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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

MITE, in arrivo una direzione ‘project management’ per una regia unica sulla gestione del PNRR

MINISTERO TRANSIZIONE ECOLOGICA

ROMA – Nascerà al MITE la direzione Project Management per avere una centrale unica d’azione che si interfaccerà con l’unità di governance del PNRR. Ad annunciarlo è stato il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, in audizione alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. “Per non doverci dividere fra tante direzioni – ha spiegato il Ministro – abbiamo predisposto al MITE un gruppo di project management con dieci persone, mentre le stazioni appaltanti delle opere del Recovery saranno le cinque società che dipendono dal ministero, tra le quali Enea, Ispra e Gse”. Cingolani ha anche annunciato la concretizzazione della chiamata del CITE, praticamente una questione di giorni. L’avvio del CITE “permette di approvare il piano generale ed entro il 30 giugno la proposta di costruzione del ministero della Transizione ecologica con le sue nuove competenze”, ha aggiunto Cingolani osservando che il PNRR è “l’acceleratore che ci fa decollare nella giusta traiettoria, ma dopo ci saranno altri venticinque anni in cui la macchina dovrà essere in grado di essere pilotata e senza budget perché sarà finito”. Target primario è la decarbonizzazione, così “il PNRR deve accelerare il taglio delle emissioni, che ora è troppo lento: dobbiamo arrivare al 70-72% di elettricità da rinnovabili al 2030”, ha spiegato il Ministro precisando che non sono ammessi ritardi, i quali comprometterebbero il raggiungimento dell’obiettivo di decarbonizzazione dato dalla UE (-55% di emissioni al 2020 rispetto al 1990 e zero emissioni nette al 2050). Grazie all’energia verde, come ha notato il Ministro, si possono trattare “i settori ‘hard to abate’ usando l’elettricità per le alte temperature richieste, possiamo installare 10 mila colonnine di ricarica per i mezzi elettrici e per le infrastrutture dell’idrogeno: in linea con quanto previsto dai piani di altri paesi Ue a cominciare dalla Francia”. L’elettricità da rinnovabili è indispensabile anche perché, “come da mappa europea, per l’Italia non è previsto CCS ma un forte incremento delle rinnovabili per accelerare sull’elettricità verde”. L’obiettivo è di 70 gigawatt al 2030: “significa 8 gigawatt all’anno e qui siamo in ritardo, quindi dobbiamo aumentare di dieci volte l’installazione di sistemi complessi, con repowering, eolico, fotovoltaico”. Rispondendo alle numerose domande dei parlamentari presenti, il Ministro ha inoltre annunciato che a brevissimo sarà disponibile la bozza del Decreto Semplificazioni, che il Decreto Fer 2 sulle rinnovabili sarà pronto per l’estate e che entro il 30 settembre ci sarà il Piano per la transizione energetica delle aree idonee relativo agli idrocarburi.  Infine sarebbe in aggiornamento l’urgente Piano nazionale integrato energia e clima. (Inform)

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