CAMERA DEI DEPUTATI
Apprezzamento di Laura Garavini (Pd) per il provvedimento con particolare riguardo alle misure di sostegno al mercato del lavoro, all’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano e ai risultati postivi conseguiti sul terreno delle esportazioni
ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha dato parere favorevole alla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2014 (DEF), approvata dal Consiglio dei Ministri il 30 settembre scorso. Come rilevato dal relatore Francesco Monaco (Pd), il nuovo quadro macroeconomico risulta caratterizzato da un deterioramento, con una revisione al ribasso della stima dell’andamento del Prodotto interno lordo per il 2014 e il 2015: rispettivamente –0,3 e +0,6 per cento, mentre il deficit si attesterà, per il terzo anno di seguito, al 3 per cento del PIL.
Il relatore ha poi segnalato che, sul versante delle esportazioni, la Nota evidenzia come nel corso degli ultimi anni le esportazioni italiane abbiano mostrato una sostanziale ripresa. Il buon andamento è stato suggellato dall’aumento nel 2013, per la prima volta dal 2007, della quota italiana nel commercio internazionale. Nel corso della prima metà del 2014, le esportazioni italiane hanno continuato ad espandersi, sia pure ad un ritmo moderato. Nei primi sette mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, le esportazioni complessive in valore sono cresciute dell’1,3 per cento, mentre le importazioni sono diminuite dell’1,7 per cento per la debole domanda interna.
Per quanto concerne gli specifici interventi adottati in esito alle raccomandazioni europee, il relatore ha evidenziato tra l’altro che, nell’ambito della raccomandazione n. 4, relativa al settore bancario e al rientro dei capitali, tra le risposte figura in tema di supporto all’internazionalizzazione l’estensione della garanzia dello Stato per rischi non di mercato anche a favore di operazioni effettuate dalla SACE relative a settori strategici oppure società di rilevante interesse nazionale. Allo scopo è istituito un Fondo con una dotazione di 100 milioni per il 2014. Per il rilancio del Made in Italy e attrarre investimenti esteri sarà adottato un Piano a sostegno delle imprese italiane all’estero che l’Agenzia ICE dovrà attuare.
Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova si è associato alle valutazioni svolte dal relatore. Quindi Laura Garavini (Pd) ha manifestato apprezzamento per il provvedimento con particolare riferimento alle misure di sostegno al mercato del lavoro, all’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano e ai risultati postivi conseguiti sul terreno delle esportazioni, preannunciando il voto favorevole del gruppo del Pd sulla proposta di parere formulata dal relatore. Mario Marazziti (PI) ha tra l’altro auspicato, quanto alla lotta contro l’evasione fiscale internazionale, una più intensa collaborazione tra SACE e Agenzia ICE al fine di assicurare maggior sostegno alle nostre imprese all’estero. Manlio Di Stefano (M5S), ha detto di ritenere che le imprese italiane all’estero siano l’unico attore economico nazionale attivo e ciò a dispetto degli interventi legislativi del governo che aggravano l’operato degli imprenditori e sono destinati a far peggiorare le cifre sulla disoccupazione.
La Commissione ha poi approvato la proposta di parere favorevole formulata dal relatore, che pubblichiamo qui di seguito.
La III Commissione (Affari esteri e comunitari),
esaminata per le parti di competenza la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014 (Doc. LVII, n. 2-bis) ed i relativi allegati;
esaminata per le parti di competenza la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014 (Doc. LVII, n. 2-bis);
nel quadro di uno scenario macroeconomico internazionale in lenta espansione in cui, a fronte della performance positiva di attori quali Stati Uniti, Giappone, Cina e, in generale, dei Paesi emergenti, l’area euro si caratterizza per una moderata previsione di crescita del PIL pari allo 0,9 per cento nel 2014, all’1,6 per cento nel 2015 e dell’1,9 per cento nel 2016;
ritenuto opportuno, come anche emerso in occasione dell’audizione del ministro degli Affari Esteri del 3 luglio scorso in merito agli ultimi sviluppi di politica estera in relazione al semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, il superamento di una visione della politica economica europea incentrata sulla stretta contrapposizione tra rigore e crescita, nonché il riequilibrio dell’approccio europeo alle politiche di investimento;
preso atto della contrazione del Prodotto interno lordo del nostro Paese per il 2014 pari allo –0,3 – che segna il terzo ingresso in recessione dell’economia italiana dal 2009 – e per il 2015 pari allo +0,6 per cento, mentre il deficit si attesterà, per il terzo anno di seguito, al 3 per cento;
preso atto, altresì, della decisione per favorire il compimento del processo di riforme istituzionali e strutturali e senza compromettere il rigoroso rispetto delle regole europee, di attenuare la velocità di aggiustamento di bilancio (che nel 2015 vale circa un decimo del PIL rispetto al 2014) e di riprogrammare il pareggio strutturale per il 2017;
espresso apprezzamento per il positivo andamento delle esportazioni italiane, in sostanziale ripresa, con una crescita registrata nei primi sette mesi del 2014 pari all’1,3 per cento, ascrivibile all’incremento dei flussi verso i Paesi UE e verso gli Stati Uniti a fronte di una riduzione verso i Paesi OPEC e verso la Russia, e ciò essenzialmente a causa delle tensioni in atto tra Mosca e Kiev, che hanno finito per influenzare la performance commerciale dell’Italia – con una diminuzione dell’8,5 per cento delle esportazioni verso la Russia nei primi sette mesi del 2014 – in misura maggiore rispetto ad altri Paesi europei;
preso atto con soddisfazione – ai fini delle riforme strutturali da realizzare e delle risposte fornite alle Raccomandazioni formulate dalla Commissione europea – dell’impegno assunto dal Governo in tema di lotta all’evasione fiscale internazionale e per il rafforzamento del grado di ottemperanza agli obblighi tributari, di cui è parte l’Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Stati Uniti d’America per l’applicazione della normativa FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), di cui è in corso di esame il relativo disegno di legge di ratifica;
manifestata piena disponibilità rispetto alla preannunciata accelerazione del percorso di ratifica di analoghi accordi internazionali aventi per obiettivo lo scambio di informazioni con altri Paesi ai fini della tax compliance e per il contrasto alle frodi fiscali internazionali mediante la previsione di una «corsia preferenziale» in Parlamento;
valutate, infine, positivamente le iniziative di sostegno all’accesso delle imprese italiane ai mercati internazionali, al rilancio del made in Italy e per attrarre investimenti esteri mediante l’istituzione di un fondo per l’estensione della garanzia dello Stato per rischi non di mercato a favore di operazioni effettuate dalla SACE in settori strategici oppure a sostegno di società di rilevante interesse nazionale, nonché mediante un Piano a sostegno delle imprese italiane all’estero, da attuarsi da parte dell’Agenzia ICE, esprime parere favorevole. (Inform)