ASSOCIAZIONI
Editoriale del presidente dell’Associazione Piemontesi nel mondo
TORINO – La nuova emigrazione giovanile, o dei cervelli, inizialmente salutata come fonte di lavoro, di futuro e speranza, può anche diventare problema di sicurezza, di preoccupazione, di morte.
E’ successo la sera del 13 novembre scorso nella centralissima Parigi, dove assieme ad altre 129 vittime, massacrate da fanatici razzisti, ha perso la vita anche una giovane studentessa-ricercatrice di Venezia, Valeria Solesin, ai cui genitori il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella esemplarmente ha inviato un messaggio in cui esprime cordoglio e solidarietà, suoi personali e dell’Italia intera.
L’Associazione Piemontesi nel mondo, che durante l’ultima Festa del Piemonte celebrata a Frossasco il 30 maggio scorso, aveva solennemente concesso un riconoscimento ad una giovane piemontese, Ilaria Martinatto, da anni impegnata nella cooperazione internazionale e attualmente in Pakistan, si associa al dolore della famiglia di Valeria e dell’intera comunità di provenienza, ed invita gli Enti istituzionali a porre maggiore attenzione, considerazione e un raccordo più concreto con la nuova emigrazione giovanile, da tutelare alla pari degli altri comparti migratori.
Il nostro non è un richiamo occasionale, di circostanza a seguito della terribile strage di Parigi, ma un forte, convinto e doveroso pensiero di solidarietà e di fratellanza a tutti quei giovani piemontesi che hanno scelto o sono stati costretti a diventare “cittadini del mondo” per la dignità di un posto di lavoro o di una migliore opportunità di vita, per la voglia di mettersi in gioco o per conoscere realtà internazionali diverse, senza immaginare di andare incontro, come purtroppo è avvenuto, ad incomprensioni e rischi per una libera e civile convivenza.
Da ora in poi occorrerà considerare anche questi aspetti, oltremodo negativi, penalizzanti e preoccupanti. (Michele Colombino* – Inform)