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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’appello della Focsiv per la partecipazione e il sì al quesito del 17 aprile

REFERENDUM TRIVELLE

Il sì per “lanciare un chiaro messaggio alla politica a favore della salvaguardia dei beni comuni”

ROMA – La Focsiv richiama le parole di Papa Francesco per lanciare un appello a sostegno del referendum contro le trivelle, quesito sul termine delle concessioni per lo sfruttamento di giacimenti di idrocarburi in attività nella acque territoriali italiane su cui saremo chiamati ad esprimerci il prossimo 17 aprile. Il voto riguarda nello specifico l’abrogazione della norma, introdotta con l’ultima Legge di Stabilità, che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze, trasformando le attuali licenze in contratti sine die.

“Sta crescendo la consapevolezza mondiale sulla causa del cambiamento climatico: un sistema economico fondato sullo sfruttamento senza limiti delle risorse naturali e dell’uomo. Il grido della terra e dei poveri è sempre più forte. Occorre cambiare il sistema, il paradigma tecno-scientifico su cui si basa, e la nostra cultura che depreda, che provoca ingiustizia sociale e scarti umani al Sud e al Nord del mondo, perché tutto è interconnesso”: queste le parole del pontefice riportate nella nota diffusa dalla Focsiv per sostenere la partecipazione al voto. Un voto che offre l’occasione di “lanciare un chiaro messaggio alla politica a favore della salvaguardia dei beni comuni”. “Partecipare al referendum sulle trivelle significa – aggiunge Focsiv – ridare voce anche al referendum sull’acqua, disatteso da ben 5 anni dalla politica”.

Richiamata dunque l’importanza di “cambiare il sistema” e di “agire per ridurre gli effetti del cambiamento climatico attraverso un nuovo modello di produrre e consumare energia, diminuendo sempre di più l’utilizzo di carburanti fossili sostituendoli con le energie rinnovabili e adottando stili di vita più sobri e capaci di migliorare la qualità della nostra vita”. “In questo modo, ridurremmo anche il debito ecologico che abbiamo creato a danno dei popoli del sud, che subiscono e soffrono sempre di più gli effetti disastrosi degli eventi climatici – prosegue la nota, che invita ad informare e sensibilizzare al sì al referendum, proseguendo in tal modo l’impegno quotidiano per “la giustizia climatica”. (Inform)

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