ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO
Ridurre la rappresentanza parlamentare all’estero priverà tutta la cittadinanza nel mondo del raccordo con la Madrepatria, inviando a livello internazionale un palese messaggio di sfiducia ed incertezza verso i propri figli lontani e investitori
ROMA – In una nota il deputato del Pd Nicola Carè , eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, interviene sul dibattito in Aula relativo alla Legge n. 1585 di Riforma Costituzionale degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione che riduce il numero dei parlamentari anche quelli eletti all’estero. Il deputato del Pd afferma come in questo contesto la maggioranza di Governo abbia portato avanti “una battaglia contro la rappresentanza parlamentare estera”, ignorando un “Sistema-Italia che prospera all’estero”.
“I dati pubblicati dall’A.I.R.E., Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, – prosegue Carè – presentano un quadro preciso del Paese, in cui sei milioni di italiani risiedono oltre i confini nazionali; con essi una vasta presenza di concittadini di seconda e terza generazione, perfettamente integrati, eppure legati all’Italia da radici e tradizioni. Essenziali ambasciatori e consumatori del Made in Italy: promuovono le nostre eccellenze nella comunità di appartenenza, ma soprattutto in quella straniera in cui vivono.
Sono una delle principali forze trainanti dell’economia di questo Paese: diffondono il Softpower italiano, stabiliscono primati e contribuiscono a creare ricchezza per l’Italia e gli italiani in Italia. A supporto di queste affermazioni, vi sono i dati economici relativi all’assetto del nostro Paese: contrazione economica dello 0,2 per cento, deficit in salita, calo dell’occupazione a cui contrapporre l’export, presente ovunque con successo a livello internazionale. Un valido e moderno sistema costituito interamente dai nostri concittadini – continua Carè – che lavorano e prosperano all’estero e per l’estero: abili nel coniugare globalizzazione e identità nazionale; una forza motrice di cui abbiamo indispensabile bisogno. Il nostro compito, quali parlamentari e italiani, è sostenerli, tutelandone le strutture e la rappresentanza parlamentare, già striminzita e insufficiente. E’ opportuna, in realtà, una riforma che consideri i numeri attuali sul fenomeno migratorio italiano in costante crescita: sei milioni di persone che hanno un indispensabile bisogno di Comites , Co.As.It., Cgie, Strutture Diplomatiche, Camere di Commercio: la rappresentanza che tutti i giorni è la loro voce e opera continuamente con quell’imprenditoria che è nostro dovere rafforzare e premiare. Un universo vastissimo dove spiccano anche gli Istituti Italiani di Cultura, la Dante Alighieri Society, le scuole di lingua: illustri testimonial di cultura e insegnamento delle nostre tradizioni; creatori di ricchezza per il Paese, nonché di radici solide che rinforzano il cordone ombelicale con la madrepatria. Sono trend maker dell’Italia: strumenti cruciali di divulgazione e benessere. Tutti loro necessitano di collaborazione per accrescere l’internazionalizzazione del Paese e delle imprese. A sostegno di queste affermazioni, i dati economici: nel 2019 abbiamo avuto un più 2,9 per cento (430 miliardi di euro), un terzo del PIL nazionale”. Un importante un’eredità e una risorsa che per Carè va sostenuta e non danneggiata. “Ridurre la rappresentanza parlamentare all’estero – conclude il deputato – priverà tutta la cittadinanza del raccordo con la Madrepatria, inviando a livello internazionale un palese messaggio di sfiducia ed incertezza verso i propri figli lontani e investitori. Una forte negatività a cui dobbiamo contrapporre entusiasmo, impegno, idee: le chiavi di volta per un incredibile ritorno economico per l’Italia e gli italiani”. (Inform)