CULTURA E INTEGRAZIONE
Realizzato da Fondo edifici di culto, prefettura di Palermo, soprintendenza della regione e Arcidiocesi
Due giovani cittadini senegalesi, ammessi alla protezione umanitaria, sono stati inseriti tra le maestranze che hanno realizzato l’iniziativa di restauro
PALERMO – La chiesa di San Giovanni all’Origlione ha riaperto ieri le sue porte alla Città di Palermo, anche come luogo espositivo di Manifesta 12, biennale organizzata dall’omonima fondazione.
“Questo evento ha un sapore speciale” ha detto il prefetto di Palermo Antonella De Miro “perché è il frutto di una caparbia volontà del “noi”, del ben lavorare insieme ad un progetto: Fondo edifici di culto (Fec), prefettura di Palermo, soprintendenza ai Beni Culturali della regione e Arcidiocesi. Ma non solo istituzioni pubbliche ed ecclesiastiche, anche la società civile con l’associazione Italia Nostra che ha raccolto i fondi per i primi interventi di restauro dell’affresco ‘Il trionfo di Davide’ attribuito a Pietro Novelli. Un esempio di cura e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico appartenente a un territorio e alla sua comunità”.
E quel ‘noi’ evocato dal prefetto è andato oltre, realizzando un progetto pilota di possibile integrazione. Con lo strumento del project work, infatti, due giovani cittadini senegalesi, ammessi alla protezione umanitaria, sono stati inseriti tra le maestranze che hanno realizzato il progetto di restauro, partecipando così a un percorso di formazione.
Comune di Palermo e Manifesta 12 hanno inoltre scelto la chiesa quale luogo espositivo dell’opera “La decollazione (The decollation)” dell’artista Simon Starling, un’opera costituita da una raccolta di frutti e materie prime dalle quali furono tratti i colori usati da Caravaggio per dipingere la sua importantissima opera pittorica “La decollazione di San Giovanni”, conservata presso la cattedrale de La Valletta a Malta.
Presenti all’evento anche Camara Hamidou e Cissoko Tamba, i due giovani cittadini senegalesi, ospiti dello Sprar gestito dalla cooperativa La Fenice di Piana degli Albanesi, inseriti nel progetto di orientamento formativo e lavoro, i quali hanno letto un discorso di ringraziamento per il paese che li ospita e consegnato una targa al prefetto e a tutti i partners del progetto. (Inform)