LETTERATURA TRANSNAZIONALE
Il volume, a cura di Valentina Di Cesare e Michela Valmori, raccoglie i contributi di 24 scrittrici e scrittori
Un’antologia che unisce per la prima volta i discendenti dell’emigrazione storica e le nuove voci transnazionali che scrivono in italiano. Prefazione di Pap Khouma
ROMA – “Oceani allo specchio”: uscirà il 10 marzo in libreria per Radici Edizioni la nuova antologia della collana Strade dorate. Il volume, a cura di Valentina Di Cesare e Michela Valmori, raccoglie i contributi di 24 scrittrici e scrittori (*) che, dalle diverse sponde degli oceani, esplorano il senso dell’appartenenza, dello sradicamento e della riscoperta identitaria attraverso la lingua italiana . Il libro non è solo una raccolta di racconti: fa dialogare la diaspora italiana nel mondo (figli e nipoti degli oltre 29 milioni di emigrati tra Ottocento e Novecento) con la diaspora italofona contemporanea. Per la prima volta, le memorie di chi ha lasciato l’Italia si specchiano nelle storie di chi ha raggiunto la Penisola, creando un “ponte di parole” che riscatta queste voci dalla storica relegazione ai margini dei canoni letterari tradizionali. “Ciò che mancava era la connessione tra queste voci”, spiegano le curatrici nella nota introduttiva. “Il dialogo tra chi ha lasciato un luogo per cercare fortuna altrove e chi, invece, quel luogo lo ha raggiunto perché in esso vedeva il proprio altrove”. Uno dei temi centrali dell’opera è il rapporto viscerale con la lingua italiana. Per alcuni autori, l’italiano è una conquista, uno strumento di evoluzione e liberazione dal “recinto” della lingua materna; per altri, è una lingua mancata o ritrovata attraverso i ricordi dei nonni. Dalle pagine emerge la forza di una lingua che, come scrive Raffaele Taddeo nella postfazione, non è solo suoni e parole, ma si parla con i gesti, con il corpo e con la necessità di colmare un vuoto tra due mondi. L’opera attraversa geografie e tempi diversi: le radici lucane in Uruguay di Ricardo Cattani; dalla Tunisi degli italiani di Marinette Pendola alle tensioni identitarie delle seconde generazioni in Italia raccontate da Marco Wong e Asmae Dachan. Nella prefazione, lo scrittore Pap Khouma definisce l’opera un “mosaico di identità meticce”, sottolineando come la condizione del plurilinguismo sia un vero e proprio punto di vista sul mondo, capace di trasformare la nostalgia in una risorsa creativa potente quanto il canto di Enrico Caruso, simbolo storico dell’emigrazione transnazionale. Attraverso le postfazioni di Martino Marazzi e Raffaele Taddeo, il libro si pone anche come una riflessione politica urgente. In un momento in cui il dibattito su cittadinanza e ius soli è al centro dell’agenda sociale, Oceani allo specchio è un invito a riscoprire una “geografia dell’anima” che non conosce confini e a superare l’idea di un’italianità chiusa entro i confini nazionali, proponendo invece una visione di identità “raddoppiata” e in continua evoluzione. (*) Venero Armanno, Antonio Casella, Ricardo Cattani, Anna Foschi Ciampolini, Gabriella Contestabile, Mario Contini Junior, Asmae Dachan, Mike Dell’Aquila, Erminia Dell’Oro, Kossi Komla Ebri, Silvia Falsaperla, Yvonne Fracassetti Brondino, Nader Ghazvinizadeh, Kamela Guza, Hanane Makhloufi, Gassid Mohammed, Sonia Lima Morais, Rahma Nur, Gianna Patriarca, Marinette Pendola, Angelica Pesarini, Rossano Rosi, Jo Sumerland, Marco Wong. (Inform)