ITALIANI ALL’ESTERO
Il verbale dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi
TEL AVIV – Si è svolta il 4 settembre scorso una nuova riunione del Comites di Tel Aviv. Erano presenti i consiglieri Ever Cohen, Marina Norsi, Paola Cantori, Angelica Calò, Silvio Nahum, Claudia Amati, Arik Bendaud, Raphael Barki; assenti Giordana Mosseri, Alex Zarfati, Benedetta Berti, Simone Botti, Miriam Barda, Serena Liuzzi. Presenti anche Beniamino Lazar, presidente del Comites di Gerusalemme, e Yehuda Livne.
A cura del tesoriere Arik Bendaud la relazione sul bilancio, la cui previsione per il 2016 dovrà essere presentata entro il 30 settembre. I Comites – si legge nel verbale diffuso al termine della riunione – riportano i propri movimenti finanziari in forma di “rendiconto di cassa”. È necessario regolarizzare la posizione giuridica dell’Amuta’ Comites con l’aggiornamento dei nuovi membri e della nuova sede per permettere l’apertura di un conto corrente bancario su cui versare i fondi elargiti dal Ministero degli Esteri attraverso l’Ambasciata. Segue la pratica Silvio Nahum. Poichè il Comites Tel Aviv entrante rappresenta la naturale continuazione di quello che lo ha preceduto, si concorda, con il consenso del presidente Lazar, che i fondi allocati per l’anno corrente possono essere integralmente assegnati nel nuovo conto di prossima apertura, con l’opzione di onorare eventuali conti in sospeso attribuibili al precedente Comitato già presieduto dallo stesso Lazar.
Sul tema “ambasciata” riferisce Raphael Barki che segnala come i 3 mesi trascorsi dall’ultima riunione siano stati densi di avvenimenti importanti per Italia e Israele. Si segnalano, in particolare, le visite del presidente del Consiglio, Matteo Renzi e del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni. I Comites di Gerusalemme e Tel Aviv offrono il proprio contributo diretto per il rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi e, in qualità di rappresentanti ufficiali della comunità italiana locale, auspicano che in futuro, in circostanze analoghe, vi sarà l’occasione per incontrare in una cornice espressamente dedicata gli esponenti delle istituzioni Italiane in visita in Israele. Nel verbale anche la presa d’atto che le comunità italiane numericamente minori, come quelle di Grecia, Turchia ed Israele, non potranno partecipare alle prossime elezioni del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) e del miglioramento dei servizi offerti dall’Ambasciata malgrado l’aumento della domanda ed una riduzione del personale. Il Comites invita i connazionali a raccontare la propria esperienza per permettere di offrire un riscontro alle autorità basato su casi concreti e di formulare proposte mirate ad un ulteriore snellimento del disbrigo delle pratiche consolari.
Per il tema “culto” la relazione di Ever Cohen evidenzia la difficoltà di censire gli italiani in Israele secondo il credo religioso e ribadisce la necessità di tutelare la presenza delle minoranze cristiana e musulmana. Ricordate tra le comunità ebraiche italiane il tempio Rabbi Ovadia da Bertinoro di Ramat Gan e il Minyan di Ben Yehuda a Tel Aviv, ora registrato anche come amuta’.
Segue la relazione di Lazar sull’attività del Comites di Gerusalemme, di nomina consolare e tra i cui consiglieri vi sono anche 4 rappresentanti della comunità dei connazionali italiani arabi cristiani e musulmani. Lazar consegna il timbro ufficiale del Comites uscente al presidente Barki che poi lo consegna a Nahum.
Nella relazione “accademia e lavoro” di Marina Norsi le difficoltà riscontrate per il riconoscimento in Israele dei titoli di studio conseguiti in Italia, per cui si chiede un percorso più semplificato, pari a quelli di Francia ed Inghilterra. Sull’argomento è previsto un ulteriore approfondimento.
Su “periferie e minoranze” la relazione di Paola Cantori che segnala come la stima degli italiani residenti al sud di Israele (da Ashdod in giù) possano essere intorno ai 1000 ed includano anche diversi membri della comunità beduina. Si ipotizza inoltre la possibilità di organizzare entro l’anno un evento decentrato al sud, magari a sfondo gastronomico, che potrà essere riproposta, in caso di successo, anche al nord.
Sul fronte comunicazione si segnala come l’apertura di un account Twitter (@comitestelaviv) si stia rivelando molto fruttuosa poiché alcune agenzie di stampa ritwittano con regolarità comunicati e bollettini informativi. Segnalato anche il gruppo Facebook “Consigli in Israele” cui si affianca la pagina ufficiale del Comites Tel Aviv (http://www.facebook.com/
Infine, sul tema “pensioni” la relazione di Claudia Amati che segnala di essersi fatta carico di contattare periodicamente per telefono circa 35 aventi diritto alla pensione per attestarne l’esistenza in vita. (Inform)