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Laura Garavini (Italia Viva, ripartizione Europa) interviene nell’Aula di Palazzo Madama sul provvedimento per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Il provvedimento è stato approvato. La senatrice sottolinea come la coltivazioni biologiche siano “un volano per il made in Italy”

 

ROMA – Il Senato ha approvato il provvedimento recante disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, già approvato dalla Camera dei deputati.

Tra le dichiarazioni di voto favorevoli, anche quella di Laura Garavini (Italia Viva, ripartizione Europa) che ha ricordato la maggiore sensibilità sviluppata dagli italiani per la qualità degli alimenti e dell’ambiente e come l’approvazione di questa legge sull’agricoltura biologica voglia dire “rispondere alle esigenze sia dei consumatori, sia dei produttori”. Obiettivo del provvedimento è infatti “difendere produttori e consumatori e garantire la trasparenza degli acquisti, con misure concrete – segnala Garavini, sottolineando in particolare “l’introduzione di un marchio ad hoc, che identifica come articoli al 100 per cento made in Italy soltanto i prodotti biologici ottenuti con materia prima nazionale”. “Inoltre, si potenziano i controlli e si favorisce l’uso di piattaforme digitali, per garantire una piena tracciabilità dei prodotti – prosegue la senatrice di Italia Viva, ricordando come non vi sia contrapposizione tra agricoltura tradizionale e biologica. “Le coltivazioni biologiche si stanno rivelando un vero volano per il nostro made in Italy, al punto da rendere l’Italia il secondo Paese al mondo per volume di export di prodotti biologici, dopo gli Stati Uniti. È un dato incredibile – evidenzia Garavini, – se si confrontano le dimensioni dell’Italia con quelle degli USA”. La senatrice ricorda anche come questa tipologia di coltivazioni abbia il merito di favorire in particolare le Regioni del Sud, che presentano caratteristiche climatiche ottimali, e un minore uso di fitofarmaci.

“Lo scorso anno gli acquisti di prodotti bio made in Italy, ad esempio, hanno sfiorato il record di 7,5 miliardi di euro di valore, con 2 milioni di ettari di terreno coltivati. Sono dimensioni che parlano da sole e che contribuiscono in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla strategia Farm to fork nel Green New Deal dell’Unione europea, che punta ad avere almeno un quarto della produzione agricola dedicata al bio anche nel nostro Paese – segnala Garavini, ricordando come il provvedimento sottoposto a votazione abbia il merito di “colmare quel vuoto normativo che fino ad oggi non ha consentito al settore di esprimersi in tutte le sue potenzialità”, “un settore strategico, che rappresenta una quota rilevante del nostro made in Italy, sia in termini di mercato interno, sia a livello internazionale in termini di export” e che “va sostenuto soprattutto in un momento difficile come quello attuale”.

Per la senatrice, dunque, il comparto agricolo è “un pilastro dell’economia del Paese” e va sostenuto con politiche di filiera che lo rafforzino e coniugandolo sempre di più con la scienza, per affrontare la sfida della transizione ecologica, per la modernizzazione dei processi produttivi, e per unire “sostenibilità economica, ambientale e sociale in un circuito virtuoso che punti a preservare il nostro modello produttivo agroalimentare, che è riuscito a fare della biodiversità e del rapporto con il territorio un vantaggio competitivo nel mondo”.

“Questo disegno di legge – sottolinea anche Garavini – va nella direzione di rafforzare un settore produttivo che fa del bene a tutto il nostro indotto agricolo e riconosce il lavoro, l’impegno, la dignità e anche la resilienza di un comparto, quello biologico, importante per lo sviluppo sostenibile del Paese. Siamo orgogliosi di tutti i nostri produttori agricoli, persone che fanno un lavoro anche fisicamente molto duro, esposto più di altri a variabili climatiche ed economiche”. “Voglio ringraziarli – conclude la senatrice – anche per aver saputo garantire con grande fatica e con grande sacrificio l’approvvigionamento delle nostre tavole nei momenti più duri del primo lockdown e della pandemia” e “per i tanti prodotti di grande eccellenza che così frequentemente ci rendono famosi in tutto il mondo”. (Inform)

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