direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Luis Molossi (Comites Curitiba- Brasile) e Mariano Gazzola (Cgie) sulla legge di stabilità

ITALIANI ALL’ESTERO

Una legge finanziaria che mantiene la tassa sulla cittadinanza mentre riduce le risorse per le strutture consolari e gli italiani all’estero

 

ROMA –  “Una settimana fa la Commissione Affari Esteri della Camera ha approvato l’ ennesimo ordine del giorno che sottolinea l’esigenza di destinare una parte degli introiti derivanti dalla riscossione della tassa di 300 euro per le richieste di cittadinanza al rafforzamento, in termini organizzativi e di incremento di personale, delle strutture consolari più esposte. (Ricordiamo che con la nuova legge approvata dalla Camera gli immigrati in Italia pagheranno 200 euro, ossia il 33% in meno della somma che paga un cittadino che chiede la stessa cosa all’estero; ciò ci discrimina e potrebbe essere addirittura anticostituzionale). La notizia dell’approvazione di questo Odg veniva data da un eletto all’estero come ‘un nuovo importante passo’ nella battaglia per il rafforzamento dei consolati e  per l’azzeramento delle lunghe attese”. Lo scrivono in una nota congiunta Luis Molossi (Comites Curitiba- Brasile) e Mariano Gazzola (Cgie)

“Negli ordinamenti tributari di qualsiasi stato di diritto, – prosegue il comunicato – la tassa è una tipologia di tributo dovuta dai privati cittadini allo Stato, che si differenzia dall’imposta in quanto applicata secondo il principio della controprestazione: si tratta di un pagamento del privato dovuto come corrispettivo per la prestazione a suo favore di un servizio pubblico offerto da un ente pubblico. La tassa dei 300 euro è riscossa dallo Stato (tramite i Consolati) ormai da più di un anno e mezzo, e nonostante ciò la controprestazione viene ancora negata: continuano ad esistere code per la presentazione dell’ istanza di riconoscimento della cittadinanza, e chi riesce a presentarla deve aspettare anni prima che la stessa gli venga riconosciuta. Ci chiediamo: è questa la tassa di un stato di diritto o un nuovo criterio di attribuzione della cittadinanza? E’cittadino solo chi può pagare e ha tempo per aspettare? Non è la prima volta che un ordine del giorno come questo viene approvato da una Commissione o addirittura dall’Assemblea di Camera o Senato, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: il diritto continua ad essere negato”.

Molossi e Gazzola concludono chiedendo ai parlamentari di “votare contro una finanziaria che contiene l’ennesimo taglio alle risorse per gli italiani all’estero”. (Inform)

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