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Miadit 16, i Carabinieri cinofili concludono il corso K9 Combat per le unità cinofile della Polizia Nazionale gibutiana

DIFESA

 

GIBUTI – Presso l’Académie de Police “Idris Farah Abaneh”, si è svolta la cerimonia conclusiva del corso K9 “Combat” tenuto dagli istruttori cinofili dell’Arma dei Carabinieri.

Nel corso delle quattro  settimane le otto unità cinofile appartenenti ai reparti speciali della Polizia (“RAID” – Brigade Canine), si sono addestrate nei diversi ambiti operativi che connotano le unità K9 di polizia.

I moduli addestrativi, dopo un breve periodo di ricondizionamento delle unità, sono stati orientati al miglioramento delle capacità operative nella ricerca di stupefacenti ed esplosivi nonchè nelle tecniche d’attacco ai danni una potenziale minaccia da neutralizzare.

Obiettivo del corso K9 “Combat” della MIADIT 16 è stato infatti quello di formare delle unità cinofile – composte dal binomio cane/conduttore – in grado di svolgere in totale autonomia e con un elevata competenza operazioni di polizia in supporto ai reparti speciali dell’antiterrorismo ed inoltre essere impiegate nelle normali attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti.

Le unità cinofile della Polizia Nazionale gibutiana sono di recente costituzione e sono inquadrate all’interno delle Forze Speciali “RAID”. L’Arma dei Carabinieri, già da diverse edizioni della MIADIT, fornisce il proprio contributo di formazione schierando i propri istruttori cinofili appartenenti al Centro Carabinieri Cinofili di Firenze.

Il loro compito, oltre a quello di trasmettere nozioni teorico-pratiche sulla gestione dell’unità canina nelle operazioni di servizio, è anche quello di rendere autonomi i discenti sulla gestione logistica di un reparto cinofilo, tale aspetto infatti risulta essere essenziale per il benessere ed il mantenimento delle capacità operative dell’animale.

Altro aspetto importante è la costruzione di un rapporto simbiotico tra cane e conduttore. Il reparto cinofilo della Polizia gibutiana si compone di ben otto unità cinofile ripartite in cani d’attacco, per la ricerca di esplosivo e per la ricerca di stupefacenti. La gestione di un numero di cani “da lavoro” così ingente richiede non solo competenze tecniche e professionali ma anche una certa sensibilità e propensione, fondamentali per consolidare il binomio.

Con tale consapevolezza, gli istruttori dell’Arma impostano l’addestramento su meccanismi di lavoro che rendono ludica ogni attività (anche la più rischiosa) stimolando il cane e facendo accrescere in lui il desiderio di raggiungere il suo obiettivo. Lavorando nelle quattro settimane seguendo tali meccanismi le otto unità cinofile hanno rafforzato le loro competenze superando inoltre l’esame finale. (Inform)

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