ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – “L’eredità italiana a Filadelfia. Storia, cultura, persone e idee”: è stato presentato nei giorni scorsi a Roma il volume curato da Andrea Canepari e Judith Goode ed edito da Treccani. L’arte e la cultura italiana hanno avuto un’influenza significativa su Filadelfia fin dai tempi di Thomas Jefferson e dell’epoca coloniale. Nel corso dei decenni successivi, fiorirono gli stili artistici e architettonici italiani e i ricchi cittadini di Filadelfia viaggiarono in Italia e riportarono indietro oggetti da esporre nelle istituzioni emergenti di arte e cultura. Grazie all’immigrazione si formarono nuovi quartieri come South Philly, sede dell’Italian Market, e molti italiani divennero parte integrante del tessuto sociale della città. L’eredità italiana a Filadelfia celebra la storia di questa vivace comunità, tracciando quattro periodi di trasformazione delle strutture politiche, economiche e sociali di Filadelfia. Il volume esplora inoltre le mutevoli prospettive e gli stili di coloro che hanno contribuito all’affermarsi dell’influenza italiana. Nel suo intervento Franco Gallo (Presidente Treccani) ha spiegato che il volume porta alla luce storie di interazione e scambio culturale tra l’Italia e la città di Filadelfia. Gallo ha evidenziato l’importanza di Filadelfia come “cuore della cultura politica e civile statunitense, culla della Dichiarazione di Indipendenza e della Costituzione”; allo stesso tempo è stato ricordato che tra gli obiettivi della Treccani c’è quello di migliorare la comprensione della presenza italiana in altre culture e Paesi. John Dunlap (Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta) ha dal canto suo sottolineato come la comunità italiana negli USA abbia rappresentato un ponte culturale tra i due lati dell’Oceano. Il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha inviato un saluto nel quale ha sottolineato l’importanza della diplomazia della cultura sulla quale può contare l’Italia a livello globale: Centinaio ha ricordato come sia stato appena inserito nel Patrimonio Unesco il canto lirico italiano, che è uno dei tratti distintivi della cultura italiana. “Coltivare le radici italiane e far conoscere il nostro patrimonio culturale consente di creare veri e propri ambasciatori dell’italianità”, ha commentato Centinaio precisando come sia necessario investire in ricerca e formazione, settori nei quali l’esperienza dei connazionali presenti nel mondo può essere importante. Maria Tripodi (Sottosegretario agli Esteri) ha inviato un messaggio di saluto nel quale sottolinea come il volume in questione sia capace di guidare il lettore in un meraviglioso viaggio alla scoperta della notevole influenza italiana nella città di Filadelfia e più in generale ovunque si sia insediata nel mondo la nostra comunità con forte spirito di intraprendenza e adattabilità, portando con sé la propria cultura e contribuendo allo sviluppo di quei territori. Gli influssi italiani, nel contesto specifico di Filadelfia, sono stati notevoli tanto nelle arti come in ambito economico. “Dobbiamo valorizzare il ruolo della diaspora italiana, fondamentale non solo per i Paesi che hanno beneficiato del talento dei nostri concittadini ma per l’Italia stessa”, ha rilevato Tripodi precisando che la diplomazia culturale rappresenta una priorità nella politica estera italiana. Samuel Alito (Giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti) ha ribadito a sua volta l’importanza avuta dalla comunità italo-americana sugli sviluppi di Filadelfia in campo giuridico, governativo, musicale, architettonico ed anche culinario. Alito ha dunque spiegato come questo volume sia riuscito a sintetizzare tutti questi aspetti dell’influenza italiana in una grande città come Filadelfia. “Sono un fiero italo-americano e Filadelfia ha fatto parte della mia vita per molte ragioni”, ha evidenziato Alito riferendosi al fatto che buona parte del suo lavoro sia centrato su quella Costituzione