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Monumento a Colombo: Macri ha assicurato che il suo governo si impegnerà perché resti al suo posto

ITALIANI ALL’ESTERO
Da “Tribuna Italiana” del 31.7.2013
Monumento a Colombo: Macri ha assicurato che il suo governo si impegnerà perché resti al suo posto
Ha detto però che si tratta di un argomento che va al di la dell’interesse della comunità italiana, con la quale ha avuto un incontro
BUENOS AIRES – In un incontro con esponenti della comunità italiana, Mauricio Macri ha manifestato l’impegno del suo governo per evitare che il monumento a Cristoforo Colombo, donato dalla collettività italiana un secolo fa, sia portato a Mar del Plata. Il capo del governo della Città di Buenos Aires ha detto che il primo obiettivo è evitare che il monumento sia portato fuori dalla Città, ma che in definitiva l’impegno è a ottenere che l’opera di Arnaldo Zocchi resti nella piazza dedicata a Colombo. Alla riunione hanno preso parte il presidente del Comites di Buenos Aires Graciela Laino e i consiglieri Fioravanti, Morello e Pacifico, il primo vicepresidente di FEDIBA Marco Basti, accompagnato dal segretario José Stracquadaini e dal vice secondo Iside Donadon, il presidente della FACA Antonio Pisano, il presidente della Federazione Giuliana (e segretario generale di FEDITALIA) Duilio Ferlat, José Serra presidente della FACIA, Sebastian Impelluso presidente del Circolo Italiano, Humberto Savoia, avvocato patrocinante di varie associazioni nella richiesta di misure cautelari alla giustizia argentina. I dirigenti della comunità erano accompagnati dal consigliere agli Affari Sociali dell’Ambasciata, Martin Lorenzini.
Alla riunione, promossa da Irma Rizzuti, hanno partecipato i sottosegretari del Governo della Cittá alle Relazioni Internazionali Fulvio Pompeo e ai Diritti Umani Claudio Avruj e il Direttore per i rapporti con le collettivitá Julio Croci. Presenti anche le deputate cittadine Lia Rueda e Carmen Polledo.
L’incontro si è svolto nella “Usina del Arte”, una vecchia centrale elettrica costruita nel 1916 dalla Compagnia Italo-Argentina di Elettricità su progetto dell’architetto italiano Giovanni Chiogna, negli ultimi anni ricuperata come centro culturale multimediale, a pochi metri dal “Riachuelo”, nel rione di La Boca-Barracas.
Gli esponenti della collettività hanno ribadito l’opposizione al trasloco del monumento a Colombo che, come é noto, é stato smontato in attesa del restauro. I consiglieri del Comites hanno ricordato la riunione avuta con il segretario generale della Presidenza oscar Parrilli al quale – spiegarono – hanno fatto notare che in Argentina ci sono oltre ottocentomila italiani in possesso della cittadinanza argentina e che quindi possono votare. Hanno ricordato anche che l’InterComites ha approvato un documento manifestando l’opposizione delle comunità italiane di tutta l’Argentina a portare il monumento a Mar del Plata. In particolare Marcelo Pacifico ha chiesto conferma a quanto detto da funzionari nazionali sul dialogo tra Parrilli e il sottosegretario della Città agli spazi pubblici Diego Santilli.
Macri ha confermato che effettivamente c´è un canale di dialogo aperto, anche si è detto prudente sui risultati. “In realtà sembra che Parrilli ha già capito che non vogliamo che il monumento sia portato a Mar del Plata, ora deve capire che deve restare al suo posto”.
Macri ha ricordato che ci sono numerosi motivi di screzi tra il governo nazionale e il suo governo e che in quel quadro, anche se capisce e appoggia la posizione presentata dagli esponenti della comunità, la vicenda di Colombo va al di la di quella che è la posizione della collettività italiana. Macri ha detto ai consiglieri di stare attenti: “Voi partecipate alle riunioni e presentate le vostre posizioni, ma poi loro fanno i comunicati e dicono che siete andati ad appoggiare il loro progetto”. I consiglieri hanno detto che la loro posizione la esprimono attraverso i propri comunicati.
Da parte sua Basti dopo aver ricordato che la collettività con FEDIBA, FEDITALIA e il Comites da tempo organizzava le celebrazioni del 12 ottobre davanti al monumento, con le associazioni liguri e alunni delle scuole italiane. Che chiedeva i necessari permessi al Comune e che è stato così fino al 2005. Da allora sono cominciati i problemi, con la chiusura della Piazza Colón, con l’innalzamento di una cancellata attorno e successivi lavori di rifacimento e quindi vietato o impossibilitato l’accesso. Uno dei motivi di questa situazione è l’accordo firmato nel 2007 tra la Nazione e la Città, che cedette alla prima la cura della piazza e dei monumenti in essa presente. il vicepresidente di FEDIBA ha chiesto a Macri se viste le inadempienze da parte della “Casa Rosada”, se non era il caso di denunciare l’accordo, come era stato annunciato dalla Legislatura della Città a fine giugno. Macri ha risposto che è una possibilità, per il caso che il dialogo si interrompa o non porti a risultati. Ad ogni modo, come hanno detto anche le deputate della Città Rueda e Polledo, c’è un dialogo, ed è stato consentito l’accesso a due tecnici ai quali è stato spiegato quali lavori di restauro bisognerà fare al monumento.
Inoltre hanno ricordato che c’è una guardia comunale nella porta della cancellata per impedire eventualmente che il monumento sia portato via e che anche nel caso che possano uscire, per circolare nella città hanno bisogno dell’autorizzazione del comune.
Da parte sua l’avv. Savoia ha fatto il punto sull’andamento della questione nei tribunali, dove la causa é passata in appello, che dovrà decidere sul fondo della questione (chi può disporre del monumento). Il dott. Savoia si é detto convinto del fatto che alla fine il processo finirà davanti alla Corte Suprema. Infine ha invitato il governo della città ad impegnarsi di più nella difesa del monumento. Gli esponenti del governo cittadino infine, hanno insistito sul fatto che sperano di risolvere la vicenda attraverso il dialogo, “senza scatenare una guerra”.(Tribuna Italiana /Inform)
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