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“Like we could almost live forever”:  All’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado la mostra fotografica “di Carlotta Guerra

ITALIANE ALL’ESTERO

 

BELGRADO -All’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado la mostra fotografica “Like we could almost live forever” di Carlotta Guerra, ispirata dall’omonimo libro edito da Verlag Kettler e curata da David Pujadó. La mostra, appena apertasi, sarà visitabile fino al 15 ottobre con ingresso gratuito.  “Like we could almost live forever racconta dieci anni della mia vita attraverso la fotografia e la scrittura – spiega Carlotta Guerra – Il lavoro unisce più di 100 fotografie scattate nell’arco di sei anni e frammenti e annotazioni scritte a mano presi da dieci anni di diari. È un lavoro che parla di memoria, senso di appartenenza e identità, dei sentimenti e delle riflessioni che arrivano con il passare del tempo e i cambiamenti. “Like we could almost live forever” cerca i fili che collegano passato e presente e quei modi silenziosi in cui le esperienze cambiano il modo in cui vediamo noi stessi e quello che ci circonda. Il progetto riflette anche la mia vita tra due continenti, dall’Emilia-Romagna alla California del Sud, e in qualche modo si interroga su alcune convenzioni e sui modi in cui definiamo noi stessi e il nostro posto nel mondo. Al centro del lavoro ci sono l’amore, la paura e il desiderio fisso e costante di fermare e trattenere qualche cosa dal flusso, pezzi di vita, momenti quotidiani o no, misteriosi, alle volte persino buffi, segni inconfutabili della nostra presenza e allo stesso tempo di qualche cosa di più grande di noi. “Like we could almost live forever” è anche la mia prima monografia di fotografie e scritti pubblicata a maggio del 2025 da Verlag Kettler (Germania) con il design e la progettazione creativa di Hannah Feldmeier e con la collaborazione di Alexa Becker”.

Nata in Italia, Carlotta Guerra vive e lavora a Los Angeles, California. Dopo la laurea in arte contemporanea e cinema all’Università di Bologna, lavora come assistente curatore e curatrice di eventi per musei d’arte contemporanea e spazi culturali in Italia e all’estero. Nel 2013 si trasferisce ad Amsterdam, dove si dedica a tempo pieno alla fotografia. Il suo lavoro si concentra sull’ambiente familiare, la memoria, l’eredità emotiva e su come, in questa relazione, l’identità si trasforma nel corso della vita e dei cambiamenti. È attratta dalle storie invisibili custodite negli spazi domestici e dal filo che, a volte, connette il passato al presente. Nel 2019, insieme alla poetessa Elsbeth Pancrazi, autopubblica Take What You Need, un libro nato da un anno di corrispondenza settimanale di poesia e fotografia. Il suo lavoro è stato presentato in mostre e festival tra cui The Magic of Light (ArtSpace114, Los Angeles, 2026), 99CENT (The Hole, Los Angeles, 2026), Mining In The Age Of (AMPHI Gallery, Los Angeles, 2025), il progetto itinerante Note di sguardi (Cervia / Bologna / Berlino, 2022), Helsinki Photo Festival (2021), Rotterdam Photo Festival (2020) e SIFESTOFF (Savignano, Italia, 2019). La sua prima monografia di fotografie e scritti, Like we could almost live forever, è stata pubblicata da Verlag Kettler nel maggio 2025, con il design di Hannah Feldmeier e la collaborazione di Alexa Becker.(Inform)

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