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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“L’Italia e i Balcani Occidentali: crescita e integrazione”, Conferenza nazionale a Trieste

EVENTI

Organizzata dal Maeci in collaborazione con il Ministero delle Finanze e ICE Agenzia

 

TRIESTE – Si è tenuta a Trieste la conferenza nazionale “L’Italia e i Balcani Occidentali: crescita e integrazione” organizzata dal Ministero degli Esteri in collaborazione con il Ministero delle Finanze e ICE Agenzia e con il supporto di Fincantieri e Intesa San Paolo. Il tema della conferenza è incentrato sul rafforzamento del partenariato dell’Italia con i Paesi dei Balcani Occidentali. Sandra Savino (Sottosegretario alle Finanze) ha parlato di un rafforzamento dei rapporti che “garantisca la stabilità e la sicurezza nella regione sviluppando le relazioni economiche e promuovendo la cooperazione culturale e lo sviluppo sostenibile”. I Balcani Occidentali, secondo Savino, giocano un ruolo ancor più importante alla luce degli scenari innescati prima dalla pandemia e poi dal conflitto in Ucraina, aprendo anche nuove opportunità per le imprese italiane. “L’Italia è ad oggi uno dei principali partner commerciali nella regione con una presenza di imprese sempre crescente e vuole creare nuove opportunità di lavoro”, ha spiegato Savino auspicando un’implementazione della collaborazione economica soprattutto per aiutare le piccole e medie imprese sia italiane che balcaniche. “Sono obiettivi che possono essere raggiunti attraverso il dialogo politico. L’Italia ha un forte legame economico con Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia”, ha precisato Savino. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di “una conferenza fondamentale che deve segnare un punto di svolta nella politica estera italiana nell’area dei Balcani”. Tajani ha auspicato quindi una presenza articolata in una regione cara all’Italia. “Vedere coinvolti più ministeri non è solo una presenza formale: vogliamo lavorare insieme e il messaggio rassicurante che vogliamo dare è quella di una visione comune di ciò che l’Italia vuol fare. La politica estera la fanno anche le nostre imprese, i nostri deputati e i tanti nostri militari impegnati in questa regione”, ha spiegato Tajani. “C’è grande voglia di Italia e ce n’è anche nei Balcani perché sappiamo come muoverci e abbiamo un tessuto imprenditoriale straordinario con un saper fare difficile da eguagliare: non dobbiamo sottovalutarci”, ha aggiunto il Ministro degli Esteri evidenziando come ci siamo grandi opportunità nei Balcani auspicando che i Paesi candidati possano entrare nell’UE. “Dobbiamo avere una strategia per questa regione lavorando anzitutto per la stabilità e per risolvere la questione delle migrazioni irregolari”, ha spiegato Tajani parlando di obiettivi raggiungibili “soltanto attraverso una presenza politica, che non possiamo lasciare ad altri, dal punto di vista dell’interesse nazionale ed europeo”. Il Ministro ha evidenziato l’importanza della diplomazia parlamentare per sostenere l’azione del Governo: la tappa successiva a questa conferenza sarà una riunione a Roma con tutti i Ministri degli Esteri dell’area dei Balcani. Tajani ha invitato ad avere una mentalità positiva e costruttiva: “con queste idee vogliamo cominciare a cambiare la nostra politica estera in questa parte di Mediterraneo”. Andando oltre Tajani ha anche precisato come si stia già studiano la ricostruzione dell’Ucraina in prospettiva di un suo ingresso nel mercato europeo. “Anche lì vogliamo essere presenti dopo esserci impegnati per difendere la libertà dell’Ucraina”, ha sottolineato il Ministro non dimenticando neanche l’importanza della diplomazia che può venire dal basso ossia dai comuni, oltre a quella parlamentare. In un videomessaggio il Premier Giorgia Meloni ha ricordato come la regione dei Balcani Occidentali sia strategica non solo per l’Italia ma per l’Europa intera. “Sappiamo bene che tutto quello che accade al di là dell’Adriatico ha un riflesso per tutti noi. Trieste e il Friuli Venezia Giulia sono intimamente legati e connessi al mondo balcanico da profonde relazioni economiche e culturali. Trieste è un ponte naturale e straordinario tra l’identità italiana e quella dei popoli slavi e germanici a noi più vicini. Le attuali dinamiche geopolitiche rendono questa conferenza quanto mai necessaria”, ha spiegato Meloni ricordando