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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato alla Farnesina il documentario “Il fiore delle terre nere, Marcinelle 70 anni dopo”, Tajani: E’ importante che questo documentario entri nelle case degli italiani. In quei volti segnati dal carbone c’è la storia migliore del nostro paese, quella del lavoro, del coraggio e di chi non si arrende

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Si è svolta oggi alla Farnesina la presentazione del documentario “Il fiore delle terre nere, Marcinelle 70 anni dopo”, scritto e diretto da Salvatore Braca, in collaborazione con la Rai. Il documentario, che verrà trasmesso il 9 agosto su RAI 1 alle ore 23:30 circa, ripercorre la storia migratoria dei minatori italiani coinvolti nel disastro di Marcinelle, gli accadimenti delle tragedia e le dinamiche e gli avvenimenti successivi. L’evento, moderato da Piero Alessandro Corsini (Vice Direttore di Rai Documentari), si è aperto con un videomessaggio di saluto del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Cari amici – ha esordito il Ministro – rivolgo un saluto caloroso a tutti voi riuniti al Ministero degli Esteri, la casa degli italiani nel mondo per l’anteprima di questo documentario, che racconta una pagina della nostra storia che sento personalmente molto vicina, anche perché ho vissuto in Belgio per quasi trent’anni”.  “70 anni fa, – ha ricordato Tajani dopo aver ringraziato gli autori del documentario per aver custodito una memoria collettiva – l’8 agosto 1956 a Marcinelle persero la vita 262 lavoratori di 12 paesi, di cui ben 136 erano italiani. Erano partiti alla ricerca di un futuro migliore per le loro famiglie, ogni giorno scendevano a 1000 metri sottoterra, portando con sé la forza, la dignità e la voglia di riscatto del nostro paese. È in onore della loro memoria che dal 2001, grazie al governo Berlusconi, l’8 agosto è divenuta la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Marcinelle purtroppo – ha proseguito il Ministro – è una ferita italiana ed europea, ma è anche un monito ed un’eredità. Un monito perché la sicurezza sul lavoro è una responsabilità di tutti ed una battaglia di civiltà, la persona deve restare sempre al centro, nessuno deve più morire di lavoro. E’ anche un’eredità perché dal sacrificio di quei minatori è nata l’Europa dei diritti e delle tutele. Senza saperlo quei minatori furono tra i costruttori dell’Europa unita. Per questo abbiamo lavorato a Bruxelles per istituire in tempi molto rapidi la Giornata Europea in Memoria delle Vittime del Lavoro. Un’iniziativa importante che ho fortemente voluto e che presto tradurremo in realtà. In questo spirito europeo è mia intenzione – ha aggiunto – tornare presto a Marcinelle, per una ulteriore visita ed omaggio insieme al presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola”. “Sono felice – ha poi rilevato Tajani – che domenica 9 agosto su Rai Uno questo importante documentario, possa entrare nelle case degli italiani, lo dico soprattutto ai più giovani, guardatelo. In quei volti segnati dal carbone c’è la storia migliore del nostro paese, quella del lavoro, del coraggio e di chi non si arrende. L’8 agosto, nella Giornata di Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, l’Italia come ogni anno sarà Marcinelle, – ha concluso Tajani –  per deporre un fiore davanti ai nomi dei caduti ed onorare la loro memoria, perché custodire e ricordare significa costruire un futuro più giusto e più sicuro”.  Ha poi preso la parola Riccardo Guariglia (Segretario Generale della Farnesina). “Questo importante lavoro è stato voluto – ha spiegato Guariglia-  proprio al fine di conservare in modo sempre più efficace ed al tempo stesso far conoscere alle nuove generazioni l’immane tragedia che ebbe luogo a Marcinelle l’8 agosto del 1956”. Il Segretario Generale ha poi spiegato che questo documentario sarà messo a disposizione degli Istituti Italiani di Cultura e delle Ambasciate, che il Ministro degli Esteri diffonderà un messaggio nella data della catastrofe di Marcinelle e che la tragedia verrà commemorata con un minuto di silenzio in tutte le nostre ambasciate.  “La tragedia dell’otto agosto del 1956 – ha poi rilevato Guariglia – da anni rappresenta una data che entrata a far parte della memoria collettiva del nostro paese. Questa catastrofe, oltre al dolore per le vittime, ci ricorda gli enormi sacrifici dei nostri connazionali che emigrarono all’estero in cerca di lavoro e di un futuro migliore, e segna uno dei momenti più tragici della storia dell’emigrazione italiana. Un’emigrazione – ha proseguito il Segretario Generale – su cui l’Italia si è anche costruita. Solo per citare un dato: tra il 1946 e il 1956,  più di 140.000 italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone in Belgio, e questo era il risultato di un accordo che fu siglato tra l’Italia ed il Belgio, che di fatto scambiava braccia contro sacchi di carbone. I 140.000 italiani che partirono, pensando di andare a fare un lavoro che gli permetteva finalmente di guadagnare, non sapevano in realtà che dovevano lavorare tutti i giorni a 1000 metri di profondità. Un lavoro veramente durissimo”. Anche Guariglia si è poi soffermato sulla istituzione di una Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro che dovrebbe essere celebrata l’8 agosto di ogni anno, come già avviene in Italia per la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. “Una ricorrenza – ha evidenziato il Segretario Generale – alla quale la diplomazia italiana nel suo complesso tiene vivamente, con momenti e iniziative di raccoglimento e di ricordo, organizzati ogni anno da tutta la nostra rete diplomatica e consolare. Un impegno alla memoria, che io personalmente sento moltissimo avendo servito, ormai più di 30 anni fa, come Console a Bruxelles. La mia competenza era limitata in realtà a Bruxelles e Brabante, però nella mia circoscrizione c’erano ancora tante sacche di discendenti di minatori italiani”.  “Il documentario che vedremo a breve, con molto garbo e precisa ricostruzione storica, narra appunto questo momento considerato fondamentale dalla nostra storia, rendendo omaggio alle vittime della tragedia”. ha aggiunto Guariglia auspicando che questo lavoro, fatto di narrazione di momenti inediti, lettere e foto di vita personali,  possa essere visto soprattutto dai giovani. “L’obiettivo finale del documentario – ha concluso il Segretario Generale – è quello di ricordare l’otto agosto quale giorno di commemorazione, per non dimenticare e celebrare le vittime di quell’incidente così nefasto, ma allo stesso tempo  induce a lavorare insieme affinché drammi di tale fatta non si ripetano mai più, e non si venga mai più a pagare un prezzo così alto di giovani vite in un luogo di lavoro europeo”.  È poi intervenuto il Monsignore Marco Malizia (Consigliere Ecclesiastico del Ministro degli Esteri). “Ricordare Marcinelle – ha affermato Malizia – significa fermarsi davanti ad una delle pagine più dolorose della storia del lavoro e dell’emigrazione italiana. I 262 lavoratori, molti dei quali erano italiani, che persero la vita nella miniera, erano uomini partiti con la speranza di costruire un futuro migliore per le proprie famiglie, affrontando sacrifici, fatica e condizioni di lavoro durissime. A 70 anni da quella tragedia il nostro ricordo non è soltanto un rendere omaggio alle vittime, ma è un impegno al custodire la loro memoria, affinché il valore della vita umana, della dignità del lavoro e della sicurezza, non siano mai considerati i principi negoziabili. Il titolo di questo documentario, ‘Il fiore delle terre nere’, richiama – ha continuato Malizia – un’immagine di grande forza, perché anche dal carbone, dal dolore e dalla sofferenza può nascere un fiore, simbolo della memoria, di riscatto e della speranza. Spetta a noi non schiacciare questo fiore”. “La storia dell’emigrazione italiana in Belgio – ha aggiunto Malizia – non è solo fatta di sofferenza, ma anche di coraggio, solidarietà e rinascita. E’ la storia di uomini e donne, che hanno contribuito con il loro lavoro alla crescita di due paesi, il Belgio e l’Italia”. “Alle 262 vittime – ha concluso il Monsignore – rivolgiamo oggi il nostro pensiero più commosso, a loro dedichiamo questo momento di memoria, con la promessa che il loro sacrificio continuerà a vivere nel ricordo delle nuove generazioni e non sarà stato vano”. Ha poi preso la parola Giulia De Lellis (Vice Sindaco di Manoppello)  che si è soffermata sulla vicenda delle sorelle Iezzi, presenti in sala, il cui padre Camillo perse la vita nella catastrofe di Marcinelle. La Vice Sindaca ha sottolineato come questa storia rappresenti un esempio di come la vita, anche di fronte alla tragedia, sappia andare avanti. La madre della ragazza era infatti in attesa di Camilla, che nacque proprio nel giorno del funerale del padre. De Lellis ha anche ricordato come questa famiglia, abbia continuato a diffondere il ricordo della tragedia all’interno della città di Manoppello, tramite la fondazione Marcinelle 262. La Vice Sindaca, ha inoltre rilevato che il documentario verrà usato come strumento di memoria per far conoscere ai giovani di Manoppello questa tragedia. Segnalata infine una collaborazione con la fondazione Marcinelle 262 volta a promuovere scambi culturali e a fare in modo che i discendenti delle vittime rimasti in Belgio tornino a scoprire le radici delle loro famiglie.  A seguire è intervenuto Luigi Del Plavignano (Direttore Rai documentari) che ha spiegato come “Il lavoro realizzato da Salvatore Braca, ci restituisca una storia molto garbata di questo tempo tragico, rappresentando però anche una riflessione, non solo per il presente ma soprattutto per il futuro”. “Sono contento – ha aggiunto – che Manoppello abbia potuto vivere da vicino questo documentario, per sentirsi ancora più vicina rispetto a questa situazione, che è giusta ricordare, ha il Direttore. Infine ha preso la parola Salvatore Braca autore del documentario. Braca ha ricordato come l’idea del documentario sia nata in Belgio durante un’intervista a Franco Dragone che raccontò di essere emigrato in Belgio da piccolo perché suo padre aveva trovato lavoro nelle miniere di carbone. Da questa esperienza nell’infanzia nacque la voglia di Dragone di raccontare il mondo a colori proprio vedendo il viso sporco di nero del padre quando tornava dalla miniera. Braca ha anche parlato della visita al Bois du Cazier e dell’incontro con Urbano Ciacci, l’unico superstite alla tragedia di Marcinelle, che è anche uno dei protagonisti del documentario. Un racconto che dal regista è stato arricchito con le testimonianze, per esprimere la voglia di rinascita e riscatto,  dei giovani studenti di un liceo di Pesaro in visita alla Mostra a Manoppello. (Lorenzo Morgia – Inform)

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