direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le riflessioni sulle politiche per gli italiani nel mondo e sulla rappresentanza di Carmelo Vaccaro (Saig), la risposta del segretario generale del Cgie

ITALIANI ALL’ESTERO

Schiavone: Essere italiani all’estero è un valore aggiunto che bisogna proteggere e tutelare. Avere dei rappresentanti nelle istituzioni, a tutti i livelli da quelli territoriali a quelli internazionali in teoria è un vantaggio che se speso in maniera adeguata può produrre risultati efficaci e duraturi

 

GINEVRA – Carmelo Vaccaro,  coordinatore della SAIG, Società delle Associazioni Italiane di Ginevra e direttore de “La notizia di Ginevra”, si rivolge al segretario generale del Cgie Michele Schiavone per esprimere sconcerto circa il Convegno tenutosi a Roma lo scorso 29 settembre, sul tema  “Il Pd per gli italiani nel mondo. Una legislatura feconda”. Un titolo che, secondo Vaccaro, prospetta una situazione diversa dalla realtà . “In questa legislatura – scrive Vaccaro – i fondi per il funzionamento degli organismi elettivi, Cgie e del Comites , risultano essere stati drammaticamente ridotti, tanto da non consentire il buon funzionamento degli stessi a favore della comunità italiana. Inoltre, pur non avendo assistito a nuovi tagli, anche i fondi per la lingua e la cultura italiana all’estero, già ridotti al minimo nelle passate legislature,  non sono stati aumentati come auspicabile al fine di migliorare la nostra lingua all’estero così come in altre nazioni fanno. Ricordo che proprio in questa legislatura,  sono stati accorpati decine di Consolati nel mondo, alcuni anche in Europa ed in Svizzera, Germania, Inghilterra, Francia ecc. Senza contare la dovuta vendita di immobili statali all’estero”.

“Inoltre, dal 2010 a questa parte – prosegue Vaccaro dopo aver criticato le ottimistiche previsioni avanzate sulle tematiche degli italiani all’estero dalla deputata Laura Garavini – si è abbattuta sugli italiani all’estero un’altra ‘tegola’ che di fatto, nonostante il divieto di doppia imposizione, obbliga i connazionali a pagare imposte maggiorate a seguito di autodichiarazione dei beni posseduti in patria. In particolare in Svizzera, si pagano imposte maggiorate sulla fortuna e sui redditi in base a conteggi (tipo il valore locativo sugli immobili)  che aumentano le tasse sui beni nel paese di residenza.  Di questo non si vuole tener conto quando si operano gli ulteriori tagli alle risorse per gli italiani all’estero, né si vuole comprendere che, pur rappresentando un’innegabile risorsa per l’Italia, si continua ad ignorare il peso di quanto sono costretti a sostenere”. Alla luce di queste valutazioni Vaccaro si domanda dunque quali sia la reale incidenza dei parlamentari eletti all’estero rispetto agli interessi e alla tutela degli italiani nel mondo.

Ai quesiti posti da Vaccaro risponde il segretario generale del Cgie.

“Le sue suggestioni – scrive Schiavone – riprendono gli umori generali della nostra opinione pubblica sulle politiche del governo italiano a favore degli italiani all’estero. Capire lo stato delle nostre comunità all’estero non è facile, anche se gran parte degli interventi sono promossi dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale su indicazione del governo e, quindi, riconducibili a persone e incarichi precisi. L’Italia ha una propria storia d’emigrazione, nella quale si sono manifestate luci ed ombre e che oggi si rinnovano in forme moderne, prodotte dallo stesso filo conduttore: il bisogno, il disagio sociale, l’avventura, la voglia di conoscere e gli interessi particolari. La nostra storia migratoria è una storia triste e bella allo stesso tempo,: triste per le umiliazioni subite e che il secolo scorso ci ha lasciato in eredità perché in alcuni paesi, i nostri connazionali non erano sempre ben visti; belli perché gli italiani all’estero sono riusciti a riscattarsi facendo leva sulle più belle e straordinarie storie realizzate nei cinque continenti. Perciò essere italiani all’estero è un valore aggiunto che bisogna proteggere, tutelare e promuovere.

Avere dei rappresentanti nelle istituzioni, a tutti i livelli da quelli territoriali a quelli internazionali, – continua Schiavone – in teoria è un vantaggio, che se speso in maniera adeguata può produrre risultati efficaci e duraturi. Perciò la sua domanda sullo stato delle nostre comunità e l’incisività dei nostri rappresentanti a valorizzare i cinque milioni italiani e i sessanta milioni di discendenti è pertinente e merita un’adeguata riflessione. Vista dall’osservatorio del Cgie  si richiede  un impegno costante e puntuale affinché gli interventi  possano soddisfare le esigenze per la promozione e la diffusione della lingua e della cultura italiana, attraverso i soggetti preposti a tali scopi sia a livello locale, sia a livello paese nel quale la presenza e le progettualità necessariamente devono essere coordinate. Il discorso – prosegue il segretario generale – va esteso al settore economico e commerciale, alla tutela e alla promozione sociale, ai servizi verso le comunità e di riflesso al potenziamento delle risorse che devono creare i presupposti per un ritorno di investimenti materiali ed immateriali verso l’Italia. In sostanza a tutti noi si richiede più concretezza perché oltre ai desideri ed alla facilità della comunicazione, esistono le valutazioni e per qualsiasi impegno occorre verificare i risultati.

Lo si deve ai cittadini che chiedono trasparenza e verità perché nell’era della globalizzazione rimanere ancora con i piedi per terra sui territori dove si vive, si lavora e si costruisce il proprio futuro sociale, culturale ed economico. Rispondendo alla sua sollecitazione posso dirle, – conclude Schiavone – che il sistema per funzionare, progredire e coinvolgere i cittadini ha bisogno di soggetti affidabili ed ai cittadini è affidata la valutazione sul loro operato”.

“La ringrazio – risponde Carmelo Vaccaro – per la sollecita risposta che però trovo meravigliosa nella  forma ma, ahimè, scarsamente concreta nelle auspicabili soluzioni. Nella realtà delle cose le problematiche che tutti ben conosciamo rimangono tali e quali”. Vaccaro conclude la sua riflessione augurando che “una politica per gli italiani all’estero possa giungere, molto  presto, ad una sostanziale soluzione senza dare la percezione a noi, ‘expat’ di venire trattati come italiani di serie B”. (Inform)

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