come si sia arrivati all’undicesimo mese di conflitto in Ucraina. “Questo ci pone davanti a scelte inevitabilmente strategiche: l’Europa ha una grande responsabilità verso i Balcani e deve impegnarsi per riaffermare il senso di appartenenza di questa regione al nostro mondo e ai nostri valori”, ha precisato Meloni sottolineando come non ci si possa fermare alle sole misure economiche e serva mettere l’allargamento ai Balcani Occidentali tra le priorità europee. Oliver Varhelyi (Commissario europeo per il Vicinato e l’Allargamento) ha parlato di Trieste definendola “non solo una porta verso i Balcani ma una porta verso l’Europa centrale”, necessitando quindi gli stessi Balcani di “un’integrazione europea quanto più rapida possibile”. Varhelyi ha ribadito come sia necessario rendere più sicuri i Balcani Occidentali per l’intera Europa oltre che per la stessa regione in causa. Luca Ciriani (Ministro per i Rapporti con il Parlamento) ha ricordato la storia drammatica di Trieste e dintorni nel corso della prima parte del secolo scorso e poi nell’immediato secondo dopoguerra. Venendo a questioni temporalmente a noi più prossime, Ciriani ha sottolineato come proprio il dialogo interparlamentare abbia costruito le condizioni per le relazioni tra partner europei e come l’Italia abbia sempre visto nella diplomazia parlamentare uno strumento di cooperazione. “Nell’ottica dei Balcani Occidentali vorrei ricordare la nascita dell’iniziativa Adriatico-Ionica prima ancora dell’iniziativa Centro-Europea: quest’ultima nacque all’indomani del crollo del Muro di Berlino mettendo insieme diciassette Paesi dell’area meridionale e centrale d’Europa, si riuscì a capire che l’Europa aveva un futuro tramite l’unità e superamento delle barriere”, ha rievocato Ciriani. Massimiliano Fedriga (Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) ha ricordato come il territorio da lui rappresentato abbia la vocazione al dialogo con i territori limitrofi come i Balcani. “Le politiche di cooperazione regionale che favoriamo e finanziamo vengono in gran parte svolte in quell’area geografica proprio per la vicinanza culturale e storica che abbiamo”, ha spiegato Fedriga parlando inoltre di strumenti che favoriscono altresì l’internazionalizzazione delle imprese.  “Ma non dobbiamo ragionare solo sulle opportunità economiche che ci sono tra Europa e Balcani, tra Italia e Balcani; mi auguro si possano favorire, esattamente come fanno gli statunitensi, politiche di investimento internazionale che possano garantire la stabilità in prospettiva del nostro sistema produttivo. Dobbiamo lavorare, Europa e Stati Uniti insieme, per una politica che scelga gli investimenti delle filiere produttive strategiche per le democrazie occidentali”, ha sottolineato Fedriga. Stefania Craxi (Presidente Commissione Esteri e Difesa del Senato) ha ribadito come l’area dei Balcani Occidentali rappresenti per l’Italia un’assoluta priorità nell’agenda internazionale. “I Balcani meritano di essere al centro della nostra analisi e del nostro agire perché essi avranno un ruolo fondamentale nello scacchiere internazionale. I Balcani sono terra di frontiera e crocevia fra continenti e culture diverse, ma sono anche un polo di instabilità”, ha spiegato Craxi parlando di questioni geopolitiche che vanno declinate ad ampio spettro. “Serve un approccio complessivo all’area anche per dare un messaggio forte all’esterno”, ha spiegato Craxi ricordando come l’allora Ministro degli Esteri Gianni De Michelis promosse nel novembre del 1989 la cosiddetta “Quadrilaterale” ossia “una base di lancio per la successiva iniziativa Centro-Europea”. Craxi ha evidenziato come da allora, passando per le tragiche vicende degli anni ’90, i Balcani siano stati al centro di diverse strategie comunitarie. Roberto Dipiazza (Sindaco di Trieste) ha ricordato come Trieste sia da sempre crocevia di popoli e di culture ma anche di religioni avendo in se stessa maturato così un concetto di Europa ben prima della nascita dell’UE. Dipiazza ha espresso soddisfazione per la definitiva entrata nell’UE da parte della Croazia: un passaggio storico nell’ottica di una graduale integrazione dei Paesi dei Balcani Occidentali, sottolineando come siano stati già avviati negoziati di adesione con Montenegro, Serbia, Albania e Macedonia del Nord mentre Kosovo e Bosnia restano potenziali candidati. (Inform)

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