GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO
Editoriale di Migranti Press
Il messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2017 è incentrato sui minori migranti. Partendo e fondando le sue considerazioni sulle parole del Signore Gesù “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me, chi accoglie me, non accoglie me, ma Colui che mi ha mandato” (Mc 9,37), manifesta la dinamica dell’accoglienza, itinerario necessario per vivere la misericordia.
Nel Messaggio il Santo Padre evidenzia poi, in questo itinerario, la responsabilità di coloro che si chiudono all’accoglienza e quindi alla misericordia: “Chi scandalizza uno solo di questi piccoli, è meglio che con una macina al collo, sia gettato nel profondo del mare” (Mt 18,6).
Si coglie nel fenomeno oggi mondiale delle migrazioni un particolare aspetto che focalizza non solo il presente dei minori, soprattutto quelli soli, non accompagnati, ma i problematici aspetti relativi al futuro.
Saranno anch’essi protagonisti, insieme agli altri, della storia del domani, chiamati a costruire un mondo di umanità e di pace, che oggi non sperimentano e dal quale quindi debbono fuggire.
Proprio perché soli, nell’assenza dei loro genitori, di adulti che li accompagnino, la loro voce è il silenzio, la loro vita diventa talora oggetto di sfruttamento, nell’abuso, nel lavoro, o addirittura assoldati dalla criminalità organizzata.
Ricordiamo che tra gennaio e giugno 2016 in Italia 5222 minori stranieri non accompagnati sono stati dichiarati “scomparsi”. Già il Cardinale Carlo Maria Martini ammoniva che “chi è orfano della casa dei diritti, difficilmente sarà figlio della casa dei doveri”.
Per questo il Papa ci invita anzitutto a renderci consapevoli che il fenomeno migratorio non è separato dalla storia umana; anzi è insito nella storia della salvezza: in esso è presente un disegno di Dio. Invita poi ad un concreto impegno nella protezione, difesa dei minori, poiché la vulnerabilità data da indigenza, assenza di mezzi di sussistenza, li rende dipendenti fisicamente e psicologicamente.
In secondo luogo invita all’integrazione favorendo l’inserimento sociale o programmi di rimpatrio sicuro ed assistito, mirando sempre al loro effettivo “interesse superiore”. In terzo luogo ci spinge a cercare soluzioni durature, affrontando la questione migratoria alla radice, contrastando nei paesi di origine le cause che provocano le migrazioni.
Il Papa, leader e padre nel mondo di oggi, sa ben guardare anche al futuro! L’attenzione per le nuove generazioni sarà nelle tematiche del prossimo sinodo dei vescovi. Obiettivo che, partendo dall’esigenza di nuova evangelizzazione, porta alla ricerca del bene individuale e globale della gioventù. Ci invita quindi ad impegnarci in questo compito di accoglienza umana e cristiana per comunicare alle nuove generazioni, di ogni razza e cultura, la speranza, quella speranza che non si fonda su semplici realtà umane, oggi molto precarie, ma su Gesù Cristo, Salvatore del mondo, che ci ha comunicato l’amore di Dio per ogni essere umano, chiamandoci tutti indistintamente ad un concreto impegno per sentirci suoi figli, e quindi fratelli tra di noi. (Mons. Guerino Di Tora* – Migranti Press)
* Presidente della Commissione Episcopale Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes
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