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Modena, il Festival della Migrazione entra in carcere

EVENTI

Proiettato “Influx”, docufilm di Luca Vullo dedicato alla comunità di italiani a Londra

 

MODENA – La seconda edizione del Festival della Migrazione (promosso tra gli altri dalla Fondazione Migrantes), che si è conclusa nei giorni scorsi registrando oltre 2000 partecipanti, ha riservato un’importane novità: due appuntamenti in programmazione sono stati portati anche all’interno delle mura del carcere sant’Anna di Modena, in particolare la proiezione di “Influx” il docufilm di Luca Vullo dedicato alla sempre più numerosa comunità di italiani a Londra e il dibattito “La Costituzione in comune”, un percorso interculturale di scoperta e condivisione dei valori fondanti della Carta Costituzionale con Simone Scagliarini, Professore Associato di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università di Modena e Reggio Emilia e componente del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità (UNIMORE) e del Centro di ricerca sulle Cittadinanze (UNIRC).

Il Festival della Migrazione – queste le parole di Rosalba Casella, direttrice del carcere Sant’Anna di Modena – quest’anno è entrato in carcere per far riflettere anche le persone detenute su un tema di grande attualità quale quello della migrazione, che coinvolge non solo le persone straniere, ma anche gli italiani fin dal secolo scorso. Luca Vullo, regista del film “Influx”, che è stato proiettato all’interno della casa circondariale, lo ha sottolineato efficacemente non solo con le immagini, ma anche nel dibattito successivo in cui ha raccontato la sua esperienza personale di italiano emigrato nel Regno Unito. La lezione del prof. Scagliarini è stata, invece, un’occasione preziosa per far conoscere e per approfondire la Costituzione e i valori che la ispirano. I diritti e doveri sanciti nella carta costituzionale, infatti, riguardano tutte le persone, di qualsiasi condizione e provenienza”.

“È stata un’esperienza molto interessante – ha commentato così il regista Vullo -. Dopo la proiezione del documentario è nato un dibattito ricco di spunti in cui si è parlato di migrazione, razzismo, delle difficoltà a reinserirsi in società dopo l’esperienza carceraria. In particolare il documentario ha permesso anche di mostrare le criticità dell’Italia e le difficoltà che anche noi italiani viviamo fuori dal nostro paese”.(Migrantes online/Inform)

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