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BRUXELLES – “Oggi celebriamo una verità. Storica, umana, diplomatica. Tre dimensioni di una sola storia — quella di un uomo, di una famiglia, di due Paesi uniti da qualcosa che va ben oltre i trattati: oggi vogliamo ricordare ciò che è stato, per capire meglio ciò che siamo”. Con queste parole l’Ambasciatore d’Italia nel Regno del Belgio Federica Favi ha aperto il 18 maggio la Conferenza “Fulco Ruffo di Calabria: asso dell’Aeronautica militare italiana e Senatore del Regno d’Italia”, ospitata nella sua Residenza. Alla Conferenza – organizzata nell’80° anniversario della morte del Principe – erano presenti, oltre alla famiglia Ruffo di Calabria, l’ex Re dei belgi Alberto II, l’ex Regina Paola e due dei loro figli: la Principessa Astrid e il Principe Laurent. Nel dare il benvenuto agli illustri ospiti l’Ambasciatore ha ricordato come la Residenza sia stata “più volte in passato il luogo dove i legami tra l’Italia e il Belgio si sono celebrati”: il 24 ottobre del 1929, in occasione del fidanzamento tra il Principe Umberto di Savoia e la Principessa Maria José del Belgio; nell’ottobre del 2002 fu ospitato il pranzo di Stato in onore del Re dei Belgi Alberto II. E, ha sottolineato la diplomatica “anche oggi intendiamo celebrare un legame profondo, questa volta in onore di Sua Maestà la Regina Paola che con le sue origini italiane, come figlia di un eroe di guerra e Senatore del Regno d’Italia, rappresenta ella stessa un ponte prezioso tra le nostre nazioni. Dedichiamo pertanto a lei questo evento che intende celebrare suo padre, Fulco Ruffo di Calabria, il cui attaccamento è stato ancora ricordato, nell’ottobre scorso, dal Re dei Belgi, Sua Maestà Filippo, al nostro Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione della sua visita di Stato in Belgio. Oggi celebriamo un uomo, un eroe, un senatore, un principe, ma, appunto, anche un padre”. “È un privilegio servire come Ambasciatore in un Paese così legato al nostro” ha detto Favi ricordando che “con il Belgio abbiamo costruito, da membri fondatori, l’Europa e l’Alleanza Atlantica, pilastri di valori e pace” e che “con il Belgio condividiamo una importante fetta della società, quella che con gli Accordi Lavoro-carbone, 80 anni fa, si trasferì dall’Italia per lavorare nelle miniere e che oggi fa parte integrante e brillante di questo Paese”.
Il Belgio è anche “un Paese con cui continuiamo ogni giorno a costruire un futuro condiviso, attraverso la ricerca scientifica, la geopolitica, il commercio. Un futuro, ci auguriamo , di prosperità e pace”. Entrando nel merito dell’evento dedicato a Fulco Ruffo di Calabria l’Ambasciatore ha rimarcato che esso “nasce dal bisogno di verità. “Una verità storica: quella di un aviatore che sfidò i cieli in guerra per la propria patria. Una verità umana: quella di un padre che i figli ricordano non solo per le medaglie, ma per i valori trasmessi, per le scelte compiute, per il coraggio dimostrato anche nei momenti più bui. Una verità diplomatica: quella di un legame tra Italia e Belgio che non si fonda solo su trattati e protocolli, ma su storie vere, su famiglie reali, su cittadini onorevoli dei loro tempi”. Fulco Ruffo di Calabria fu “un uomo animato da coraggio, spirito di servizio e senso del dovere” ha affermato l’Ambasciatore evidenziando che “in un’epoca in cui il volo rappresentava ancora una frontiera nuova e rischiosa, egli incarnò il coraggio pionieristico di una generazione che guardava al cielo con audacia e determinazione”.
“Ma – ha proseguito il Capo Missione – ciò che colpisce ancora oggi non è soltanto l’eroismo militare. È la dimensione umana della sua figura. Fulco Ruffo di Calabria apparteneva a quella generazione europea che aveva conosciuto la tragedia della guerra, ma che continuava a credere nei valori dell’onore, della dignità e della responsabilità personale”. “E’ l’eredità morale che rende la memoria del nostro Eroe tanto attuale. In tempi come i nostri, segnati da tensioni internazionali crescenti, da conflitti che si trasformano con rapidità inquietante, da mistificazioni sistematiche e da quella forma subdola e moderna di belligeranza che chiamiamo guerra ibrida, la verità non è un lusso intellettuale: è una necessità”, ha detto Favi. Che ha ricordando: “Il Principe Fulco Ruffo di Calabria fu deferito all’Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo nell’immediato dopoguerra a causa della carica di senatore del Regno, assunta nel 1934. Il procedimento si concluse con un’assoluzione e fu respinta la richiesta di decadenza, grazie a una documentata avversione del Senatore nei confronti del regime di Mussolini. Fu reintegrato nella carica fino alla sua morte nel 1946. Egli fu anche padre di due figli Partigiani, uno dei quali morto durante la lotta per la libertà”. “La storia di Fulco Ruffo di Calabria – ha concluso Favi – appartiene certamente alla storia d’Italia, ma appartiene anche, in modo speciale, alla memoria affettiva e morale dell’Europa che unisce i nostri popoli. Mi auguro che anche grazie a questo evento Fulco Ruffo ottenga un posto speciale nel cuore di tutti i cittadini belgi, che sono sempre tanto attratti dal nostro Paese e attenti all’amicizia con l’Italia .E mi auguro che la storia di Fulco Ruffo di Calabria ci ricordi che esiste sempre una verità da custodire: quella delle vite vissute con onore, delle scelte compiute con coraggio, dei legami costruiti con lealtà. Questa è la bussola che la storia ci offre. Questo è il senso profondo di ciò che celebriamo oggi. Non solo un evento storico, non solo un omaggio diplomatico, non solo un momento di famiglia: un atto di verità, in tempi – i nostri – in cui la verità è contesa, perché la storia non parla del passato, parla sempre, e soltanto, del presente. (Inform)