GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE
L’organizzazione lancia un allarme per la fuga degli operatori sanitari, in aumento anche dal nostro Paese, che cristallizza le disuguaglianze di cure disponibili e sistemi sanitari
ROMA – In occasione della celebrazione della Giornata mondiale della Salute Amref Health Africa, organizzazione sanitaria no profit del continente africano, ha lanciato un allarme per la fuga di operatori sanitari dall’Africa, continente con gli indicatori di salute più bassi al mondo, verso Paesi come la Germania e Regno Unito. Una fuga dovuta a disinvestimenti e che tocca anche il nostro Paese – evidenzia la nota di Amref diffusa in proposito, che quantifica in oltre 2000 i medici che hanno manifestato l’intenzione di lasciare l’Italia, desiderio amplificato dall’inizio della crisi economica. “Il brain drain di personale sanitario rischia di aumentare le diseguaglianze in salute, perché drena operatori dai sistemi sanitari più fragili e sotto finanziati verso quelli che offrono migliori opportunità – si legge nella nota.
L’appello a rafforzare i sistemi sanitari, passando attraverso la figura chiave degli operatori verrà ribadito da Amref in coalizione con il network europeo Health Workers for All il 5 maggio al Parlamento europeo.
“Importanti passi in avanti sono stati compiuti negli ultimi anni per la salute del mondo, ma molto c’è ancora da fare. Ciò che oggi si presenta agli occhi di tutti è un pianeta fortemente disuguale in salute, dove l’Africa continua ad essere il continente con gli indicatori più drammatici – segala la nota, rilevando come in esso l’Amref operi da quasi 60 anni, occupandosi di garantire salute, attraverso il rafforzamento dei sistemi sanitari e l’aiuto alle comunità più remote dell’Africa.
“Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2000 e il 2012, la sopravvivenza dei bambini è migliorata in modo significativo. Il tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni è passato da 75 a 48 ogni 1000 nati vivi. É solo uno dei tanti indicatori positivi segnalati a livello mondiale. É altrettanto vero e drammatico però che nel 2012 erano ancora circa 6,6 milioni i bambini a morire prima dei 5 anni, come riporta lo stesso documento. Al di là delle cifre assolute, in fenomeni di disuguaglianza emergono prepotentemente se si guarda al personale e alle infrastrutture sanitarie. Nel mondo – prosegue la nota – la media degli infermieri e delle ostetriche è di oltre 28 su 10mila persone, in Africa risultano 12, in Europa 80. I dati Oms, che rappresentano il periodo 2006-2013, mostrano, per il continente africano, numeri sotto la media anche per gli ospedali e i letti a disposizione”.
Per quanto riguarda il nostro Paese viene rilevato il pesante disinvestimento sul personale sanitario dovuto alla crisi economica e a scelte di austerità, di 1 miliardo di euro in meno dal 2010 al 2012, secondo i dati emersi nell’indagine conoscitiva della Commissione Igiene e sanità del Senato.
Amref Health Africa ritiene che sia necessaria una politica coordinata a livello Europeo su questi temi, per questo porterà al Parlamento europeo le 5 priorità d’azione per una gestione più sostenibile del personale sanitario a livello europeo e internazionale, contenute nell’appello “Personale sanitario per tutti, in ogni Paese”. L’appello ha già ottenuto il sostegno di oltre 80 organizzazioni in Italia e in Europa.
Per Amref gli operatori sanitari sono “la spina dorsale dei sistemi sanitari efficaci e sono quelli che forniscono direttamente servizi dove sono più necessari, soprattutto nelle zone remote e rurali. Sono il primo e spesso l’unico collegamento con i servizi sanitari per milioni di persone. Forniscono vaccinazioni e trattamenti a infezioni comuni. Sono in prima linea per combattere malattie mortali come Ebola e l’Hiv. Molte famiglie fanno affidamento su di loro come fonti attendibili di informazione per la prevenzione, il trattamento e la gestione di una serie di cause di morte principali, tra cui la diarrea, la polmonite, la malaria e la tubercolosi. Senza gli operatori sanitari non ci sarebbe l’assistenza sanitaria per milioni di famiglie nel mondo in via di sviluppo”. (Inform)