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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Oggi al Tribunale di Amburgo del Diritto del Mare l’arbitrato internazionale sulla vicenda dei due fucilieri di marina accusati in India

CASO MARO’

Per l’ambasciatore Azzarello  l’India impedisce all’Italia di esercitare la propria giurisdizione su un caso riguardante due soldati in servizio su una nave italiana

 

AMBURGO – Dopo l’attivazione lo scorso 26 giugno da parte dell’Italia della procedura di arbitrato internazionale prende il via oggi, presso il Tribunale internazionale di Amburgo del Diritto del Mare, la discussione sul caso della petroliera italiana Enrica Lexie e dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Su questo importante appuntamento giudiziario è intervenuto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ricordando la vicinanza di tutti gli italiani ai due militari attraverso un tweet:  “L’Italia è unita con i fucilieri Girone e Latorre”.

Al Tribunale di Amburgo il nostro Paese chiede , in attesa della conclusione dell’arbitrato, di togliere all’India ogni giurisdizione sul caso e la possibilità di far rientrare in Italia Salvatore Girone e di prolungare la convalescenza in Italia di Massimiliano Latorre, per tutta la durata  dell’iter processuale.

Parlando davanti al tribunale a nome del governo italiano l’ambasciatore Francesco Azzarello, capo della delegazione italiana,  ha ricordato come i due marò non siano ancora stati incriminati di alcun reato dalla giustizia indiana che invece, secondo il diplomatico, sembra già ritenerli colpevoli. Azzarello ha poi chiesto di risolvere con urgenza il caso,  sottolineando come la frustrazione, lo stress, il deterioramento delle condizioni mediche delle persone direttamente e indirettamente coinvolte “minaccino un grave danno ai diritti dell’Italia”.

Per Azzarello inoltre l’incidente riguardante i due marò italiani è apparso caratterizzato “da una serie di violazioni del diritto internazionale da parte delle autorità indiane”,  riguardanti la libertà di navigazione, il dovere di adempiere agli obblighi della Convenzione del mare, la giurisdizione esclusiva dello Stato della bandiera e il dovere di cooperare alla repressione della pirateria. Secondo il diplomatico va anche considerato il fatto che le restrizioni alle libertà dei due marò adottate dalle autorità indiane appaiono ingiustificate alla luce della mancanza del  capo di accusa.  Azzarello ha poi evidenziato come di fatto l’India impedisca all’Italia di esercitare la propria giurisdizione su un caso riguardante due soldati in servizio su una nave italiana. Dal canto suo l’India, oltre a respingere le accuse del nostro Paese, ricorda come l’Italia abbia cercato sia di non mantenere fede a “promesse solenni, come il tentativo di trattenere in Italia i due Marò dopo il permesso per le elezioni del 2013,  sia di sminuire ad “incidente di navigazione” quello che invece per le autorità indiane appare come “l’omicidio di due pescatori indiani”. (Inform)

 

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