GIORNATA MONDIALE DELLE MIGRAZIONI
CITTÀ DEL VATICANO – La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, nel contesto dell’Anno Santo della Misericordia, è stata celebrata anche come Giubileo dei Migranti. A ricordarlo, ieri mattina, Papa Francesco al termine della preghiera mariana dell’Angelus davanti a oltre 7000 cittadini stranieri che hanno voluto essere presenti in piazza su iniziativa della Fondazione Migrantes e degli uffici diocesani Migrantes delle diocesi del Lazio. “Sono lieto, pertanto, di salutare con grande affetto le comunità etniche qui presenti, provenienti da varie regioni d’Italia, specialmente dal Lazio. Cari migranti e rifugiati, ognuno di voi – ha detto il pontefice – porta in sé una storia, una cultura, dei valori preziosi; e spesso purtroppo anche esperienze di miseria, di oppressione, di paura. La vostra presenza in questa Piazza è segno di speranza in Dio. Non lasciatevi rubare questa speranza e la gioia di vivere, che scaturiscono dall’esperienza della divina misericordia, anche grazie alle persone che vi accolgono e vi aiutano”.
Papa Francesco ha quindi ringraziato i detenuti del carcere di Opera, per il dono delle ostie confezionate da loro stessi, utilizzate durante la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Antonio Maria Vegliò nella Basilica di San Pietro.
Cardinale Vegliò: “Questo esodo di popoli non è il male, ma il sintomo di un male”
“La globalizzazione del mondo favorisce lo scambio di capitali finanziari, di merci, di servizi e di tecnologia ma, allo stesso tempo, porta con sé il fenomeno della migrazione. Inoltre molte persone sono costrette a fuggire dai loro Paesi. Questo vero e proprio esodo di popoli non è il male, ma il sintomo di un male: quello di un mondo ingiusto, caratterizzato in tante regioni da conflitti, guerra e povertà estrema”.
E’ quanto ha detto il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, durante la solenne celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro alla presenza di oltre 7.000 migranti provenienti da diverse città del Lazio, la regione scelta dalla Fondazione Migrantes per l’annuale giornata del Migrante e del Rifugiato. Per il porporato “l’esperienza dei migranti e la loro presenza ricordano al mondo l’urgenza di eliminare le disuguaglianze che rompono la fraternità e l’oppressione che costringe a lasciare la propria Terra. Sono il grido dell’umanità sofferente che cerca giustizia e solidarietà”. In Basilica anche la Croce di Lampedusa portata da alcuni giovani migranti ucraini “simbolo espressivo della drammaticità del fenomeno migratorio”.
“Quanti di voi hanno sperimentato la difficoltà del viaggio migratorio! I vostri volti – ha poi aggiunto il cardinale Vegliò – nascondono storie d’incomprensione, di paura e d’insicurezza nate dall’esperienza di dover decidere di lasciare il proprio Paese in cerca di una vita migliore per voi stessi e per i vostri cari. La vostra presenza in questa Basilica è segno del legame tra le diverse Chiese locali. E’ segno della relazione tra la vostra Chiesa di partenza e quella di Roma. La vostra eredità, attestata attraverso la vostra lingua, la vostra cultura e le vostre tradizioni, testimonia che la fede e la pietà dei migranti sono espressione della vostra esperienza personale della fede cristiana!”. Per il presidente del dicastero vaticano “l’integrazione non implica né una separazione artificiale né un’assimilazione, ma dà piuttosto l’opportunità di identificare il patrimonio culturale del migrante e riconoscere i suoi doni e talenti per il bene comune della Chiesa di Roma, della Chiesa in Italia, di tutta la Chiesa universale!”. Vegliò si è unito, quindi, “alla voce del Santo Padre” per esprimere “apprezzamento e gratitudine alle persone che sono al servizio dei migranti. Le ringrazio per la loro dedizione e il loro coraggio, e auguro che lo Spirito Santo le ispiri ad una ‘fantasia della carità’ verso tutte le persone in movimento”.
Mons. Perego: “L’Europa senza migranti muore”
“L’Europa senza migranti muore”: lo ha detto mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes intervenuto alla trasmissione “A Sua Immagine” su Rai Uno, dedicata alla Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. “Nei prossimi cinque anni – ha spiegato il direttore di Migrantes – avremo il 30 per cento in meno di giovani, e solo in Italia abbiamo avuto l’anno scorso un saldo negativo tra morti e nascite di 168 mila persone, un dato che ci riporta alla Prima Guerra Mondiale”.
Alla trasmissione hanno partecipato il direttore del quotidiano “Avvenire”, Marco Tarquinio e Sara Vatteroni dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli. (Raffaele Iaria /Migrantes online /Inform)