ASSOCIAZIONI
ROMA – L’incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier a Marcinelle, in cui morirono 262 persone tra cui 136 italiani, viene ricordato oggi dal Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo con una serie di manifestazioni e di celebrazioni in tutto il mondo.
A Marcinelle il Ctim prende parte con il coordinatore della segreteria romana Carlo Ciofi alle manifestazioni di commemorazione che si svolgono alla presenza delle autorità diplomatiche e consolari italiane. Il segretario generale del Ctim, Roberto Menia, oggi invece è in Australia, a Melbourne, per celebrare la Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita su richiesta dell’allora ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia. Domani si sposterà a Sydney dove incontrerà i vertici consolari e la comunità italiana, parteciperà ad una trasmissione radiofonica della Radio italiana e il 10 sarà a Woolongong al Raduno dei Giuliani d’Australia.
Una serie di Messe sono inoltre celebrate oggi in varie località: in Perù per iniziativa del presidente del Ctim Giacomo Canepa; in Africa per quella del coordinatore Africa-Asia Franco Santellocco; a St. Louis in Texas per iniziativa del coordinatore del Nord America Vincenzo Arcobelli; in Brasile a cura del coordinatore Antonio Laspro; di Giovanni Baldantoni a Bucarest; Giovanni Lasaponara a Lima; Giuseppe Angeli a Rosario; in Calabria ad Aprigliano per iniziativa della coordinatrice regionale Fabiola Lucente.
“Dopo 58 anni la ferita per la tragedia di Marcinelle non è affatto rimarginata – osserva il segretario Menia, – dal 1946 al 1956 il numero dei lavoratori italiani deceduti nelle miniere belghe e in altri incidenti sul lavoro è stato di oltre seicento. Un fatto – rileva – che merita tutto il cordoglio possibile e che il Ctim intende ricordare con passione e partecipazione in tutti i continenti, affinché quel nobile sacrificio di lavoratori italiani sia ben presente nelle menti di chi, negli anni successivi, ha goduto dei diritti ottenuti con quelle tragiche morti”. Marcinelle – si legge nella nota diffusa dal Ctim in proposito – non ha solo segnato per sempre la storia dell’emigrazione italiana, ma ha avuto il merito di accendere un fascio di luce sulle condizioni di lavoro nelle miniere, con l’introduzione dopo la tragedia delle maschere antigas. (Inform)