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“Nelle sue scarpe”. Il 17 luglio appuntamento online con la presentazione del libro di Ilenia Marino

ASSOCIAZIONI

Sulla pagina Facebook @bellunesinelmondo e sul canale YouTube “Bellunesi nel Mondo”

BELLUNO – “Nelle sue scarpe. Lungo le tracce di chi è costretto a inseguire il sogno europeo”. È il titolo del libro che verrà presentato sabato 17 luglio dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, con la collaborazione del MiM Belluno, la Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati” e il Centro studi sulle migrazioni “Aletheia”. Appuntamento alle 17.00 sulla pagina Facebook @bellunesinelmondo e sul canale YouTube “Bellunesi nel Mondo”. Interverranno l’autrice, Ilenia Marino, assistente sociale e Francesco D’Alfonso, direttore della Caritas e della Migrantes di Belluno. A moderare la presentazione sarà Giulia Francescon, coordinatrice del Gruppo Giovani Abm.

L’opera racconta le storie personali di alcuni profughi ospiti di un Centro d’accoglienza straordinaria italiano. Storie che l’autrice ha avuto modo di raccogliere personalmente durante la sua attività di operatrice presso un Centro in Sicilia, e che restituiscono al lettore le difficoltà – spesso i drammi – di chi dopo un viaggio della speranza verso l’Europa si trova costretto una volta in Italia a destreggiarsi tra burocrazia, normative sempre più vincolanti e situazioni di sfruttamento. «Entrare per la prima volta in un Centro d’accoglienza straordinaria – scrive Ilenia Marino – è spaesante e, in qualche modo, spaventoso. Aprendo la porta d’ingresso, infatti, si vedono tantissime persone, tanti volti sconosciuti che parlano contemporaneamente in lingue diverse e si è circondati da urla, corse, vestiti, scarpe e carte, carte ovunque». A questi volti, a queste voci, il libro vuole dare risalto, portando alla luce i sentimenti vissuti da uomini e donne partiti in cerca di un futuro migliore. Speranza che talvolta, purtroppo, si rivela solo un’illusione, proprio come la narrazione mediatica e politica in cui questi uomini e queste donne rimangono spesso imprigionati. Dal volume traspaiono «il senso di solitudine di chi sa che non potrà mai più vedere la sua famiglia, il razzismo, lo sfruttamento nei campi, la paura di deludere chi contava sulla sua partenza per continuare a vivere».  “Non posso permettermi di fallire”, è la frase che si ripetono le migliaia di giovani che ogni anno cercano di entrare nella Fortezza Europa. In molti purtroppo muoiono. Alcuni ce la fanno. Come, lo racconta Ilenia Marino. (Inform)

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