americana che proprio a Filadelfia ha visto momenti decisivi per la sua formazione. “Thomas Jefferson, autore della Dichiarazione di Indipendenza, leggeva e parlava italiano. James Maddison, che elaborò la prima bozza della Costituzione, si preparò alla Convenzione del 1787 immergendosi nella storia delle repubbliche del passato, tra cui naturalmente l’antica repubblica romana e le Città-Stato dell’Italia rinascimentale”, ha aggiunto Alito. Il Cardinale Silvano Maria Tomasi ha ricordato di aver vissuto buona parte della sua vita negli USA lavorando proprio a contatto con il mondo italo-americano contribuendo alla ricerca e alla valorizzazione di questa identità storica e culturale. Tomasi ha evidenziato come il contesto di Filadelfia possa essere ritrovato anche in altre città, come New York o Boston, o addirittura in altre parti del mondo dove gli italiani sono stati uno strumento fondamentale per lo sviluppo di quei Paesi: ad esempio Canada, Argentina o Brasile. Gilda Rorro (Presidentessa Emerita della New Jersey Italian Heritage Commission) ha parlato di un volume che racchiude in sé i migliori contributi offerti alla città di Filadelfia dal patrimonio italiano. Rorro ha menzionato un episodio della sua vita quando, in udienza da Papa Pio XII a Castel Gandolfo, il Pontefice le chiese di promettergli due cose: che avrebbe imparato a parlare italiano e che non avrebbe mai dimenticato le proprie origini italiane. “Lavoriamo insieme con questo libro per garantire che la nostra gloriosa lingua e la nostra eredità rimangano vive anche per le future generazioni”, ha sottolineato Rorro. Paolo Valentino (corrispondente diplomatico del Corriere della Sera) ha ricordato un elemento iconico di Filadelfia: la famosa statua di Rocky Balboa che non celebra soltanto un cult del cinema ma l’idea stessa del sogno americano incarnato da quel pugile di origini italiane. Il giornalista ha voluto quindi ribadire come forse meglio di nessun altro proprio gli italo-americani abbiano saputo interpretare nel corso della storia questa idea del sogno americano e ha poi chiesto al diplomatico Canepari, autore del volume, come sia nata l’idea di mettere insieme le varie sfaccettature della cultura italiana ed è stata menzionata l’iniziativa conosciuta come ‘Ciao Filadelfia’. Canepari ha definito come palpabile questa presenza di italianità nella città vedendo questo amore per l’Italia anche da parte di coloro che stimano il nostro Paese pur non avendo legami di tipo familiare con esso, ma solo un senso di amicizia o di simpatia. Per quanto riguarda la comunità italiana, Canepari ha parlato dell’importanza di mettere maggiormente in contatto la cosiddetta vecchia emigrazione, con i suoi valori e le sue tradizioni, con la nuova emigrazione. Canepari anche ha sottolineato come, lavorando su questo aspetto, si sia riusciti a creare attorno a eventi come ‘Ciao Filadelfia’ una coralità di presenza italiana. Il diplomatico ha inoltre evidenziato come questa voglia di italianità o aspirazione ad avvicinarsi all’Italia sia stato un motore in grado di spingere anche il settore aziendale, con grandi marchi americani che si sono avvicinati alle iniziative promosse dalla comunità italiana vedendovi un ritorno importante di immagine per gli stessi Stati Uniti. Giuliano Amato (Presidente Emerito della Corte Costituzionale) ha chiuso l’evento di presentazione del libro ricordando i sacrifici degli emigrati italiani negli Stati Uniti che hanno dovuto superare non pochi pregiudizi. Amato ha ricordato però come allo stesso tempo gli italiani siano stati capaci di imporsi con il proprio talento e di essere tuttora molto apprezzati nei diversi campi: dalle arti in generale allo sport, passando per la cucina, il design e il mondo accademico. “Il ruolo che l’Italia può giocare, anche nel rapporto con gli Stati Uniti, si è consolidato: se oggi in Europa c’è un Paese che ha una ‘special relationship’ con gli Stati Uniti questo è l’Italia”, ha precisato Amato. (Inform)