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Nell’Aula di Palazzo Madama le comunicazioni del Ministro della Salute Speranza sulle ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza Covid

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Grazie ai vaccini finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel. In questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia

 

ROMA – Il Ministro della salute Speranza è intervenuto a Palazzo Madama per parlare delle ulteriori misure atte a fronteggiare l’emergenza sanitaria in vista della scadenza del DPCM prevista per il 5 marzo; il Ministro si è recato in Aula proprio per ascoltare con attenzione proposte e suggerimenti di tutti i parlamentari. Nei prossimi giorni sarà nelle competenti Commissioni per proseguire anche in quella sede il confronto con tutte le forze politiche. Parallelamente, come avviene sin dalle prime ore dallo scoppio di questa terribile pandemia, continua il confronto con le Regioni, le Province autonome, l’Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) e l’Unione delle Province italiane. Superata la crisi politica con una maggioranza parlamentare larghissima, ora l’obiettivo è fronteggiare con determinazione le gravi emergenze sanitarie, economiche e sociali che la pandemia ha determinato in Italia. “L’unità non è un’opzione, ma un dovere: sono parole chiare che hanno il pregio di non avere bisogno di essere spiegate o interpretate. Di una vera unità, anche delle forze che oggi sono all’opposizione, abbiamo un’assoluta necessità per sconfiggere questo virus che ha stravolto le nostre vite. Ho sempre sollecitato ed auspicato una vera e propria coesione nazionale nella gestione dell’emergenza”, ha spiegato Speranza invitando anche ad affrontare l’emergenza economica e civile più grande che abbiamo conosciuto dal dopoguerra. Il Ministro ha altresì elogiato il prezioso e insostituibile lavoro della comunità scientifica e dei professionisti sanitari. “L’arma in più, quella determinante, è la collaborazione attiva di ogni persona; è una consapevolezza diffusa delle nostre comunità di osservare tutte le buone pratiche per tutelare la sicurezza individuale e collettiva e i provvedimenti adottati. Questo risultato lo raggiungiamo in modo tanto più efficace quanto più siamo in grado, insieme, di trasmettere un messaggio di forte coesione e condivisione delle decisioni assunte. Il Covid-19, con il progressivo aumento delle consegne dei vaccini, è destinato ad essere arginato. Non è una frase retorica, priva di fondamento, continuare ad affermare che, finalmente, vediamo la luce in fondo al tunnel. In questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia”, ha aggiunto ricordando come resti, purtroppo, molto alto il numero delle vittime. “Nel mondo siamo a 112 milioni di casi confermati dall’inizio della pandemia e a 2,5 milioni di persone che hanno perso la vita”, ha sottolineato Speranza rammentando come diversi Paesi europei siano di fatto in lockdown. E’ una constatazione che ha portato il Governo, già lunedì scorso, ad approvare in Consiglio dei Ministri il decreto che proroga al 27 marzo il divieto di spostamento tra Regioni e il limite delle due persone per le visite alle abitazioni private in area gialla e in aria arancione. “Credo sarebbe un grave errore se all’improvviso, senza una chiara evidenza scientifica, non confortata da robuste analisi tecniche, affrontassimo in modo diverso dalle grandi nazioni a noi vicine la parte finale della lunga emergenza sanitaria che stiamo vivendo. La cabina di regia evidenzia che in Italia si confermano, per la terza settimana consecutiva, segnali di tendenza a un graduale incremento dell’evoluzione epidemiologica: l’indice RT medio calcolato sui casi sintomatici nell’ultimo rilevamento è pari a 0,99 quindi in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che supera l’1. Dieci Regioni hanno un RT puntuale maggiore di 1”, ha precisato il Ministro sottolineando anche come la cosiddetta variante inglese, ormai diffusa in tutta Europa, non comprometta l’efficacia dei vaccini. Altre due varianti, la brasiliana e la sudafricana, sono maggiormente insidiose, in quanto potrebbero ridurre, seppur parzialmente, l’efficacia vaccinale. “Lìevoluzione del quadro epidemiologico merita di essere seguito con la massima attenzione. Dovremo verificare, passo dopo passo, se le misure siano adeguate a fronteggiare la situazione che va delineandosi. La bussola, nella scrittura del prossimo DPCM che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute”, ha aggiunto il Ministro auspicando un’accelerazione nella campagna vaccinale attraverso oltre 40 mila professionisti presenti in modo capillare in ogni angolo del Paese. “Il vaccino deve essere effettivamente un bene comune, accessibile a tutte le donne e a tutti gli uomini della terra: un diritto di tutti e non un privilegio di pochi. Il nostro Paese, che sin dall’inizio della pandemia ha promosso e sostenuto l’iniziativa comunitaria per l’acquisto centralizzato dei vaccini, sempre d’intesa con la Commissione europea, è al lavoro da tempo per verificare concretamente la possibilità di mettere a disposizione impianti farmaceutici italiani per accelerarne la produzione”, ha commentato Speranza menzionando il lavoro prezioso di Toscana Life Sciences nonché quello per sostenere la produzione del vaccino italiano realizzato da ReiThera, anche grazie al lavoro dell’Istituto Spallanzani. “L’obiettivo della campagna vaccinale è ora mettere in sicurezza tutto il nostro personale socio-sanitario, le RSA ed i cittadini italiani con più di ottant’anni. Sono le categorie più esposte, quelle che hanno pagato il prezzo più alto in termini di vite umane, nella prima e nella seconda ondata della pandemia. I primi segnali di immunità in queste categorie sono finalmente ben visibili e rappresentano un incoraggiante segnale di speranza per tutti noi”, ha aggiunto precisando che, per alzare il livello di sicurezza delle nostre scuole e favorire la didattica in presenza, quindi per il personale dei servizi pubblici essenziali, è utilizzato il vaccino AstraZeneca, che ad oggi è riservato alle persone con meno di sessantacinque anni. “L’Italia è un grande Paese che, insieme all’Unione europea, alla comunità scientifica internazionale e ai nostri professionisti sanitari, sarà all’altezza di questa sfida”, ha concluso Speranza. (Inform)

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