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Attuazione Piano Mattei, davanti alla Commissione Esteri-Difesa del Senato l’audizione del Presidente SACE Guglielmo Picchi

SENATO DELLA REPUBBLICA

(Fonte immagine Senato)

ROMA – Nell’ambito delle audizioni in Commissione Esteri-Difesa del Senato sull’attuazione del Piano Mattei si è tenuta l’audizione del Presidente della SACE Guglielmo Picchi. Nel suo intervento il presidente ha spiegato che SACE garantisce le garanzie sovrane per export e investimenti. “Siamo un attore sistemico della Repubblica avente per azionista il Ministero delle Finanze”, ha precisato Picchi ricordando che quindi l’ente è soggetto alle variazioni poste nelle leggi di bilancio dalle quali dipende pertanto l’attività stessa di SACE. “Il Piano Mattei è per noi rilevante e SACE ne è protagonista. Si è posta l’Africa al centro della strategia nazionale in modo organico, superando l’approccio prettamente assistenziale della cooperazione allo sviluppo”, ha aggiunto Picchi ricordando che l’interscambio tra Italia e Africa ha raggiunto i 60 miliardi nel 2024 crescendo poi nel 2025. L’export italiano è aumentato in Africa fino a raggiungere i 20 miliardi di euro. “Ci sono grandissime opportunità per le imprese e il nostro Paese”, ha aggiunto il Presidente sottolineando che le prospettive restano positive nonostante le crisi internazionali. Picchi ha quindi dato delle cifre per singoli Paesi: 2,8 miliardi sono stati già perfezionati con l’Egitto, 3,2 con l’Algeria, 3 con il Marocco e 3,3 con la Tunisia. “Allo stesso tempo siamo il terzo Paese importatore come destinazione per l’economia africana”, ha proseguito il Presidente sottolineando che invece, in termini di investimenti dall’Italia verso l’Africa, il nostro Paese si colloca al quinto posto. “L’obiettivo è aumentare questi numeri e le prospettive ci sono”, ha aggiunto Picchi ricordando che SACE è presente con due uffici in Africa: uno in Marocco e un altro in Egitto. L’idea è ripristinare l’operatività anche in Sudafrica per cogliere le opportunità che ci sono nella parte sud del Continente. “La nostra missione è sostenere le imprese nelle esportazioni. SACE è lo strumento per attuare gli indirizzi strategici del Governo”, ha poi evidenziato Picchi rilevando la centralità delle materia prime critiche e dell’approvvigionamento e lavorazione delle risorse. “Concediamo garanzie legate a finanziamenti che possono arrivare a durate lunghe, anche fino a quindici e venticinque anni, per i progetti più complessi”, ha spiegato il Presidente facendo ad esempio riferimento a quelli per la transizione energetica sostenibile. Ci sono sostegni anche a progetti che hanno termini più brevi e che possono riguardare l’esportazione di macchinari, ad esempio nella zootecnia. Picchi ha poi ricordato che la legge di bilancio dello scorso anno ha dotato SACE di un massimo di garanzie da poter dare per l’anno in corso pari a 74 miliardi. Picchi ha fatto presente che, tra l’inizio del Piano Mattei e il 30 aprile 2026, SACE ha impegnato in 18 Paesi target 4,6 miliardi sostenendo circa 500 imprese italiane tra grandi, medie e piccole; ad oggi la cifra per i Paesi target è incrementata arrivando alla soglia dei 5 miliardi. Picchi ha inoltre menzionato alcuni Paesi nei quali SACE è intervenuta negli ultimi anni: in Costa d’Avorio nel 2024 in progetti per il rafforzamento della filiera agroalimentare, in Angola nel 2025 per le infrastrutture stradali e il fotovoltaico. Il Presidente ha poi ricordato che l’Africa è un Continente complesso, considerando che è difficile entrare in alcune aree particolari per le crisi interne o per i conflitti in corso. Picchi ha aggiunto che, oltre alle garanzie sul credito, c’è poi tutta un’attività di consulenza offerta alle imprese. “Sono ottimista sulla possibilità di continuare a fare bene nell’ambito del Piano Mattei”, ha proseguito Picchi parlando infine del settore strategico ‘oil and gas’ dove ENI è il primo operatore energetico del Paese. “C’è molta richiesta di italianità perché la filosofia di fondo del Piano Mattei è creare partnership tra eguali”, ha concluso Picchi definendo l’Africa uno spazio centrale per la competizione geopolitica. (Inform)

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