro, duro, ma sempre civile nei limiti della decenza e della costruzione, … ma per trovare uno spunto, un qualcosa che arricchisca occorra mettere insieme due visoni diverse, … che alla fine trovano una quadra che è quella di essere italiani”. De Paolo ha poi illustrato i contenuti del mensile che intende spiegare che cosa significa essere italiani, nonché sottolineare le storie di rivalsa e quelle di coraggio.
“In questo numero, – ha spiegato Di Paolo – oltre al focus sui Comites, abbiamo dedicato una pagina a tre storie italiane di rinascita che abbiamo chiamato ‘viva il Made in Italy’…. Queste tre storie – ha aggiunto Di Palo – sono indicative, ci spiegano come gli italiani non hanno solo il vezzo o il vizio di arrangiarsi, ma hanno anche la capacità di trovare soluzioni… confrontarsi, discutere, dibattere va bene ma poi non trovare una strada di uscita, una soluzione è un esercizio che non porta da nessuna parte. Nel mensile – ha continuato Di Paolo – dedicheremo molto spazio alle imprese italiane, saranno nostre protagoniste assieme alla cultura italiana. Dedicheremo ampio spazio anche alla Settimana della cultura italiana nel mondo, e ricorderemo la Grande guerra come momento di costruzione geopolitica… la storia non come un semplice vessillo da mettere all’occhiello, ma come un punto di partenza su cui costruire un paese migliore”.
Nel prendere la parola Carlo Ciofi, ha ringraziato i giornalisti presenti e i direttori della stampa dell’emigrazione e ha ricordato quanto Tremaglia avesse caldeggiato la realizzazione di questo progetto, un’iniziativa che purtroppo non riuscì a coronare “Tremaglia – ha spiegato Ciofi – aspettava questo giornale online da molto tempo. Ci siamo riusciti, nonostante la mancanza di quest’uomo che comunque ha fatto moltissimo per gli italiani all’estero, questa è una cosa da mettere in conto”.
Dal canto suo il senatore Di Biagio ha sottolineato come “questo nuovo organismo di comunicazione sia molto importante per il mondo dell’emigrazione. Credo infatti – ha proseguito Di Biagio – che ci sia sempre di più l’esigenza di rappresentare questo mondo, dandogli la parola. Di Biagio si è poi rivolto a tutti i rappresentanti del Ctim: “un complimento a questo organismo che conosco da molti anni, – ha detto – mi propongo di portare un contributo a questa nuova iniziativa, indubbiamente lodevole, dove troveremo la volontà di portare avanti quelle che sono le tematiche che riguardano le nostre rappresentanze, confrontandoci su temi molto importanti, come ad esempio la preoccupazione per le prossime elezioni dei Comites…Ringrazio gli autori di questo nuovo mensile per gli italiani all’estero per il lavoro che potranno e vorranno svolgere nel campo dell’emigrazione”. (Nicoletta Di Benedetto- Inform)