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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata alla Camera dei Deputati la seconda edizione del progetto “Programma il Futuro”

DIGITAL DIVIDE

L’iniziativa si prefigge di insegnare agli alunni delle scuole italiane il “coding”, gli elementi di base della programmazione informatica

Boldrini : “Dobbiamo avere la determinazione e la lungimiranza di adeguare questa nostra scuola al nostro tempo”

Giannini: “La scuola deve essere protagonista nella diffusione di queste nuove esperienze. Dopo il primo anno di sperimentazione il nostro obiettivo per quest’anno è quello di coinvolgere 1 milione di studenti”

 

ROMA – “Coinvolgere un milione di studenti”. E’ la nuova sfida lanciata dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini per ‘Programma il Futuro’, il progetto congiunto del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Cini (il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) per insegnare agli alunni gli elementi base della programmazione informatica, il coding. Ieri, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, il lancio del secondo anno di sperimentazione del progetto. Ad aprire i lavori la Presidente della Camera Laura Boldrini. “Sentiamo dire spesso – ha affermato la Boldrini – che oggi i linguaggi di programmazione, sarebbero da considerarsi come le lingue straniere qualche decennio fa. ‘Devi imparare l’inglese o il francese!’, ci dicevano i nostri genitori. Le cose non sono alternative credo, non consiglierei a una figlia che inizia oggi le elementari di trascurare l’inglese o di rinunciare a un’altra lingua straniera a vantaggio di un corso di programmazione. Caldeggerei forse la scelta di entrambi: le lingue e la programmazione. Questo per sottolineare che mai come nella nostra epoca la tecnologia è stata capace di cambiare il nostro modo di vivere così velocemente” .

“E’vero, – ha proseguito la presidente della Camera – in questo settore le nuove generazioni sono avanti, ma noi genitori, noi istituzioni, non possiamo scordarci la responsabilità che abbiamo di proteggerle dai rischi che accompagnano la transizione tecnologica e di sostenerle affinché ne possano beneficiare al meglio. Per questo Programma il futuro è un progetto importante. Attraverso l’educazione al pensiero computazionale svela ai giovani quanto sia complesso l’ingranaggio che sta dietro un’apparentemente semplice e pagina web. Gli svela ‘il trucco’. Gli offre quegli strumenti per capire che spesso il Web ci vuole consumatori passivi e che invece conoscendo i meccanismi che muovono la Rete possiamo orientarci meglio in questo nuovo mondo pieno di opportunità di conoscenza e sviluppo, ma anche di insidie.

Sappiamo – ha continuato la Boldrini – che il nostro Paese sconta un grave ritardo a livello europeo sulla rete digitale, la cosiddetta banda larga e ultra-larga, una delle infrastrutture indubbiamente più strategiche per il nostro futuro. Colmare il digital divide in Italia non significa solo combattere il nuovo volto della diseguaglianza, significa anche ridare all’economia del nostro Paese gli strumenti necessari per competere. Ma su un altro punto dobbiamo essere d’accordo: i cavi della fibra ottica, le cosiddette ‘nuove autostrade’, non sortiranno gli effetti auspicati se non verranno messe in atto politiche mirate alla formazione dei nostri giovani. Un approccio che il progetto ‘Programma il futuro’ riflette in pieno. Penso – ha concluso la presidente della Camera – che la scuola abbia il ruolo più importante da giocare nella battaglia per preservare la Rete perché sia davvero aperta a tutti e libera da fenomeni violenti come il cyberbullismo, una Rete che rappresenti un grande spazio di opportunità, di sviluppo e conoscenza dei nostri tempi. Dobbiamo avere la determinazione e la lungimiranza di adeguare questa nostra scuola al nostro tempo”.

L’evento ha potuto contare su un testimonial d’eccezione: Hadi Partovi, fondatore di http://code.org, l’organizzazione che ha convinto il Presidente Barack Obama a portare il coding nelle scuole. Il progetto italiano si ispira a quello statunitense.

“Noi abbiamo un obiettivo molto ambizioso – ha spiegato il ministro Stefania Giannini – contribuire, attraverso la scuola, alla crescita culturale del nostro Paese. Il coding non è un’attività per informatici, ma una competenza trasversale che, come per le competenze linguistiche, è fondamentale acquisire fin dai primi anni di studio. Il coding – ha proseguito il ministro – è una nuova lingua, una lingua computazionale, e impararla è un modo straordinario per entrare nel mondo con il piede giusto. La scuola deve essere protagonista nella diffusione di queste nuove esperienze. Dopo il primo anno di sperimentazione, che ha visto il coinvolgimento di oltre 300.000 ragazzi e 16.500 classi, il nostro obiettivo per quest’anno è coinvolgere 1 milione di studenti”.

“La nostra visione – ha evidenziato Hadi Partovi – sin da quando abbiamo fatto partire Code.org, è stata che ogni studente in ogni scuola dovrebbe avere la possibilità di imparare l’informatica. E’ entusiasmante vedere le scuole italiane  primeggiare a livello mondiale nell’aderire all’Ora del Codice e nel diffondere la formazione al pensiero computazionale”.

Diverse le novità di Programma il Futuro per questo secondo anno. Gli insegnanti che aderiranno al progetto (l’adesione è volontaria) potranno contare su più supporti didattici per le lezioni. Per i docenti anche un maggior numero di volontari messi a disposizione dalle aziende che collaborano con l’iniziativa. Programma il Futuro, infatti, è reso possibile anche grazie al supporto di alcuni partner sensibili alla crescita digitale del Paese: Telecom Italia, Samsung Italia, Engineering, Microsoft Italia, CA Technologies, Cisco, De Agostini Scuola, Hewlett-Packard, Intel, Oracle, Andinf, Facebook, SeeWeb. L’iniziativa si avvale anche della collaborazione strategica, attraverso accordi quadro, di associazioni nazionali di categoria quali: Confindustria Digitale, IAB Italia e Assintel. Lo scorso anno nelle scuole italiane sono state fatte 1.657.101 ore di coding. Una attività che ci vede secondi solo agli Stati Uniti.

“Questo progetto è nato con l’idea di far capire che il pensiero computazionale è uno strumento utile non solo per i futuri tecnologi, ma per tutte le professioni – hanno spiegato Giorgio Ventre ed Enrico Nardelli, coordinatori del progetto per il Cini – Il successo che abbiamo avuto nel primo anno ci conforta e ci conferma che questo messaggio è stato recepito e che davvero il coding può aiutare ad apprenderne l’uso come metodo di ragionamento”.

Nel corso della mattinata è stato proiettato un video realizzato da alcuni parlamentari che sono andati a lezione di coding dai bambini che hanno partecipato lo scorso anno all’iniziativa. (Inform)

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