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Nato il “Centro di risposta alle emergenze”, per reagire alle catastrofi in modo più veloce ed efficiente

 PROTEZIONE CIVILE UE

Nato il “Centro di risposta alle emergenze”, per reagire alle catastrofi in modo più veloce ed efficiente

BRUXELLES – La Commissione europea ha lanciato oggi il Centro europeo di risposta alle emergenze (ERC – Emergency Response Centre), che permetterà di reagire in modo più coordinato, veloce ed efficiente alle catastrofi, in Europa e nel resto del mondo.

L’ERC è il nuovo “cuore operativo” del meccanismo UE di protezione civile. Avrà inoltre il ruolo chiave di hub di coordinamento per facilitare una risposta europea coerente in caso di emergenze, dentro e fuori i confini europei. La struttura tecnica è stata messa a punto dai servizi della Commissione incaricati di definire la strategia, sotto l’autorità del vicepresidente Maroš Šefčovič. Il servizio avrà sede in uffici precedentemente dedicati a funzioni tecniche e convertiti con grande attenzione all’efficienza energetica del centro.

L’ERC sarà attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e sarà in grado di affrontare fino a tre emergenze simultanee in zone del mondo anche molto lontane l’una dall’altra. Sarà incaricato di ricevere e analizzare le richieste di assistenza dai paesi colpiti e servirà da hub per coordinare l’azione a vari livelli: Commissione, Stati membri, il paese interessato, le associazioni umanitarie e le squadre della protezione civile impegnate sul campo.

L’ERC invierà nelle aree colpite esperti di valutazione e coordinamento, trasmetterà allarmi tempestivi in caso di catastrofi imminenti e agevolerà il trasporto dell’assistenza fornita dagli Stati membri in caso di emergenze maggiori. In questo modo l’assistenza proveniente dall’Europa sarà incentrata sulle necessità prioritarie, evitando lo spreco di risorse.

Inoltre, il Centro di risposta alle emergenze intensificherà la pianificazione e la preparazione per le operazioni di protezione civile, in stretta cooperazione con gli Stati membri. Con l’entrata in vigore della nuova legislazione, i 32 paesi che partecipano al meccanismo di protezione civile UE possono impegnare in via preventiva alcune delle loro capacità di risposta – ad esempio aeromobili specializzati, equipaggiamento pesante o squadre di ricerca e salvataggio – per un pool di volontari pronti ad essere mobilitati, in caso di necessità, in tempi strettissimi e nel quadro di una risposta europea pienamente coordinata.

L’ERC sosterrà anche lo stretto coordinamento tra i diversi servizi della Commissione coinvolti nella risposta ad emergenze che richiedono una risposta su più fronti, e scambierà regolarmente informazioni con i centri di crisi dei principali partner internazionali dell’UE.

“Vista la frequenza sempre maggiore e la complessità delle catastrofi, la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE deve essere ancora più stretta” ha detto José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, evidenziando che il nuovo Centro di risposta alle emergenze “è una piattaforma all’avanguardia che permette di coordinare l’azione anche nelle circostanze più estreme, in modo da reagire alle situazioni di crisi in modo più efficace e proteggere meglio i cittadini”

“L’esperienza insegna che nessun paese al mondo è al riparo dalle catastrofi, nemmeno i più preparati – ha sottolineato Kristalina Georgieva, commissaria europea per la Cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi- Le catastrofi .sono sempre più frequenti e complesse, per questo è essenziale che la risposta sia immediata e coordinata per poter salvare delle vite. Abbiamo istituito il Centro di risposta alle emergenze per permettere all’UE e ai suoi Stati membri di rispondere alle catastrofi,naturali o causate dall’uomo, più rapidamente e con maggiore efficacia”. (Inform)

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