SCUOLA
La risposta del sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova ad una interrogazione di Laura Garavini, Fabio Porta e Alessio Tacconi (Pd)
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto in Commissione Esteri della Camera ad una interrogazione di Laura Garavini (prima firmataria), Fabio Porta e Alessio Tacconi, deputati del Pd eletti all’estero, sulla situazione determinatasi presso le scuole italiane di Madrid e di Barcellona per la mancata assunzione di personale docente dopo le sentenze di alcuni tribunali spagnoli (v. Inform di ieri, http://comunicazioneinform.it/laura-garavini-pd-governo-impegnato-a-garantire-la-regolare-ripresa-dellanno-scolastico-per-le-scuole-italiane-di-madrid-e-barcellona/ ).
Qui di seguito il testo integrale della risposta del sottosegretario Della Vedova all’interrogazione.
Ringrazio innanzitutto l’onorevole interrogante per aver fornito al Governo la possibilità di chiarire alcuni aspetti legati al funzionamento delle scuole statali italiane di Madrid e Barcellona, alla luce delle recenti sentenze di alcuni tribunali spagnoli. È un caso che la Farnesina, nella consapevolezza dell’importanza che rivestono le istituzioni scolastiche statali italiane all’estero, sta seguendo con molta attenzione, in considerazione della numerosissima comunità italiana ivi residente e per la crescente attenzione nei confronti dell’insegnamento dell’italiano.
La Farnesina ha avviato sin da subito tutte le azioni opportune al fine di garantire l’inizio dell’anno scolastico 2015/2016 ed assicurare il regolare svolgimento dell’attività didattica, in stretto coordinamento con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e previa informativa alle Organizzazioni sindacali del comparto scuola.
In primo luogo, si è fatto ricorso all’esercizio dell’autonomia scolastica da parte dei singoli istituti coinvolti, sollecitando, da un lato, una migliore ripartizione tra le varie materie del curricolo italiano e quelle locali – anche alla luce di quanto disposto dal decreto ministeriale n. 4434/2015 sugli ordinamenti scolastici del primo ciclo di istruzione – e, dall’altro, ricorrendo ad un aumento dell’orario di servizio del personale, in linea con quanto previsto dall’articolo 107 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del 2007 per i docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado. Ovviamente, tale ultima misura è stata attuata previa informazione delle Organizzazioni sindacali e con la collaborazione dei docenti e di tutto il personale scolastico in servizio nei due istituti, che vorrei ringraziare in questa sede per la disponibilità manifestata e il rilevante contributo fornito. Tali iniziative hanno pertanto consentito di diminuire il numero di ore rimaste scoperte e non costituenti una cattedra senza tuttavia azzerarle completamente.
Parallelamente, si è pertanto deciso di prevedere l’invio di ulteriori docenti dall’Italia per coprire le ore residuali, ricorrendo allo strumento del comando ai sensi della pertinente normativa di settore (decreto del Presidente della Repubblica n. 3 del 1957 e decreto legislativo n. 297 del 1994). Al riguardo, vorrei precisare che il ricorso a tale modalità di intervento è stato verificato con i competenti organi di controllo, i quali hanno confermato la percorribilità di tale iniziativa, che non aveva precedenti. Proprio per questo l’iter si è rivelato complesso, coinvolgendo direttamente gli Uffici Scolastici Regionali e dilatando i tempi per la conclusione delle procedure necessarie per l’effettiva assunzione in servizio. Ciò nonostante, attraverso tale strumento è stato possibile disporre 4 comandi a Barcellona (educazione fisica, tecnologia, educazione musicale ed educazione artistica) e uno a Madrid (educazione fisica), che hanno consentito di coprire una serie di materie e assicurare lo svolgimento delle relative lezioni.
Per quanto concerne l’insegnamento della religione, è stato invece necessario individuare diverse metodologie operative, Pag. 61poiché non vi sono graduatorie dalle quali potere attingere e la linea di azione deve essere previamente concordata con la Conferenza Episcopale Italiana. È stato pertanto predisposto un apposito bando ai fini della selezione dei docenti, per i quali si è reso necessario acquisire l’«idoneità» da parte delle diocesi locali. Anche in tal caso, si è comunque riusciti a completare tutte le operazioni e ad inviare i docenti presso le scuole italiane di Madrid e Barcellona entro la fine dell’anno scolastico.
Per riassumere, la Farnesina ha agito con immediatezza e determinazione al fine di far fronte alla difficile situazione venutasi a creare presso gli istituti italiani in Spagna, attuando una serie di interventi a vari livelli che hanno garantito l’espletamento dell’attività didattica per tutte le materie. Al fine di risolvere in modo definitivo la questione ed evitare il ripetersi del problema anche per il prossimo anno scolastico, è attualmente in fase di valutazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca una soluzione di carattere normativo, anche nel quadro della delega contenuta nella legge n. 107 del 2015, («Buona Scuola»). (Inform)