QUIRINALE
Il presidente della Repubblica oggi in visita nel capoluogo abruzzese
L’AQUILA – “L’Europa vive giorni di lutto e di solidarietà. Il terrore e l’odio di un fanatismo barbaro e violento non prevarranno. Anche per questo, accanto alla necessaria reazione e alle misure di sicurezza siamo impegnati a tenere viva – e a rafforzare – la rete di relazioni umane, sociali, economiche che costituiscono le basi della nostra civiltà. L’Aquila è per noi un nodo vitale, crocevia di opportunità, di cultura, di sviluppo”. Lo scrive il presidente della Repubblica, oggi in visita a L’Aquila, rivolgendosi agli abruzzesi tramite il quotidiano “Il Centro”.
La visita è iniziata alla Casa dello Studente dove il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori in ricordo di tutti gli studenti vittime del terremoto del 6 aprile 2009 e ha incontrato i parenti delle vittime Successivamente ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico all’Università. Mattarella si è trasferito quindi ad Onna dove ha visitato l’area terremotata del vecchio abitato e ha incontrato nel piazzale della Chiesa i residenti. Nel pomeriggio si è recato al Palazzo di Giustizia per assistere alla cerimonia di inaugurazione della sede ristrutturata degli Uffici Giudiziari.
“Nessuno di noi potrà dimenticare quel tragico 6 aprile 2009 quando tante vite furono spezzate e la città ferita – scrive ancora il presidente -. In quel momento la speranza e la solidarietà hanno cominciato a combattere la battaglia difficile contro la paura, la disperazione, la rassegnazione. Oggi L’Aquila è una sfida nazionale, è un impegno per l’intero Paese. Il futuro dell’Italia parte anche da qui. Dalla ricostruzione del suo tessuto urbano, di quello civile e delle relazioni sociali, di quello economico. E’ in gioco la capacità di confermare il modello Italia. L’Aquila ha una storia antica che deve continuare. Nei suoi edifici, nelle sue piazze, ma soprattutto nei legami della sua gente. Nelle attività produttive, nell’università, nei suoi centri di eccellenza. Nelle tante bellezze artistiche, nella capacità di innovare, nelle reti di comunità. Parte da questo sentimento la ricostruzione. Dolore, difficoltà, sofferenze, disagi, hanno accompagnato il percorso dal terremoto ad oggi. Solidarietà e partecipazione lo hanno fortificato”.
“Sei anni sono un calvario doloroso – prosegue Mattarella -. Ci vorrà ancora tempo, dedizione e determinazione per restituire alla Città e ai Comuni del cratere quella normalità che oggi viene invocata come un traguardo. Le energie ci sono. E c’è anche, adesso, un quadro normativo e di risorse statali in grado di assicurare sostegno stabile all’opera ricostruttiva, sia degli edifici pubblici sia di quelli privati. Rendere nuovamente vitale il tessuto cittadino, a partire dal centro storico, è essenziale per restituire a L’Aquila la sua identità. I cantieri aperti sono un segno di speranza. E non mancano notizie positive anche nei paesi circostanti, dove l’operosità delle persone e delle famiglie ha spesso colmato lacune organizzative”.
“Nell’area dell’Aquila ci sono grandi centri di ricerca e di eccellenza. C’è una università di grande prestigio. Ci sono produzioni importanti, strategiche per il Paese. C’è una rete di commerci e di servizi, che deve tornare a pieno regime, anzi che può diventare volano di una crescita nuova, di un salto competitivo. I valori della popolazione aquilana ed abruzzese sono emersi ancora una volta. L’Aquila – ha concluso Mattarella – si appresta a vincere questa difficile prova, portando la propria identità e la propria storia in un domani migliore”. (Inform)