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Lotta al Covid-19, presentato il vaccino italiano

RICERCA

 

Un vaccino sicuro e che induce una risposta immunitaria robusta e con adeguato profilo di risposta: è quanto emerge dai dati della fase 1 della sperimentazione clinica di GrAd-CoV-2, il candidato vaccino italiano di ReiThera, svoltasi all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e al Centro Ricerche Cliniche di Verona

 

ROMA  – “Un vaccino sicuro e che induce una risposta immunitaria robusta e con adeguato profilo di risposta”: è quanto emerge dai dati della fase 1 della sperimentazione clinica di GrAd-CoV-2, il candidato vaccino italiano di ReiThera, svoltasi all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e al Centro Ricerche Cliniche di Verona.

I risultati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il Centro congressi dell’Istituto Spallanzani di Roma e organizzata dalla Regione Lazio, che insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca ed al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha finanziato la fase 1 della sperimentazione. Alla conferenza stampa erano presenti i ministri della Salute Roberto Speranza e della Ricerca Gaetano Manfredi, il commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore regionale alla Salute Alessio D’Amato, e il presidente del CNR Massimo Inguscio.

“Dopo 28 giorni dalla vaccinazione oltre il 94% dei soggetti nella fascia d’età 18-55 anni vaccinati con una sola dose ha prodotto anticorpi, ed oltre il 90% ha sviluppato anticorpi con potere neutralizzante nei confronti del virus”, spiegano dallo Spallanzani. “La risposta cellulare, ovvero la produzione di linfociti T indotta dal vaccino specifica contro la proteina spike del coronavirus, è risultata estremamente robusta in tutti i soggetti valutabili nella fascia d’età 18-55 anni, e potenzialmente più elevata di quella dei pazienti con infezione naturale da SARS-CoV-2”. Inoltre, “la risposta osservata nei soggetti anziani non differisce da quella dei soggetti più giovani. Le reazioni avverse del vaccino sono state limitate per intensità e durata, e nessun volontario ha manifestato eventi collaterali di gravità tale da compromettere le attività quotidiane”. Come rilevato anche dai dati raccolti da Stefano Milleri, direttore scientifico del Centro Ricerche Cliniche di Verona, dove si è svolta parte della sperimentazione, “le reazioni all’inoculazione nei volontari sono state transitorie e di lieve e limitata intensità: arrossamenti nella zona dell’iniezione, qualche linea di febbre, un po’ di mal di testa, tutti sintomi spariti nel giro di poche ore, e modeste alterazioni dei parametri ematochimici senza segni clinici, potenzialmente associate all’attivazione del sistema immunitario”.

Infine, “sono state delineate le attività della sperimentazione nelle fasi successive 2 e 3, al termine delle quali, se non vi saranno imprevisti, avremo a disposizione un nuovo vaccino. I tempi: non è irrealistico immaginare che il percorso potrebbe concludersi con l’approvazione da parte dell’agenzia Regolatoria Europea (EMA) entro la prossima estate”.(Inform)

 

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