ITALIANI ALL’ESTERO
Su iniziativa del deputato Toni Ricciardi
(Fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – Alla Camera dei deputati è stato presentato il volume “Richard Demarco: The Italian Connection”di Laura Leuzzi, Stephen Partridge e Elaine Shemilt. L’evento è stato promosso e introdotto dal deputato del Pd , eletto nella ripartizione Europa, Toni Ricciardi che ha spiegato come il libro sia una storia a metà tra l’Italia e la Scozia. “L’elemento che più mi ha colpito, attualissimo, è il rifiuto di Demarco di un’idea di arte legata a identità nazionali rigide sostenendo l’esistenza di una cultura artistica condivisa a livello europeo e globale”, ha sottolineato Ricciardi evidenziando il concetto di identità plurime a cavallo tra diversi Paesi come modello attuale. “Non esistono identità rigide ma plurime”, ha precisato il deputato. Definendo la Camera dei Deputati come luogo di spazio e diffusione della conoscenza al grande pubblico, non solo quindi a quello più strettamente accademico. Laura Leuzzi, autrice del volume insieme ad altri, ha spiegato che il libro nasce dalla consapevolezza di una storia che non era stata ancora raccontata nonostante Richard Demarco sia un personaggio molto conosciuto non solo in Scozia e nel Regno Unito ma anche a livello europeo e più ampio. Leuzzi ha ricordato che Demarco, attivo in campo artistico e culturale, ha intessuto relazioni particolarmente strette con l’Italia anche attraverso la sua Richard Demarco Gallery di Edimburgo con la quale ha portato la grande arte italiana in Scozia. Richard Demarco in video-collegamento ha esordito parlando in italiano ed esprimendo felicità per la possibilità di parlare con i suoi amici in Italia. Demarco ha poi ricordato la sua infanzia quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, per via dell’accordo tra Mussolini e Hitler e la conseguente dichiarazione di ostilità nei confronti dell’Inghilterra, la vita in Scozia era difficile per gli italiani, visti a quel punto come una sorta di nemici. “Dopo la guerra decisi di usare il linguaggio d’amore e il linguaggio dell’arte. Smisi di vivere nella capitale della Scozia per vivere nella capitale mondiale della cultura”, ha spiegato Demarco sottolineando come la vita non fosse facile neanche dopo la guerra per via degli attriti tra cattolici e protestanti. Demarco ha anche parlato della necessità all’epoca di ricorrere al “linguaggio della guarigione, dell’amore e delle arti” centrandosi particolarmente sul patrimonio artistico italiano. “Il mio patrimonio italiano divenne per me assolutamente vitale, realizzando come fossi anzitutto europeo”, ha aggiunto Demarco riferendosi al suo bisogno di ampliare un orizzonte che altrimenti sarebbe stato chiuso dentro i confini di quella che si definiva la ‘British way of life’. “Sono sempre stato cosciente al 100% delle mie radici italiane”, ha sottolineato Demarco facendo riferimento al proprio cognome. “Demarco significa figlio di Marco”, ha precisato ricordando anche l’origine romana, nel senso latino del termine, del suo cognome. L’artista si è detto anche affascinato dal fatto che un tempo la Scozia sia stata parte dell’Impero Romano; successivamente ha evidenziato come, per una parte del secolo scorso, la comunità italiana sia stata una presenza importante in Scozia di quella cultura europea alla quale Demarco ha sempre guardato con attenzione. Il deputato Ricciardi ha poi concluso l’evento tornando sul concetto di dover rendere quanto più ampia possibile la diffusione al grande pubblico delle storie di personaggi come Demarco. (Inform)