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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La vice ministra agli Esteri Marina Sereni ha risposto in Commissione Esteri all’interrogazione presentata da Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) sulla riapertura del Consolato italiano a Manchester

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Sereni assicura che il processo di riapertura è “in dirittura d’arrivo”. “Ultimo tassello il perfezionamento del contratto di affitto”

 

ROMA – La vice ministro agli Esteri Marina Sereni ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione presentata da Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) sulla riapertura del Consolato italiano a Manchester.

Nella richiesta si segnalava l’urgenza di tale riapertura, rilevando la pressione cui è sottoposta la rete consolare italiana nel Regno Unito a causa dei problemi legati al Covid e alla Brexit. Billi domanda quindi delucidazioni su tempi e iniziative messe in atto per giungere alla riapertura, “considerando che i finanziamenti sono già stanziati da tempo e il console per questa sede già identificato”.

Sereni ha assicurato l’impegno del Governo sulla questione, “nel quadro della forte attenzione che riserviamo alla vastissima collettività residente nel Regno Unito, che include anche i numerosi connazionali iscrittisi all’Aire negli ultimi mesi, soprattutto per via della Brexit”.

“La riapertura del Consolato di Manchester risponde all’esigenza di continuare a migliorare l’efficienza della rete consolare nell’erogazione dei servizi per gli utenti, al fine di venire incontro, sempre più puntualmente, alle crescenti esigenze di quella collettività. Nei mesi scorsi – prosegue la Vice Ministro – abbiamo concluso le procedure amministrative necessarie all’istituzione e alla conseguente operatività della nuova sede e abbiamo anche acquisito l’assenso delle autorità britanniche all’apertura del Consolato, in accordo con quanto previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963 sulle relazioni diplomatiche”.

“Inoltre, d’intesa con la nostra Ambasciata a Londra, abbiamo provveduto a definire la circoscrizione di competenza del nuovo Consolato, che ricalcherà quella assegnata a suo tempo al preesistente Ufficio consolare, con l’aggiunta della regione delle West Midlands. La nuova circoscrizione – segnala Sereni -ricomprenderà quindi circa 80.000 connazionali, alleggerendo il carico di lavoro del Consolato generale a Londra. Subito prima dell’effettiva operatività della nuova Sede – aggiunge la Vice Ministro, – verrà anche ridefinita la circoscrizione territoriale del vice Consolato onorario in Birmingham, al fine di renderla compatibile con la nuova suddivisione di competenze tra il Consolato generale a Londra e il Consolato a Manchester”. Sereni aggiunge poi che è già stato individuato il personale necessario a quest’ultimo, tra i quali il titolare del Consolato, “che prenderà servizio a Manchester non appena le ultime procedure finalizzate ad acquisire la piena operatività della sede lo permetteranno”. Manca dunque “l’ultimo tassello, quello del perfezionamento del contratto di affitto del futuro Consolato”: “la Direzione generale per l’Amministrazione, l’informatica e le Comunicazioni della Farnesina ha trasmesso all’Ambasciata d’Italia a Londra indicazioni in proposito”, insieme con la “proposta distributiva degli spazi e dei lavori da effettuare per assicurare l’adeguatezza dei locali sotto il profilo della sicurezza – segnala Sereni. “Non appena chiariti – anche con la proprietà dell’immobile – questi ultimi aspetti tecnici, potremo fissare una data di decorrenza del contratto di affitto della sede che ospiterà gli uffici del Consolato – conclude la Vice Ministro, assicurando come si sia in “dirittura d’arrivo”, “nonostante la pandemia da Covid-19 abbia comportato un allungamento dei tempi, alla luce delle misure adottate dal Regno Unito e la conseguente riorganizzazione del lavoro”.

In sede di replica, Billi si dichiara non soddisfatto della risposta, e ribadisce la sua richiesta di conoscere una data precisa per l’apertura, anche in considerazione dello stanziamento già avvenuto delle risorse necessarie, attraverso una legge approvata nel 2019. Per l’esponente leghista l’attesa dunque non risulta comprensibile, anche “alla luce dell’emergenza pandemica e della correlata necessità di assicurare servizi efficienti ai nostri connazionali residenti nel Regno Unito, costretti a rivolgersi unicamente al sempre più oberato Consolato di Londra”. Billi ribadisce infine che manterrà “alta l’attenzione sulla questione in attesa che si possano registrare risultati più concreti”. (Inform)

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