direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’Aula di Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il disegno di legge per la revisione dei servizi per cittadini e imprese all’estero, l’intervento del relatore Menia

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – L’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge (1683) per la revisione dei servizi per cittadini e imprese all’estero: si tratta di una disposizione già passata alla Camera e collegata alla manovra di finanza pubblica. È stato poi assorbito il testo (1478) di La Marca ed altri riguardante la delega al governo in materia di disciplina della rete consolare onoraria. Il relatore Roberto Menia (FdI) ha spiegato come il provvedimento sulla revisione dei servizi per cittadini e imprese all’estero giunga in Senato dopo essere stato approvato dalla Camera e dopo essere stato esaminato dalla III Commissione. Per Menia si tratta di un provvedimento abbastanza semplice che però risponde alle esigenze delle comunità italiane all’estero e quindi serve a favorire una serie di servizi. Il testo, più in dettaglio, si articola in una prima parte di disposizioni in materia di cittadinanza, di anagrafe e di legalizzazione di firme. Il relatore ha ricordato che alcuni mesi fa era stato convertito in legge un importante decreto-legge, che è stato anche migliorato, dopo l’esame del Parlamento e in particolare del Senato, per quanto riguarda il tema del regime della cittadinanza. Un secondo blocco di norme, agli articoli 4 e 5, reca disposizioni in materia di passaporti e di validità della carta di identità ai fini dell’espatrio. Infine, l’ultima parte è dedicata alle norme organizzative e finanziarie finali. L’articolo 1, che è stato parzialmente modificato dall’esame alla Camera, contiene disposizioni volte all’istituzione di un nuovo ufficio dirigenziale generale presso il Ministero degli Esteri, che è dedicato alla gestione centralizzata dei procedimenti di ricostruzione della cittadinanza iure sanguinis, tale mansione fino ad oggi era affidata agli uffici consolari. Quindi queste nuove disposizioni riducono le competenze degli uffici consolari in materia di riconoscimento della cittadinanza, stabilendo come essi abbiano la sola competenza di accertare il mantenimento della cittadinanza italiana, rilasciando il relativo certificato. Le nuove disposizioni prevedono altresì che, ferme restando le competenze dell’autorità giudiziaria dei sindaci in merito al riconoscimento della cittadinanza italiana, le domande di cittadinanza avanzate dai richiedenti maggiorenni residenti all’estero siano ora presentate direttamente presso l’ufficio di livello dirigenziale generale istituito all’interno del Ministero degli Esteri. L’articolo 2 introduce invece una modifica di carattere procedurale alla disciplina in materia di legalizzazione delle firme degli atti esteri da far valere in Italia. L’articolo 3 prevede una serie di modifiche alla legge n. 470 del 1988, istitutiva dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) e al relativo regolamento di attuazione. Dal relatore è stato anche segnalato come il Capo II, parzialmente modificato dalla Camera, detti  disposizioni per l’adeguamento della normativa in materia di passaporti e di validità della carta d’identità per l’espatrio. In particolare, l’articolo 4 introduce modifiche di carattere procedurale al fine di aggiornare la disciplina, tenendo conto delle evoluzioni normative nel frattempo intercorse. All’articolo 5, si parla del documento ai fini dell’espatrio ed è una norma che già in realtà era disposta a livello regolamentare, per cui la carta d’identità è titolo valido per l’espatrio se non sussiste una condizione che legittimi il diniego e il ritiro del passaporto. Il III e ultimo Capo, agli articoli 6 e 7, contiene disposizioni organizzative, finali e finanziarie. Secondo Menia infine il testo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l’ordinamento dell’Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Dopo il dibattito l’Aula di Palazzo Madama ha approvato il provvedimento. (Inform)

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