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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Missioni internazionali, audizione del Capo di Stato maggiore Dragone davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

(fonte immagine Senato)

ROMA – Presso le Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame della Deliberazione sulle missioni internazionali – di cui alla legge n. 145 del 2016 – si è svolta l’audizione del Capo di Stato maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, che si è in primo luogo soffermato sula guerra in Ucraina e sul il vertice NATO di Madrid sottolineando come ci siano stati cambiamenti radicali nell’ultimo decennio. “La crisi ucraina rappresenta una dura presa di coscienza della cosiddetta guerra ibrida che si sviluppa secondo dinamiche miste. Bisogna evolvere verso nuovi paradigmi della deterrenza”, ha spiegato Dragone la cui analisi ha delineato altrimenti il rischio di guerre senza confini. “La deterrenza non può prescindere da modelli operativi interforze”, ha aggiunto Dragone evidenziando come, per la prima volta dal dopoguerra, il dispositivo di sicurezza nazionale sia dispiegato in un arco geografico senza precedenti dal Medioriente all’Africa passando per l’intero Mediterraneo. “Alla luce di questo scenario il mantenimento della pace e la salvaguardia dei diritti sono tra i compiti delle forze armate e uno dei cardini dell’azione dell’Italia: principi etici che sono nel cuore della Costituzione”, ha spiegato Dragone parlando di valori che mai come oggi rappresentano una priorità. “Il Mediterraneo allargato è interessato da fenomeni di instabilità dovuti alla crisi ucraina. Nel Mediterraneo stiamo lavorando al rafforzamento della presenza militare nel bacino centrale e orientale funzionale al sostegno dell’attività politico-diplomatica”, ha rilevato Dragone parlando ad esempio della presenza militare in Libano o nella penisola balcanica. “Nel continente africano le principali aree di interesse continuano ad essere Sahel, Golfo di Guinea e Corno d’Africa. Nel Medioriente ricordiamo la presenza in Iraq, il contrasto al terrorismo del sedicente Stato islamico, la presenza in Qatar per i Mondiali 2022”, ha spiegato Dragone ricordando il contributo dell’Italia anche nell’est europeo. Dragone si è detto favorevole ad attività internazionali anche a livello europeo. Dragone ha però evidenziato come la legge del 2016 sia da rivedere per correggere dei vulnus, con delle opportune modifiche. “Abbiamo lavorato con l’auspicata tempestività che ci veniva richiesta” ha aggiunto Dragone. Sull’Afghanistan Dragone ha precisato che l’Alleanza ha dato dimostrazione della capacità di intervento; poi c’è stata la decisione del rientro. Per le aree limitrofe, come il Pakistan, Dragone ha evidenziato il dialogo e le opportunità che può offrire tale Paese: una nazione ponte per gli interessi italiani in quell’area asiatica. (Inform)

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