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Occupazione ed emancipazione giovanile, alla Camera dei Deputati passa la mozione ( primo firmatario Ungaro (Italia Viva – ripartizione europa) volta a contrastare il fenomeno dei “NEET”

ELETTI ALL’ESTERO

 

ROMA – L’Aula della Camera dei Deputati una mozione, che ha come primo firmatario Massimo Ungaro (Iv- ripartizione Europa) e sottoscritta da vari deputati Viscomi, Invidia, Zangrillo, Giaccone, Epifani e Rizzetto e altri,  riguardante l’occupazione e l’emancipazione giovanile per contrastare il fenomeno dei cosiddetti NEET. Con la crisi della pandemia da Covid-19, l’emergenza giovanile nel nostro Paese rischia semplicemente di scoppiare. La disoccupazione giovanile nel nostro Paese è arrivata al 30%, ha fatto un salto di cinque punti dal giugno scorso. I giovani inattivi nel nostro Paese, i cosiddetti NEET, quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non stanno né studiando, né lavorando, sono diventati 2 milioni, il numero più alto di tutta l’Unione europea.

“La condizione giovanile nel nostro Paese era precaria già prima della crisi, e infatti non è un caso che, solo nel 2019, oltre 60 mila ragazzi, per la metà laureati, hanno lasciato il nostro Paese perché non vedono la possibilità di soddisfare le proprie aspirazioni. Noi dobbiamo fare di tutto, introdurre misure urgenti a favore dell’occupazione, la formazione e l’emancipazione giovanile, esattamente perché, altrimenti, rischiamo di superare i tristi record dell’ultima crisi finanziaria: i NEET erano diventati 3 milioni e la disoccupazione giovanile aveva toccato il picco del 43%”, ha affermato nel suo intervento in Aula il deputato di Italia Viva, Massimo Ungaro, invitando ad abbandonare l’eccessiva retorica sui giovani. “La verità è che le risorse dedicate alle nuove future generazioni nel nostro Paese sono troppo basse, se le compariamo a tutti gli altri Paesi europei e, quindi, c’è bisogno di un’importante inversione di tendenza e rompere quel circolo vizioso in cui la politica non si occupa di giovani, i giovani non votano e quindi la politica si occupa ancora meno di loro. Noi dobbiamo assolutamente rompere questo circolo vizioso e intervenire. Dobbiamo considerare i giovani non più come un tema da politiche giovanili, ma come un vero strumento per la crescita in un Paese come il nostro, dove già il debito pubblico è schizzato ormai ai livelli del primo dopoguerra”, ha aggiunto Ungaro esprimendo soddisfazione per il raddoppio delle risorse per l’occupazione giovanile nell’ultima bozza del PNRR ma chiedendo al Governo di creare un pilastro apposito per i giovani. “L’Italia, nel suo PNRR, dedica ai giovani solo il 7% delle risorse, la Spagna il 12%, la Germania il 10%, la Francia anche il 7%, ma la Francia ha un milione di giovani inattivi meno dell’Italia. Noi dobbiamo assolutamente risolvere questo paradosso: è un tema che abbiamo sollevato con l’intergruppo parlamentare Next Generation Italia per l’equità intergenerazionale e le politiche giovanili, a cui hanno aderito 60 parlamentari di Camera e Senato, di opposizione e di maggioranza”, ha evidenziato Ungaro ricordando che l’unica azione a favore dei giovani degli ultimi provvedimenti è stata la giustissima decontribuzione under 35, nell’ultima legge di bilancio. “Sul lavoro ci serve subito un piano di emergenza per i NEET: l’Italia è il Paese con il più alto numero di giovani inattivi in Europa e non può non avere una strategia per i giovani inattivi. ‘Garanzia Giovani’ non basta più perché al massimo copre il 60% del costo del lavoro, invece noi abbiamo bisogno di un programma per cui lo Stato finanzia un programma di formazione-lavoro in azienda dove i ragazzi, invece di stare sul divano a prendersi il reddito di cittadinanza, possano andare a imparare e fare qualcosa di attivo”, ha aggiunto Ungaro citando il modello ‘Kickstart Scheme’ dell’UK. Per Ungaro “Altra riforma molto importante è quella di riformare l’apprendistato professionalizzante, semplificarlo per renderlo la via maestra di accesso al mondo del lavoro. E soprattutto chiedo un potenziamento delle politiche attive del lavoro: in Italia siamo troppo indietro ed i centri dell’impiego sono assolutamente inefficienti”, ha aggiunto il deputato che sulla formazione invita a rilanciare il tema delle nuove competenze con il piano della Ministra Bonetti per le misure delle materie STEM per le giovani donne, per il multilinguismo e l’alfabetizzazione digitale ed economica. “Dobbiamo semplificare l’accesso alle professioni, introducendo le lauree abilitanti: i ragazzi sono parcheggiati all’università per troppo tempo e non riescono ad accedere alle professioni in maniera rapida e veloce. Infine, dobbiamo anche pensare all’emancipazione: i ragazzi italiani escono di casa sopra i 30 anni, contro una media europea di 26 anni. Non sono dei bamboccioni: la verità è che c’è una mancanza di opportunità, c’è una mancanza di studentati e di risorse non sufficienti per il diritto allo studio”, ha evidenziato Ungaro parlando anche di Family Act e introduzione dell’assegno unico universale per i figli a carico, assolutamente fondamentale per combattere l’inverno demografico che sta attraversando il nostro Paese. Un ultimo pensiero di Ungaro è andato allo Ius Culturae per permettere ai ragazzi che nascono in Italia, ma soprattutto che parlano la nostra lingua, che studiano in Italia, di diventare italiani ed evitare il limbo delle seconde generazioni, come vediamo in altri Paesi europei. (Inform)

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