MOSTRE
FROSSASCO (Torino) – Osservare il tema migratorio attraverso il linguaggio estetico e visuale. È questo l’obiettivo dei due artisti uruguaiani Luis Souza Cortés e Angeles Martinez Pastorino che, attraverso le astrazioni, i colori, le linee e le immagini video, intendono entrare in contatto con il pubblico, evocando l’esperienza migratoria non unicamente nel suo significato più profondo, che è quello del viaggio, ma in una prospettiva ben più ampia, che guarda all’emigrazione come condizione dell’esistenza umana.
Ed è proprio per approfondire l’importanza di queste riflessioni che venerdì 5 novembre, alle ore 17:30, il Museo Regionale dell’Emigrazione di Frossasco inaugura la mostra d’arte temporanea che accoglierà le esposizioni dei due artisti: “Il Viaggio. Allusioni e Metafore” e “I sogni di Dorothée”.
È infatti il viaggio che abita l’opera presentata dall’artista franco-uruguaiano Luis Souza Cortés, che racconta di tali eventi adottando una poetica allegorica visiva, restituendo nelle pitture, attraverso i colori e le forme, quella che è stata la sua personale esperienza migratoria. Nato e cresciuto in Uruguay, infatti, egli emigrerà in Francia nel 1982, portando avanti il suo lavoro di ricerca pittorica e di insegnamento. Ad oggi, le sue opere sono esposte in diverse gallerie pubbliche e private in Uruguay, Argentina, Francia e Italia.
Lo scenario dell’emigrazione ritorna anche nell’opera dell’artista Angeles Martinez che, attraverso un’installazione video, rievoca la presenza e l’esperienza della bisnonna Dorotea. Nelle immagini simboliche di lenzuola bianche, di bagagli e valigie, l’artista proietta quelli che sono i tratti propri dell’esperienza migratoria, restituendo per mezzo di tali oggetti non solo i sogni di Dorotea, bensì anche le storie e i sogni di altre donne migranti che hanno vissuto e tuttora vivono viaggi simili.
Emergono anche in questo caso le profonde radici franco-italiane dell’artista, nata anch’essa in Uruguay e divenuta nel corso degli anni insegnate d’arte e punto di riferimento per diverse generazioni di artisti che si sono formate nella sua città natale, San José de Mayo. Dal 1979 esibisce ininterrottamente in mostre individuali e collettive nel suo paese e all’estero: Argentina, Stati Uniti, Spagna, Italia, Kuwait, Francia.
Un’occasione unica dunque per poter guardare al fenomeno migratorio, nella sua dimensione storica e odierna, in una prospettiva diversa dal solito, che guida il pubblico attraverso un percorso visivo, ricco di simboli e allegorie, di immagini, segni e colori.
La mostra, aperta dal 5 novembre al 26 novembre, sarà visitabile negli spazi espositivi del Museo Regionale dell’Emigrazione nei consueti giorni di apertura: il venerdì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Per poter accedere al Museo è necessario essere muniti di Green pass. E’ consigliata la prenotazione. (Inform)