CAMERA DEI DEPUTATI
Già approvato dal Senato
ROMA – La Camera dei Deputati ha detto sì al disegno di legge di ratifica ed esecuzione, già approvato dal Senato, dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023. Nella precedente seduta il relatore Simone Billi (Lega- ripartizione Europa) aveva spiegato come, alla stregua di altre intese simili, ratificate nel corso di questa legislatura, gli Accordi in questione siano finalizzati a migliorare la cooperazione giudiziaria con il Vietnam e a rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità e il reinserimento sociale dei condannati. Andando ad illustrare il DDL, Billi aveva evidenziato che questo Accordo – che si compone di 26 articoli – prevede, come di consueto, che l’estradizione sia concessa quando il fatto per cui si procede o si è proceduto nello Stato richiedente è previsto come reato anche nella legislazione dello Stato richiesto, secondo il cosiddetto principio della doppia incriminazione, anche in caso di eventuale diversa qualificazione giuridica del fatto. Fra i vari interventi in Aula per dichiarazione di voto segnaliamo quello depositato da Franco Tirelli (Noi Moderati- Maie), eletto nella ripartizione America Meridionale, che ha parlato di un provvedimento che affronta una questione concreta e importante: “rendere più efficace la collaborazione tra gli Stati nella lotta alla criminalità, in un contesto internazionale nel quale i fenomeni criminali superano sempre più spesso i confini nazionali”. “La sicurezza dei cittadini e l’effettività della giustizia richiedono strumenti adeguati. Non basta che un reato sia perseguito dalle autorità competenti: occorre che gli Stati possano collaborare in modo rapido, regolato e concreto, evitando che le differenze tra ordinamenti o l’assenza di accordi specifici diventino un ostacolo all’azione della giustizia. È questo il valore dei tre trattati che siamo chiamati a ratificare. Il primo – ha continuato Tirelli – riguarda l’estradizione e consente di disciplinare la consegna delle persone ricercate da uno dei due Paesi, sia per essere sottoposte a un procedimento penale, sia per eseguire una condanna definitiva. Si introduce così uno strumento di cooperazione che può contribuire a impedire che il trasferimento in un altro Stato diventi un modo per sottrarsi alla giustizia. Naturalmente, l’estradizione è regolata da condizioni precise. È richiesta, in linea generale, la doppia incriminazione del fatto e sono previsti motivi di rifiuto a tutela dei diritti fondamentali della persona, tra cui il rischio di trattamenti inumani o degradanti e il pericolo di persecuzioni per ragioni discriminatorie o politiche. La cooperazione, dunque, si rafforza attraverso regole definite e garanzie che devono essere rispettate. Il secondo trattato – ha aggiunto il deputato – riguarda il trasferimento delle persone condannate. È uno strumento che affianca alla necessità di dare esecuzione alle sentenze una finalità altrettanto importante: favorire il reinserimento sociale del condannato, consentendogli, in presenza delle condizioni previste e con il suo consenso, di scontare la pena nel Paese con cui mantiene i propri legami familiari e sociali. Anche in questo caso, non si tratta di attenuare il valore della condanna o di sottrarsi alle responsabilità. Si tratta, piuttosto, di rendere più efficace l’esecuzione della pena, tenendo conto anche della prospettiva del recupero e del reinserimento della persona. Il terzo trattato, relativo all’assistenza giudiziaria in materia penale, completa questo quadro. Prevede – ha concluso Tirelli annunciando il voto favorevole del suo gruppo – forme di collaborazione che comprendono l’acquisizione e la trasmissione di atti, l’assunzione di dichiarazioni, le perquisizioni, i sequestri, le confische e lo scambio di informazioni bancarie e finanziarie, nel rispetto delle norme applicabili. Sono strumenti essenziali per consentire alle autorità giudiziarie di lavorare insieme e affrontare con maggiore efficacia indagini e procedimenti che coinvolgono entrambi i Paesi, anche con riferimento alla criminalità organizzata e ai fenomeni criminali transnazionali”. (Inform)