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Mattarella: “Le donne hanno cambiato la politica e la società. Il loro contributo alla nostra Repubblica è stato determinante”

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

 

ROMA – E’ stata celebrata al Palazzo del Quirinale la Giornata Internazionale della Donna quest’anno dedicata al tema “Donne per la Repubblica: 70 anni dal voto alle donne”.

La cerimonia è stata aperta da un filmato di RAI Cultura: “1946: le donne al voto” cui hanno fatto seguito gli interventi della ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, della ministra per le Riforme Costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, e le testimonianze di Marisa Cinciari Rodano, Maria Romana De Gasperi, Elena Marinucci, Lidia Menapace, Beatrice Rangoni Machiavelli e Samar Fatany.

Nel suo intervento, il presidente Sergio Mattarella ha ricordato che il pieno riconoscimento dei diritti politici delle donne costituisce elemento fondativo della nostra Repubblica, e che la pienezza dei diritti politici e sociali delle donne ha allargato gli orizzonti sociali, ha trasformato culture e modi di vita, ha cambiato in meglio il nostro Paese, anche se abbiamo ancora tanto da fare per abbattere gli ostacoli concreti che si frappongono alla libertà di tante, troppe donne.

Sul terreno dell’istruzione, dalla nascita della Repubblica a oggi, la novità femminile ha prodotto i cambiamenti più rilevanti. Nel 1950 meno di 60 mila giovani donne erano iscritte all’università, nel 2012 si è quasi sfiorato il milione. Diciassette volte di più in 62 anni, mentre la presenza maschile si è moltiplicata per quattro. Dobbiamo consolidare e rafforzare questo risultato, offrendo maggiori opportunità alle giovani di tutti gli strati sociali. Non possiamo certo rassegnarci a una parità uomo-donna assicurata soltanto a chi ha più possibilità economiche.

Anche nel mondo del lavoro, la presenza femminile è molto aumentata dal dopoguerra. Tuttavia, ancora registriamo uno scarto, tra l’occupazione maschile e quella femminile, di oltre venti punti percentuali. E proprio l’insufficiente lavoro delle donne è il dato che pesa maggiormente sul tasso di occupazione nazionale, costringendolo a livelli molto bassi sul piano europeo.

Mattarella ha citato le parole di Maria Federici, la fondatrice dell’Anfe, Associazione nazionale famiglie degli emigrati, alla Costituente: “Spero che sia l’ultima volta che una Costituzione debba menzionare, per rivendicarli, i diritti della donna”.

Abbiamo bisogno della forza e della cultura delle donne – ha proseguito il capo dello Stato -. Ora che hanno condotto l’intera società italiana a ripensare la propria vita, riconoscendo il valore universale della loro libertà e della loro originalità, dobbiamo affrontare nuove sfide epocali. Sono quelle che hanno davanti il nostro Paese e l’Europa. Quelle che ha di fronte l’intera umanità. Mi auguro che questa giornata sia di riflessione e di stimolo per attuare integralmente, nei fatti, il principio di parità di genere. Le donne hanno cambiato la politica e la società. Sono certo – ha concluso Mattarella – che continueranno a farlo.

In precedenza, nella Sala degli Specchi, il presidente Mattarella e la ministra Giannini avevano consegnato le pergamene del MIUR e le medaglie della Presidenza della Repubblica ai vincitori del concorso, promosso dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, “1946-2016: verso la piena cittadinanza attiva. 70 anni dal voto delle donne” e visitato nella Galleria dei Busti le opere vincitrici, illustrate da studenti rappresentanti delle scuole elementari, medie e superiori. (Inform)

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